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(it) Italy, UCADI, #207 - Appunti per un programma (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 29 May 2026 09:41:27 +0300
Il più chiaro messaggio che il voto referendario trasmette è senza
dubbio la richiesta da parte degli italiani di attuazione della
Costruzione che viene ancora vissuta come un insieme di norme
programmatiche da attuare. ---- Logicamente ne consegue che nel mettere
a punto un programma di governo le opposizioni non possono che partire
da questo dato di fatto per sviluppare la loro proposta. ---- L'articolo
1 della Carta costituzionale pone come valore fondante il diritto al
lavoro, oggi gravemente compromesso perché anche a fronte di una
maggiore occupazione quello disponibile è in gran parte povero e precario.
Divieto assoluto degli stage non pagati e con zero prospettive di
crescita professionale, attività che vanno perseguite per legge.
Se si scompone l'occupazione nelle diverse tipologie di lavoro si
osserva che altissima è la quota di lavoro precario e sottopagato e non
solo nei servizi, ma che più di un milione di posti di lavoro sono
ricoperti da contratti di formazione-lavoro caratterizzati da un salario
ridotto e dalla precarietà che comporta costi ridotti per il datore di
lavoro ed è funzionale a interrompere la prestazione prima che il
lavoratore maturi il diritto all'assunzione a tempo indeterminato, e
questo non senza che il datore di lavoro possa ripetere il gioco con una
nuova assunzione di un altro soggetto da sfruttare.
Le esigenze delle imprese di mantenere la propria funzionalità si
traduce in qualche garanzia di stabilità per alcuni lavoratori ultra
55enni e con la richiesta di ritardare il pensionamento a meno che le
sempre più frequenti ristrutturazioni non inducano l'imprenditore a
ricorrere alla cassa integrazione e ai prepensionamenti.
Un governo riformista dovrebbe perciò fare propri i principi che
ispirano la riforma "Laboral" del 2022 adottata dalla Spagna con buoni
risultati, la quale ha posto il contratto a tempo indeterminato come
regola e quello a termine come eccezione limitata a specifiche esigenze
produttive. Inoltre, stante la diffusione di contratti collettivi
farlocchi, stipulati con associazioni sindacali criminali,
l'introduzione di un salario minimo a 11EUR costituirebbe una misura
essenziale, immediata e non derogabile da assumere.
Ovviamente il pacchetto lavoro dovrebbe essere ben più ampio e
ricomprendere la sicurezza sul posto di lavoro, condizioni di lavoro
accettabili, servizi, una pensione dignitosa ma intanto il provvedimento
principale di adeguamento salariale costituirebbe un segnale significativo.
Il reddito del lavoratore non è costituito dal solo salario diretto ma
anche da quello indiretto che viene erogato attraverso i servizi alla
persona di un welfare sostenibile e concerne l'assistenza sanitaria, in
primo luogo, perché se parte del salario va destinata alla salute
deprime e condiziona enormemente il reddito.
Pertanto il finanziamento del sistema sanitario costituisce il secondo
rinunziabile punto del programma: la sua realizzazione va accompagnata
con una ristrutturazione profonda del sistema sanitario nazionale che
restituisca ad esso priorità assoluta rispetto alle prestazioni
sanitarie private, facendo chiarezza con tutti i mezzi e gli strumenti
giuridici e fiscali disponibili sul malcostume nella gestione
dell'erogazione del servizio Sanitario che penalizza soprattutto i meno
abbienti e lascia scoperte da ogni servizio larghe aree del paese.
La terza emergenza è senza dubbio costituita dall'istruzione e dai
servizi connessi. È necessario tenere conto del fatto che lo sviluppo
della società, le modifiche introdotte nei sistemi produttivi,
un'organizzazione sociale in sempre maggiore trasformazione, hanno
bisogno di un'istruzione che tenga il passo, sia per quanto riguarda la
preparazione al lavoro che il possesso degli strumenti cognitivi
necessari ad un approccio più costruttivo e autonomo alla comunicazione
e alla partecipazione sociale. Ciò comporta una profonda riforma
dell'istruzione che passa necessariamente per maggiori finanziamenti al
corpo insegnante, caratterizzati da una costante riqualificazione che,
per essere efficace, va monetizzata.
C'è poi il problema delle infrastrutture da affrontare attraverso la
messa a punto di un piano di interventi che porti non solo al
risanamento, ma anche alla riqualificazione delle strutture scolastiche
disponibili.
La crisi energetica derivata dal deterioramento della situazione
internazionale va affrontata con un piano strutturale di
approvvigionamento che per essere credibile deve puntare alla riapertura
del mercato dell'energia e alla diversificazione, incompatibile con
politiche dei dazi erogazione di sanzioni (che, è bene ricordarlo,
danneggiano soprattutto chi le emana), nonché restrizioni delle
relazioni commerciali derivate dalla ricerca di posizioni di dominio
nella politica internazionale. Al riguardo il rifiuto assoluto della
guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali va
perseguito rigorosamente, in conformità all'articolo 11 della nostra
Costituzione.
Parte ordinaria e giornaliera del programma di governo dovrebbe essere
costituita dallo smantellamento pezzo per pezzo di ciò che cinque anni
di governo è stato introdotto nell'ordinamento sotto il profilo della
fruizione dei diritti, iniziando dalle norme penali liberticide, per
passare al diritto di voto per i fuori sede, alla libertà di
comunicazione, alla gestione dei media e al pluralismo dell'informazione
e a quant'altro rende sostenibile e accettabile la convivenza civile.
Questi interventi essenziali avrebbero indubbiamente una ricaduta
positiva anche sulla soluzione di altri problemi, come quelli costituiti
dalla necessità di sicurezza, dalla gestione dell'emigrazione e
dell'accoglienza rispetto alla quale è estremamente funzionale e
necessaria una profonda ristrutturazione del mercato del lavoro che
combatta quello nero e precario, eliminando sacche di disponibilità di
lavoro sottopagato o clandestino per evitare i conflitti di interesse
fra i lavoratori e ripristinare la giustizia sociale.
https://www.ucadi.org/2026/04/19/appunti-per-un-programma/
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