|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #13-26 - Primo Maggio internazionale (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 23 May 2026 08:26:59 +0300
Sono passati più di cento anni da quando su queste pagine Errico
Malatesta lamentava che le manifestazioni del primo Maggio non destavano
più gli entusiasmi di tanti anni addietro. ---- Il Primo Maggio rimane
comunque una grande giornata internazionale. ---- Anche i suoi balli, le
sue feste, i suoi concerti hanno un carattere intrinsecamente
rivoluzionario, perché sono il risultato della diserzione
dall'arruolamento al servizio della competitività e della produttività
capitalistica. ---- Diserzione deve essere la parola d'ordine di questo
Primo Maggio. Diserzione dalla produzione e dal trasporto di armi,
diserzione da ogni governo e dalle loro guerre. Quindi solidarietà ai
disertori e lotta al militarismo: questi sono i temi per una
declinazione attuale del carattere internazionalista del Primo Maggio.
Nell'articolo pubblicato su Umanità Nova del 1920, Malatesta raccoglieva
le critiche che una parte più "intransigente" del movimento anarchico
faceva già nei primi anni del secolo scorso alla "degenerazione" del
Primo Maggio. Contro queste critiche era insorto a suo tempo anche
Pietro Gori.
Le ragioni di tali critiche erano molteplici: al rammarico per la
perdita del carattere rivoluzionario si aggiungeva, per alcuni, il
rifiuto della preparazione di un appuntamento concordato a livello
internazionale. I movimenti sono spontanei, si diceva, e non possono
essere evocati a comando, su scadenze stabilite a tavolino; altri ancora
esprimevano il disprezzo per la partecipazione delle masse, che
annacquavano il carattere rivoluzionario delle minoranze e degli
individui. Su tutto comunque aleggiava uno dei principali ostacoli
all'azione del movimento anarchico: la convinzione che anche il Primo
Maggio non fosse abbastanza rivoluzionario per gli anarchici.
Errico Malatesta riprende queste critiche per ribaltarle: non è il
carattere delle masse che attenua il carattere rivoluzionario del Primo
Maggio, ma l'insufficiente coinvolgimento del movimento anarchico.
Spetta agli anarchici - sostiene Malatesta - caratterizzare in senso
rivoluzionario la ricorrenza del primo Maggio e arricchirla di
contenuti, senza lasciarsi condizionare dal processo di depotenziamento.
Che cosa direbbe il buon Errico, oggi che il Primo Maggio è addirittura
festa nazionale? Anche la Chiesa, preoccupata dall'adesione delle classi
sfruttate alla ricorrenza, ha pensato di metterci lo zampino dedicando
il primo giorno di maggio a san Giuseppe lavoratore.
Pure, ancora oggi, il Primo Maggio, con il suo pullulare di scampagnate,
canti, balli feste e concerti allunga la sua ombra minacciosa sulle
classi privilegiate e sui governi, che fanno di tutto per annullarlo e
svuotarlo di contenuto.
E il Primo Maggio rimane un grande appuntamento internazionale. L'idea
di una affermazione di volontà da parte delle classi sfruttate e delle
forze rivoluzionarie di tutti i paesi in un giorno determinato e non
casuale; il gesto con cui nella stessa giornata in tutto il mondo le
forze del lavoro lasciassero la propria occupazione, disertassero i
posti di lavoro. Tutto questo rappresenta ancora oggi una minaccia per
chi ci vuole incatenati al miraggio della competitività e della
produttività capitalistica. La celebrazione delle conquiste del
movimento operaio, anche per mezzo delle feste, oltre che dei comizi, è
la testimonianza della presa di coscienza della divisione in classi
della società, e della solidarietà del proletariato al di là dei confini
tracciati sulla carta.
Del resto, non deve nemmeno essere sottovalutato il carattere
rivoluzionario della festa.
