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(it) France, OCL: Ariane Gransac è morta: una vita intensa, ribelle e anarchica (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 19 May 2026 07:18:47 +0300


Ariane Gransac è morta: una vita intensa, ribelle e anarchica ---- Ariane Gransac è morta a Perpignan domenica scorsa, 5 aprile, all'età di 84 anni; i funerali si terranno il 15 aprile presso il crematorio della città. ---- Piuttosto che lasciarmi sopraffare dalla tristezza per la sua scomparsa, preferisco ricordare la sua gioia giovanile quando la conobbi circa sessant'anni fa, intorno al 1966, dopo la sua coraggiosa partecipazione al memorabile rapimento a Roma dell'ambasciatore di Franco presso il Vaticano.
Ariane era la figlia di un dirigente di alto livello nell'industria dei profumi e avrebbe potuto accontentarsi dei privilegi di una comoda situazione economica, ma questo non si addiceva al suo temperamento ribelle. Si inserì rapidamente negli ambienti anarchici parigini, unendosi al gruppo di Émile Henry della Federazione Anarchica, e frequentando, da appassionata d'arte, anche i circoli culturali libertari.

Ciò che la distingueva era senza dubbio la sua forte personalità, un connubio di acuta intelligenza e propensione per un'ironia ingegnosa e pungente, capace di spiazzare chiunque, ma non incompatibile con una grande gentilezza e una spiccata sensibilità. Ariane aveva un carattere forte, e in questo risiedeva parte del suo fascino.

Per oltre dieci anni si dedicò con tutto il cuore alla lotta libertaria antifranchista, partecipando al fianco di Octavio Alberola a quasi tutte le azioni della Federazione Iberica della Gioventù Libertaria (FIJL), molte delle quali sotto il nome di Groupe 1er Mai (Gruppo 1° Maggio).

Dopo il riuscito sequestro di persona a Roma nel 1966, si recò a Madrid nell'ottobre dello stesso anno per pianificare un altro sequestro, che fallì e portò a diversi arresti. In segno di solidarietà con i prigionieri, partecipò a diverse azioni dirette condotte dal Gruppo del 1° Maggio a Londra contro le rappresentanze franchiste. Nel 1968 si recò a Bruxelles per pianificare il rapimento dell'ambasciatore di Franco al Mercato Comune, Alberto Ullastres, ma fu arrestata l'8 febbraio prima che l'operazione potesse essere portata a termine.

Nel 1974, agendo ormai indipendentemente dalla FIJL (Federazione Internazionale della Gioventù di Liberazione), ma in solidarietà con Puig Antich, partecipò al rapimento di Baltasar Suárez, direttore della Banca di Bilbao, a Parigi; fu arrestata il 22 maggio insieme ad Alberola ad Avignone.

Dopo la morte del dittatore, partecipò al movimento libertario francese e si dedicò a preservare la memoria dei movimenti popolari in America Latina, con particolare attenzione al Perù e alla Bolivia, dove, attraverso Liber Forti, stabilì legami con la Centrale dei Lavoratori Boliviani.

Inutile dire che questa intensa attività è sempre stata accompagnata da un forte impegno verso le concezioni anarchiche della lotta contro il patriarcato, in linea con i principi di Mujeres Libres.

Dopo la morte della madre, di cui si era presa cura a Parigi, si stabilì definitivamente a Perpignan nel 2007. Ma dopo un periodo di grave depressione tra il 2013 e il 2015, il suo declino cognitivo peggiorò e fu infine ricoverata in una casa di cura nel dicembre 2022. Indubbiamente, dopo quasi quattro anni in questa situazione, la sua morte rappresentò per lei una forma di liberazione.

Ad eccezione degli ultimi anni, Ariane ebbe l'audacia di vivere appieno la vita che aveva scelto, sfidando sempre la dominazione in nome della libertà. È così che la ricorderemo.

Tomás Ibáñez

http://oclibertaire.lautre.net/spip.php?article4685
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