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(it) France, UCL AL #373 - Antifascismo - Media audiovisivi: L'estrema destra in guerra contro la stampa e la cultura (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 8 Sep 2026 07:19:27 +0300


L'attacco della Commissione Alloncle alla radiotelevisione pubblica ha ricordato l'odio che l'estrema destra nutre nei confronti della stampa pubblica e dei media indipendenti. Ma è solo la punta dell'iceberg dell'agenda dell'estrema destra riguardo alla stampa e alla cultura, che intende cancellare e sottomettere. --- Il 27 aprile, la Commissione d'inchiesta sulla neutralità, il funzionamento e il finanziamento della radiotelevisione pubblica, più comunemente nota come Commissione Alloncle dal nome del suo relatore, il parlamentare di estrema destra Charles Alloncle, ha concluso i suoi lavori. Questa commissione farsa è servita per oltre quattro mesi come piattaforma per l'estrema destra per promuovere le proprie posizioni sulla stampa, dagli attacchi alla radiotelevisione pubblica al rifiuto di ogni forma di giornalismo investigativo indipendente.

Al centro di questo circo si cela un'idea ricorrente dell'estrema destra: che il servizio pubblico radiotelevisivo non sia altro che un rifugio per i progressisti, completamente chiuso ideologicamente e antidemocratico, dove una piccola élite occupa posizioni di potere al suo interno. Sebbene quest'idea possa suscitare un sorriso nella sinistra, visti i crescenti orientamenti di destra di France Télévisions e Radio France, in realtà non è altro che la copertura narrativa di un progetto di lunga data del Rassemblement National (RN) e di altri partiti fascisti: privatizzare tutto il servizio pubblico radiotelevisivo, ma anche eliminare tutti i sussidi e gli aiuti alla stampa. In breve, consegnare l'intero settore dell'informazione al settore privato.

False soluzioni e problemi reali
Questo progetto mira sia a mettere a tacere i servizi investigativi che regolarmente smascherano gli affari loschi dell'estrema destra, sia a eliminare il più possibile il pluralismo politico nei media: non c'è bisogno di una stampa statale quando pochi miliardari sono ben felici di finanziare un piccolo impero mediatico allineato con le idee fasciste. Questa stampa privata è attivamente coinvolta anche nell'attacco al servizio pubblico radiotelevisivo: Radio France e France Télévisions hanno presentato una denuncia a novembre contro CNews, Europe 1 e JDD - tutte di proprietà di Bolloré - per una "campagna diffamatoria" condotta in concomitanza con l'apertura della Commissione d'inchiesta.

La Commissione Alloncle ha portato a giugno a una proposta di legge "volta a prevenire i conflitti di interesse" nei media pubblici[1]. La manovra è perversa, in quanto utilizza l'argomento della trasparenza per contribuire a indebolire il servizio pubblico radiotelevisivo, aprendo la strada alla sua privatizzazione, un obiettivo che l'estrema destra sogna. Ma bisogna anche dire che questo approccio si basa sulle reali carenze e disfunzioni del servizio pubblico radiotelevisivo: gli stipendi esorbitanti dei personaggi televisivi, i conflitti di interesse e il clientelismo sono tutte realtà che fungono da trampolino di lancio per l'estrema destra. Si tratta di situazioni che i governi non hanno mai affrontato; anzi, le hanno persino aggravate. Dopotutto, possiamo davvero contare sullo Stato per risanare il servizio pubblico radiotelevisivo quando i governi e i funzionari eletti avranno sempre interesse a mantenerne il controllo? Un'alternativa libertaria all'attuale funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo, che non sia né statale né privata, deve ancora essere inventata. Indubbiamente dovrà essere costruita dalle fondamenta, attraverso la democrazia diretta, e soggetta a un controllo collettivo delle sue azioni. Considerare queste alternative non è un esercizio astratto e utopico, ma una necessità per offrire una contro-narrazione agli attacchi demagogici e autoritari dell'estrema destra. Questi attacchi non si limitano alla Francia: ovunque salga al potere, l'estrema destra cerca di attaccare il servizio pubblico radiotelevisivo e i media indipendenti.