I governi delineano un futuro di scarsità e di catastrofi, in cui la
guerra torna ad essere lo strumento per risolvere le controversie
internazionali. Un futuro cupo fatto di assoggettamento al carro del
capitale, dietro le formule della compartecipazione e della solidarietà
nazionale. La produzione moderna è impensabile senza il disciplinamento
di chi eroga la capacità lavorativa. Tutte le energie devono essere
destinate all'aumento della produttività, disciplinando e reprimendo gli
istinti vitali e regolamentando il consumo di cibi e vivande e di ogni
sostanza che può danneggiare l'erogazione della forza lavoro. Al tempo
stesso, il corpo e la mente di chi eroga la forza lavoro diventa il
campo in cui si sperimentano le tecniche di disciplinamento e la
somministrazione di sostanze in grado di aumentare la prestazione
lavorativa e rendere la persona più disciplinata nei confronti della
gerarchia aziendale.
Ecco allora che anche una festa, che interrompe questo meccanismo di
sottomissione alla produzione ad ogni costo, assume un carattere
eversivo e la stessa scampagnata, che sottrae le persone al cemento dei
quartieri dormitorio per un giorno, finisce per essere più efficace di
un comizio nel delineare in modo esemplare il carattere della società
che vogliamo costruire.
Spetta al movimento anarchico insinuare in questi momenti di liberazione
dal giogo dello sfruttamento capitalistico gli elementi di intransigenza
rivoluzionaria che caratterizzarono il Primo Maggio fin dall'inizio.
Ricordare le origini del Primo Maggio significa ricordare i Martiri di
Chicago. August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer, George Engel
furono impiccati per aver organizzato, proprio il 1°maggio 1886, uno
sciopero per l'applicazione della legge sulle otto ore. Louis Lingg si
suicidò in carcere il giorno precedente l'impiccagione.
Ricordare il Primo Maggio significa ricordare la solidarietà universale,
cosmopolita, al di sopra di tutte le patrie, di ogni persona oppressa
dal lavoro e animata dalla volontà di emanciparsi.
Il Primo Maggio ci dà l'esempio di grandi giornate di lotta, costruite
sulla base dell'unità fra le forze che si richiamano al movimento
operaio. Il movimento anarchico da solo non sarebbe stato in grado di
dar vita a questa esperienza. Dobbiamo quindi essere capaci di costruire
relazioni con le altre componenti, rimanendo sempre noi stessi. Proprio
la storia del Primo Maggio dimostra che grazie all'impegno di parte del
movimento anarchico si riuscì a definire questa data. Un'altra parte del
movimento, in nome di un malinteso purismo, preferì non partecipare ai
momenti decisionali. Se tutto il movimento anarchico avesse seguito
questa strada, i caporioni socialdemocratici avrebbero avuto la strada
spianata per trasformare il primo maggio in una semplice occasione di
propaganda delle proprie mire elettoraliste da tenersi la prima domenica
di maggio. Come volevano fare e come invece non è stato fatto.
"Disertate falangi di schiavi" esorta l'inno del primo maggio di Pietro
Gori. La diserzione dal lavoro è un elemento centrale del Primo Maggio.
Oggi la diserzione assume un significato più generale, di fronte alla
progressiva trasformazione dell'economia in economia di guerra. E
accanto alla più generale diserzione dal lavoro deve essere rivendicata
la diserzione dalla produzione e dal traffico di armi, che alimenta
guerre in ogni parte del mondo. Non si tratta solo di una scelta
individuale con cui mettere a posto la nostra coscienza. La diserzione è
il primo passo per costruire un movimento di massa per incidere sulla
produzione e sulla distribuzione, perché le produzioni di morte siano
trasformate in produzione di beni e servizi destinati ad alleviare la
miseria della maggior parte dell'umanità.
Soprattutto diserzione da tutte le guerre. A chi dice che c'è un
aggressore e un aggredito, ripetiamo che ad aggredire sono tutti i
governi, tutti i capitalisti. Dobbiamo disertare tutte le guerre,
dobbiamo sostenere i disertori, aprendo le frontiere ed organizzando
tutte le forme di sostegno possibili.
A questo ci chiama il Primo Maggio 2026.
Basta militarismo! La marcia verso la guerra può essere fermata solo
dall'azione dal basso.
Viva il Primo Maggio! Viva l'unità internazionale della classe operaia!
Viva l'anarchia!
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/primo-maggio-internazionale/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(tr) France, UCL AL #370 - Kültür - İzleyin: Hasan Hadi, "Başkanın Pastası" (ca, de, en, fr, it, pt)[makine çevirisi]
- Next by Date:
(it) Greece, APO, Land & Freedom - Dichiarazione introduttiva dell'APO sulla guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center