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(it) Italy, Sicilia Libertaria #463 - Il disastro del turismo di massa a Noto (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sat, 29 Nov 2025 08:30:35 +0200


Nel lontano 1974 Pier Paolo Pasolini scrisse degli articoli polemici sul cambiamento della società italiana, soprattutto della classe proletaria e sottoproletaria, accusando i vertici del potere e della politica, con le loro scelte economico-politiche e in concorso con i media, di aver stabilito quella "mutazione antropologica" che Karl Marx, nel Manifesto del Partito Comunista, aveva definito "genocidio." Una mutazione antropologica che non solo contribuì gradualmente allo scioglimento dei Partiti politici della Sinistra come il PCI e il PSI, che insieme avevano quasi la maggioranza dei voti nel bel paese, ma portò a una ideologia dei consumi che gradualmente cancellò la lotta di classe e i partiti di sinistra: partiti che promuovevano lotte politiche e difendevano istanze sociali dei lavoratori, ora scomparsi! Al loro posto si stabilì quell'ideologia dei consumi che Pasolini chiamava "fascismo consumistico" e che poi con la globalizzazione diede vita al "soggetto generico", spogliato dalla sua classe e dalla sua identità politica.

Ogni azione prodotta da questo sistema arriva ovunque nel globo terrestre. In questo caso mi limiterò a parlare di Noto, una città che l'UNESCO ha dichiarato "Patrimonio dell'Umanità" e che nell'arco di pochi anni è diventata una meta del turismo di massa, in cui sono arrivate società che hanno investito capitali nel territorio e agenzie immobiliari che hanno fatto alzare i prezzi delle compravendite degli immobili e degli affitti; affitti che poi non si trovano più, perché le abitazioni si sono trasformati in b&b di lusso, oltre quelli ordinari, il cui numero continua a crescere nel centro storico e nelle periferie; commercianti vari, venuti da città e paesi vicini; vip facoltosi che hanno fatto di Noto un set per matrimoni da miliardari.

Dalle tante spiagge libere si è gradualmente passati agli stabilimenti balneari a pagamento; nel corso principale e nelle sue traverse sono scomparsi i laboratori degli artigiani, le botteghe di alimentari, le macellerie, i pescivendoli, i negozi di abbigliamento, di calzature e di elettrodomestici, le agenzie di viaggi, l'edicola, il fioraio, l'erboristeria, i circoli Culturali, le farmacie, la tipografia: tutto sostituito da ristoranti, trattorie, rosticcerie, pizzerie, paninerie, vinerie, gelaterie, negozi di lusso, alberghi di lusso, b&b di lusso. Ciò accade in una città che non ha i dovuti servizi basilari, con appena un pronto soccorso aperto al pubblico dalle 8.00 alle 20.00 e un servizio idrico molto carente, con l'acqua che viene erogata solo per alcune ore, mentre in diversi quartieri non arriva a volte per giorni; oltre ai problemi dei parcheggi e dei collegamento del trasporto pubblico con il suo territorio, a parte la linea Noto-Noto Marina-Calabernardo; per non parlare della raccolta dei rifiuti, a volte limitata alle vie principali della città; manca anche una razionalizzazione degli spazi pubblici e soprattutto del centro storico, divenuto una mangiatoia a cielo aperto, sempre occupato da tavoli e sedie, dove ognuno si prende gli spazi che vuole, deturpando l'identità dei luoghi, sottraendoli ai residenti. Anche sotto l'aspetto della programmazione culturale, a parte i concerti di musica classica, che sono un riferimento annuale, la programmazione teatrale è sempre più deludente, con due o tre lavori accettabili e le restanti proposte di livello provinciale: per cui come si fa a parlare di città aperta culturalmente?

Il sistema dominante dell'ideologia dei consumi, su cui hanno lavorato i "persuasori occulti", è riuscito a trasformare il soggetto potenzialmente politico in "soggetto generico", che finisce nel tritacarne dell'industria turistica, e scalzato il cittadino e l'intellettuale, sostituendoli con il suddito e l'influencer di marketing, strumentalizzando il desiderio del viaggio di arricchimento culturale a favore di un turismo industrializzato che lo hanno trasformato in un prodotto di consumo, mettendo il centro storico a reddito, mercificando gli spazi, come è stato fatto anche a Noto. Siamo quindi molto lontani da un turismo sostenibile e rispettoso dell'ambiente, delle tradizioni del luogo e dei residenti; siamo nel suo rovescio incontrollato, in quell'edonismo di massa per cui ognuno vuole tutto a tutti i costi, facendo rimanere sempre nella costante insoddisfazione da cui si dipende e di cui non ci si soddisfa mai. In breve, questo turismo di massa, oltre ad avere strumentalizzato il soggetto generico, è diventato quasi un ordine calato dall'alto dell'ideologia dei consumi, in cui il soggetto generico, oltre a consumare, si autoconsuma per alzare il PIL ai nuovi gattopardi locali, nazionali e globali che si nascondono dietro altre maschere alla moda.

Quali vantaggi economici porta alla città questo turismo di massa? Vi è reale rispetto per chi lavora? Bisogna ripensare il turismo per trovare un equilibrio tra la città e i turisti, un equilibrio che promuova un turismo culturale sostenibile per tutti, nel rispetto dell'identità dei luoghi, delle tasche ed evitando il deturpamento, prima che il cavallo di Troia che attualmente appare e scompare come spettro, si stabilisca davanti alla Porta Nazionale a simbolo di esproprio completo della città.

Chiudo l'articolo tornando nuovamente a un breve intervento di Pasolini, che il 4 settembre del 1975 scriveva: "Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano immagini della frenesia più insolente, ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di 'raptus': era difficile non considerarli spregevoli o comunque consapevolmente incoscienti. Sono stati ingannati, beffati. Un rovesciamento improvviso e violento (per quanto riguarda l'Italia) del modo di produzione, ha distrutto tutti i loro precedenti lavori 'particolari' e 'reali', cambiando la loro forma e il loro comportamento: e i nuovi valori, puramente pragmatici, esistenziali, del "benessere" hanno tolto loro ogni dignità. Ma non è bastato: dopo essere stati resi mostruosi (marionette guidati da una mano 'nuova', e quindi come impazzite), ecco che il benessere, causa della loro mostruosità, viene meno, mentre il ballo delle marionette continua".

Roberto Bellassai

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