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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #29-25 - Nessuna guerra da celebrare, solo guerre da fermare! 4 novembre, anniversario di un massacro (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 29 Nov 2025 08:30:27 +0200
Come ogni anno, il 4 novembre lo stato italiano celebra la "vittoria"
nella Prima guerra mondiale, una immane carneficina di lavoratori per
nient'altro che spostare qualche confine e preparare il terreno al
nazifascismo. La retorica e la propaganda militarista non conoscono
pause, oggi più che mai. Militari nelle scuole che spacciano
l'arruolamento come una grande occasione professionale; militari nelle
piazze che, a Modena come a Palermo e a Lucca, mettono in mano a ragazz*
e bambin* armi da guerra come fossero giocattoli; militari che
pattugliano i nostri quartieri "contro il degrado"; militari in parate e
celebrazioni.
Il governo ce li piazza ovunque, per farli diventare una presenza
normale e rassicurante, ma non dimentichiamo che gli stessi militari
sono impiegati in decine di missioni all'estero, per pattugliare i
confini orientali della NATO, per pattugliare i mari in funzione
antimigranti e per difendere a mano armata gli interessi dell'ENI in
Africa, e la lista sarebbe ben più lunga.
Non dimentichiamo nemmeno il ruolo dei militari italiani
nell'addestramento delle RSF sudanesi, gli ex janjaweed, i responsabili
dei massacri del Darfur che oggi continuano ad ammazzare civili con la
divisa dell'esercito.
La responsabilità dei governi e delle aziende armiere italiane nelle
guerre degli ultimi decenni è sempre stata pesantissima, ma il governo
attuale si distingue per l'accelerazione delle politiche e della
propaganda bellica e per il sostegno ai governi criminali che, in ogni
dove, sono responsabili dell'uccisione di uomini, donne, bambini e
bambine. Nel silenzio e nell'indifferenza dei più.
Negli ultimi mesi la tragedia di Gaza è uscita dal cono d'ombra che
copre tanti altri conflitti, innescando un importante moto di
indignazione. Gaza sembra aver segnato una svolta nella percezione di
tutt* coloro che fino a oggi non avevano percepito quanto la guerra sia
vicina a noi, nelle nostre città, nelle nostre scuole, nelle nostre
fabbriche. Persone che hanno riempito le piazze e chiesto a gran voce la
fine del genocidio, sostenendo con due grandi scioperi generali la
straordinaria mobilitazione dei lavoratori portuali che sono riusciti a
bloccare diverse navi cariche di armamenti ed equipaggiamento bellico.
Sabbia nel motore del militarismo, come recita un vecchio - ma sempre
attuale - slogan! Va detto che questa vigilanza continua dei lavoratori
portuali e aeroportuali non è cosa nuova, anzi dura da anni. Anche in
passato hanno fermato carichi di armi, ma oggi hanno dalla loro parte
tante persone comuni.
È però indispensabile non abbassare la guardia, soprattutto ora che a
Gaza il massacro sembra essere in pausa. Quella guerra non è certo
finita, anzi! Così come continua la guerra in Ucraina e le decine di
altre guerre e di altre mattanze di civili inermi che insanguinano il globo.
È sempre più necessario continuare a riempire strade e piazze, fermare i
carichi di armi ovunque siano diretti, sabotare la propaganda
militarista nelle scuole e nella società, denunciare e boicottare le
industrie belliche, battersi contro la costruzione e l'ampliamento di
basi e strutture militari. Saldare i movimenti contro i poligoni in
Friuli con quelli contro le basi in Toscana e contro il MUOS in Sicilia.
In poche parole: trasformare il potente moto di indignazione per il
genocidio a Gaza in un movimento generale contro la guerra e l'economia
di guerra.
Difficile? Certo. Ma altrettanto indispensabile.
Assemblea Antimilitarista
Immagine di Militanza Grafica (particolare)
https://umanitanova.org/nessuna-guerra-da-celebrare-solo-guerre-da-fermare-4-novembre-anniversario-di-un-massacro/
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(it) Italy, Sicilia Libertaria #463 - Il disastro del turismo di massa a Noto (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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