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(it) France, Comunicato stampa UCL - Per la Palestina, contro il genocidio: trasformiamo il 29 novembre in un'onda anomala! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 22 Dec 2025 07:40:56 +0200


Dopo il "cessate il fuoco" e il famigerato "piano Trump" adottato dall'ONU il 18 novembre, è più che mai cruciale tenere d'occhio la Palestina. Non si tratta di fermare il genocidio, ma di continuarlo con altri mezzi. Il 53% di Gaza è ora direttamente sotto il controllo dell'esercito occupante: un fatto compiuto ufficialmente descritto come "temporaneo", ma tutto indica che Israele intende renderlo permanente. ---- La "linea gialla" che delimita questo territorio occupato è del tutto fittizia e i suoi confini sono sfumati, ma ha conseguenze molto concrete, poiché l'occupante uccide sistematicamente i palestinesi che vi si avvicinano. Il cessate il fuoco stesso è già stato ripetutamente violato dallo Stato israeliano, che si è assicurato la propria impunità continuando a bombardare regolarmente Gaza.

In Cisgiordania, la violenza da pogrom perpetrata dai coloni, con la benedizione e talvolta la partecipazione diretta dell'esercito, è stata particolarmente intensa nelle ultime settimane. La tattica è ben nota: molestare i palestinesi per costringerli a fuggire dalle loro terre. Nel frattempo, decine di migliaia di prigionieri rimangono rinchiusi nelle prigioni coloniali in condizioni disumane: negligenza medica, malnutrizione, umiliazioni, percosse, stupri e torture quotidiane sono ormai ben documentati e dimostrano l'istituzione di un sistema di campi di concentramento e torture di massa. Tra gli ostaggi palestinesi, Hussam Abu Safyia, il cui arresto lo scorso dicembre ha sconvolto il mondo, e oltre 80 medici e personale ospedaliero sono ancora torturati. Il loro unico crimine: aver osato curare e proteggere vite palestinesi.

In Francia, il "cessate il fuoco" serve da pretesto per normalizzare ulteriormente lo stato genocida: così, nonostante un iniziale rifiuto, una rappresentanza israeliana è effettivamente presente alla fiera delle armi Milipol, sostenendo che il cessate il fuoco avrebbe presumibilmente cambiato la situazione! Le armi testate sui civili palestinesi e utilizzate per il loro genocidio vengono quindi vendute, insieme a quelle utilizzate per schiacciare il popolo sudanese. La repressione degli attivisti solidali e persino di qualsiasi espressione critica della politica israeliana si sta intensificando per mascherare questa politica disgustosa. Dall'arresto del nostro compagno Omar Alsoumi all'annullamento di una conferenza sulla Palestina al Collège de France, tutto sembra lecito contro i palestinesi e coloro che osano denunciarne la distruzione.

È in questo contesto che ricorre il 29 novembre, proclamato "Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese". Questa data segna il tragico anniversario della Risoluzione 181 delle Nazioni Unite, che il 29 novembre 1947 proclamò il "piano di spartizione" della Palestina e la legittimazione internazionale del colonialismo sionista. I confini proclamati in questa risoluzione sarebbero stati calpestati durante la Nakba, la pulizia etnica del popolo palestinese pianificata dalle milizie sioniste con la benedizione delle potenze imperialiste. Questa data simboleggia il fallimento delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, che non hanno impedito la pulizia etnica e la colonizzazione: la Risoluzione 194 del 1949, che sancisce il diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi, non è mai stata rispettata da Israele, senza che ciò ne minacciasse la posizione all'ONU.

Quindi, il 29 novembre, spetterà al popolo fare ciò che le istituzioni internazionali non sono mai state in grado o disposte a fare: porre fine all'aggressione coloniale israeliana e imporre finalmente sanzioni allo Stato sionista. Un embargo sulle armi, sanzioni economiche e politiche contro questo Stato genocida possono essere ottenuti solo attraverso una potente mobilitazione internazionale in grado di costringere gli imperialisti a fare marcia indietro. Una potente mobilitazione internazionale è essenziale per difendere i diritti del popolo palestinese. In tutto il mondo, il 29 novembre può rappresentare una pietra miliare significativa per il rafforzamento di questo movimento. Lunga vita alla lotta del popolo palestinese! Lunga vita alla solidarietà internazionale! Uniamoci a tutte le manifestazioni che si terranno il 29 novembre, a Parigi e in tutto il mondo!

https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Pour-la-Palestine-contre-le-genocide-faisons-du-29-novembre-un-raz-de-maree
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