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(it) Brazil, OSL: La Coscienza Nera è una lotta viva contro il razzismo, il capitale e lo Stato. Palmares vive! Il popolo nero resiste! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 21 Dec 2025 07:28:51 +0200


Il 20 novembre è una giornata di affermazione della resistenza nera e della memoria combattiva che accompagna il popolo brasiliano fin dai tempi dell'invasione europea. Non è una data commemorativa vuota, come i media mainstream cercano di diffondere, ma una pietra miliare politica che riafferma che il razzismo continua a strutturare l'ordine capitalista-statale e il dominio di classe in Brasile. Questa realtà continua a esprimersi violentemente ed esplicitamente nel paese.

Violenza razziale e crisi sociale

I recenti massacri nelle periferie di Baixada Santista, Rio de Janeiro, Salvador e altre città del paese hanno dimostrato ancora una volta come lo Stato utilizzi la violenza della polizia per controllare e terrorizzare i territori a maggioranza nera. Oltre a ciò, l'incarcerazione di massa continua ad aumentare, con carceri sovraffollate e carceri cautelari che colpiscono in modo schiacciante la popolazione nera: il 75% delle persone incarcerate senza processo sono nere. Allo stesso tempo, la crisi abitativa si è aggravata, con sfratti violenti in grandi città come San Paolo, Recife e Belo Horizonte, che hanno allontanato principalmente le famiglie nere dalle loro case e rafforzato la logica dell'espulsione urbana che favorisce i grandi proprietari terrieri e gli interessi del mercato immobiliare.

Tutto ciò è associato all'aumento del costo della vita, all'inflazione alimentare e al lavoro precario, che colpisce in modo sproporzionato la popolazione nera, che costituisce la base più sfruttata della classe operaia. In questo contesto, le donne nere rimangono il gruppo più precario e mal pagato, accumulando orari di lavoro lunghi e instabili, ad esempio nel servizio domestico, e in occupazioni con scarsa tutela sociale e lavorativa. Secondo Dieese, circa la metà delle donne nere guadagna fino a un salario minimo e il loro reddito medio è inferiore del 53% rispetto a quello degli uomini bianchi. Questi numeri rivelano chiaramente l'apartheid razziale e di genere nel Paese.

Scenario internazionale: i popoli razzializzati come bersagli

Questo scenario interno si collega al contesto internazionale, caratterizzato dall'avanzare della crisi climatica, che colpisce soprattutto i territori razzializzati del Sud del mondo; dalla militarizzazione dei confini in Europa e negli Stati Uniti, dove i migranti africani, caraibici e latinoamericani diventano bersagli di violenza e incarcerazione; e da guerre che colpiscono più pesantemente le popolazioni storicamente colonizzate. Il Brasile è parte di questo processo, dove i popoli neri e indigeni sono i più vulnerabili, sia in relazione alla distruzione ambientale e allo sfruttamento economico, sia alle dinamiche stesse dello sterminio legalizzato.

Il razzismo come pilastro del capitalismo brasiliano

I recenti eventi menzionati rendono ancora più chiaro che il razzismo non è una deviazione morale o un residuo storico, ma una forma strutturante di dominio profondamente radicata nella costituzione stessa del capitalismo-statalismo. Come il colonialismo/imperialismo e il patriarcato, il razzismo è parte fondamentale della formazione delle classi sociali e del mantenimento dello sfruttamento: guida la violenza di Stato, definisce chi occupa i lavori più precari, legittima il super-sfruttamento, naturalizza le disuguaglianze e sostiene la divisione sociale del lavoro che riserva le posizioni di maggior potere agli uomini bianchi. La povertà della popolazione nera non è un caso: è un pilastro funzionale alla riproduzione del capitalismo brasiliano dipendente e subordinato. Pertanto, la lotta antirazzista può essere efficace solo se intesa come parte inscindibile della lotta di classe e del confronto con il capitalismo e lo Stato che lo organizza. Combattere il razzismo significa confrontarsi con l'ordine che da esso dipende. La memoria di Zumbi, Dandara, Tereza de Benguela e dei quilombos esprime precisamente questa prospettiva: Palmares non cercava l'integrazione con il potere coloniale, ma costruiva un progetto insurrezionale di autonomia collettiva, solidarietà e auto-organizzazione popolare capace di rompere con ogni forma di dominio articolato.

Palmares indica la via: ribellione, autonomia e autogestione.

Nel Brasile del 2025, questo spirito si manifesta nelle mobilitazioni contro i massacri, nelle occupazioni abitative diffuse in tutte le capitali, come si vede nella Favela do Moinho a San Paolo, negli scioperi e nella resistenza dei lavoratori precari e appaltati, nella lotta dei giovani neri contro la brutalità statale, nella resistenza delle periferie all'avanzata del capitale immobiliare e nella difesa dei territori quilombola e indigeni contro la distruzione ambientale. Queste lotte formano un unico filo conduttore storico: il rifiuto attivo di accettare la disuguaglianza sociale ed economica come destino.

In questo 20 novembre, riaffermiamo l'enorme importanza della lotta nera nella riorganizzazione delle classi oppresse, la necessità di rafforzare tutti i movimenti che si oppongono alla violenza della polizia e al genocidio in corso, e l'urgenza dell'auto-organizzazione popolare nei territori urbani e rurali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università. Rifiutiamo il tentativo di trasformare la data in uno spettacolo culturale o in un'operazione di marketing istituzionale, svuotando la lotta antirazzista del suo contenuto politico e rivoluzionario. Difendiamo la costruzione di un progetto radicale di trasformazione sociale che comprenda che la lotta etnico-razziale è inseparabile dalla lotta di classe e che solo con questa comprensione possiamo procedere verso un orizzonte comune di emancipazione e rottura con il capitalismo.

Il 20 novembre non appartiene allo Stato, alle corporazioni o ai discorsi conciliatori. È un giorno che appartiene al popolo nero e alle lotte popolari che continuano a confrontarsi con la struttura di oppressione denunciata da Zumbi, Dandara e il Quilombo di Palmares. Che questo 20 novembre 2025 contribuisca a mantenerci organizzati, uniti e determinati ad affrontare il razzismo e il capitalismo statalista che lo sostiene. Zumbi vive, il popolo nero lotta e la costruzione di un potere popolare autogestito rimane l'unica risposta in grado di onorare questa memoria e avanzare verso un futuro di libertà e uguaglianza sociale.

PALMARES VIVE!

VIVA IL POPOLO NERO IN LOTTA!

CONTRO IL RAZZISMO. CONTRO IL CAPITALE. PER UN POTERE POPOLARE AUTOGESTITO E UNA RIVOLUZIONE SOCIALE!

Organizzazione Socialista Libertaria

20 novembre 2025

https://socialismolibertario.net/2025/11/20/consciencia-negra-e-luta-viva/
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