Fascisti ovunque, stampa libera da nessuna parte.
Negli Stati Uniti, Donald Trump, nei primi mesi del suo secondo mandato, ha fatto approvare un ordine esecutivo che prevedeva il definanziamento di due importanti reti di servizio pubblico radiotelevisivo[2], il Public Broadcasting Service (PBS) e la National Public Radio (NPR). Il motivo? Si presume che questi organi di informazione fossero troppo di parte e costassero troppo allo Stato: le stesse argomentazioni che si sentono in Francia. In Inghilterra, la BBC è sotto accusa, affrontando accuse simili. In seguito alla controversia scatenata da un montaggio video di un discorso di Donald Trump, il suo direttore generale e il responsabile dell'informazione sono stati costretti a dimettersi a novembre.

Il Puy du Fou è un parco a tema fondato da Philippe de Villiers che illustra perfettamente la visione della cultura dell'estrema destra: la trasformazione della storia in un mito nazionale, cristiano e monarchico, la glorificazione dei potenti e il disprezzo per le lotte popolari.

Crediti: Wikimedia/Midx1004

In Francia, però, gli attacchi dell'estrema destra non si limitano al servizio pubblico radiotelevisivo. L'8 aprile, il Centro Nazionale per il Cinema e l'Immagine in Movimento (CNC) ha annunciato la sospensione del suo Fondo di sostegno alla creazione di contenuti per i social media. Precedentemente noto come CNC Talents, questo programma sovvenzionava la creazione di contenuti online con 3 milioni di euro all'anno dal 2017. Molti creatori di contenuti divulgativi e di attualità ne hanno beneficiato, così come organizzazioni come il media antirazzista Histoires Crépues e il quotidiano Streetpress. Il motivo di questa sospensione? Un'ondata di attacchi dell'estrema destra basati su accuse di parzialità, amplificati da figure come Marion Maréchal e François-Xavier Bellamy, che hanno portato a minacce contro il personale del CNC.

Imposizione sociale
Sia all'interno dell'Assemblea Nazionale, sia contro il CNC (Centro Nazionale per il Cinema e l'Immagine in Movimento), sia nel programma del Rassemblement National, le voci dell'estrema destra veicolano di fatto una visione unitaria e coerente della stampa e della cultura. Li considerano unicamente strumenti al servizio del nazionalismo e dell'autorità dello Stato e del capitale. Qualsiasi altra concezione del giornalismo o della creazione culturale è percepita, nella migliore delle ipotesi, come inutile, e nella peggiore, come dannosa. Nel programma del Rassemblement National, la stampa viene menzionata solo in relazione alla privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. La parola "cultura" stessa non compare, sostituita dal solo riferimento al "patrimonio": la conservazione di alcune vestigia del passato, che presumibilmente incarnano la narrativa nazionale[3]. Il messaggio ha il merito di essere chiaro: per il Rassemblement National, un buon artista è un artista morto.

Ovunque sia stato eletto a livello locale, il Rassemblement National ha attaccato i media locali e i finanziamenti alla cultura, tagliando i fondi alle biblioteche pubbliche, agli eventi culturali e agli spazi per l'insegnamento delle pratiche artistiche. La retorica del Rassemblement National è ancora una volta una farsa: mentre denuncia con veemenza l'isolamento degli ambienti culturali, le sue proposte non farebbero altro che esacerbare questo problema, rendendo la cultura ancora più elitaria e inaccessibile. Una politica perfettamente coerente per un partito la cui piattaforma e forza trainante è la disuguaglianza.

N. Bartosek (UCL Alsazia)

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[1]Anne-Charlotte Dusseaux, "Il servizio pubblico radiotelevisivo: un disegno di legge Alloncle arriva all'Assemblea nazionale", LCP, 24 giugno 2026. https://lcp.fr/actualites/audiovisuel-public-une-proposition-de-loi-alloncle-arrive-dans-l-hemicycle-437838

[2]"Donald Trump ordina allo Stato di interrompere i finanziamenti ai media pubblici americani PBS e NPR", Le Monde, 2 maggio 2025. https://www.lemonde.fr/international/article/2025/05/02/etats-unis-donald-trump-ordonne-a-l-etat-de-cesser-de-financer-les-medias-publics-pbs-et-npr_6602272_3210.html

[3]Per maggiori dettagli sulla visione del Rassemblement National in materia di cultura e media, si veda il comunicato stampa "Rifiutiamo una cultura piegata all'estrema destra!", pubblicato da SUD Culture et médias Solidaires il 3 luglio 2024. https://solidaires.org/sinformer-et-agir/actualites-et-mobilisations/sectorielles/refusons-une-culture-mise-au-pas-par-lextreme-droite/

https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Audiovisuel-L-extreme-droite-en-guerre-contre-la-presse-et-la-culture
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