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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #29-25 - Svendita dello stadio San Siro (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 26 Nov 2025 08:26:35 +0200
Partiamo da una considerazione: lo sport in generale - in particolare
quello del calcio, considerato lo sport nazionale per eccellenza -
tradendo le proprie origini è diventato solo un luogo di affari, un
business. Vincono le squadre più talentuose, ma è un talento che si
compra a suon di euro, nel caso specifico milanese a suon di dollari. Le
squadre sono solo delle bandierine su scatole vuote, riempite dalla
compra-vendita di giocatori. È proprio sull'attaccamento alle bandierine
di scatole vuote delle varie squadre che le tifoserie più accanite,
spesse legate a logiche anche mafiose, si scontrano pesantemente fra
loro. Ma questo non disturba le nostre istituzioni, che lo considerano
un opportuno sfogo del disagio sociale, anzi viene adeguatamente
protetto. In questo clima di valori rovesciati non fa neanche scandalo
che delle squadre importanti, come Inter e Milan, siano state acquistate
da società con fondi americani per lucrare sul calcio. Allora non ci si
può meravigliare se questi affaristi d'oltre oceano progettano un
business che prevede l'acquisto, in realtà si tratta di una svendita,
dello Stadio Meazza di San Siro da parte del Comune di Milano.
Il progetto prevede la demolizione di uno stadio storico di importanza
internazionale per le sue caratteristiche e la ricostruzione di un nuovo
stadio a pochi passi, nel Parco dei Due Capitani, sottraendo aree verdi
al territorio, circondato da centri commerciali che stanno soffocando
Milano. Una grande operazione di business che, nello scacchiere degli
interventi, prelude anche alla cementificazione nelle aree limitrofe di
abitazioni residenziali per ricchi, mentre mancano abitazioni per i ceti
popolari, cacciati dalla città e sospinti in periferie volutamente
lasciate al degrado.
Le azioni di contrasto alla manovra del Comune non sono certo mancate.
Come risposta a questo piano speculativo si sono formati vari comitati
civici con diverse caratteristiche ma uniti nell'obbiettivo di impedire
tale scempio, reagendo con azioni di mobilitazione, di
controinformazione e con iniziative di protesta sia sotto il palazzo
comunale che negli spazi adiacenti alla Stadio, come il Parco dei Due
Capitani. Sono state intraprese anche iniziative legali. Inoltre, lo
"Spazio Micene", in collaborazione con il comitato "San Siro Città
Pubblica", ha intrapreso nel medesimo quartiere iniziative di protesta,
come manifestazioni di sport popolare senza fine di lucro, dalla box al
calcio, sia femminile che maschile, attuate nello stesso Parco dove
sorgerebbe il nuovo Stadio, con finalità di controinformazione e
partecipando a iniziative unitarie con gli altri comitati.
Questa prospettiva di svendita e privatizzazione dello Stadio Comunale
Meazza, portata avanti soprattutto dalla volontà del sindaco Sala di
amministrazione centro-sinistra, aveva un ostacolo da superare in tempi
brevissimi: a novembre scattavano i 70 anni dalla costruzione dello
stadio. Dopo quella data automaticamente subentrava il vincolo per cui
lo Stadio di San Siro non si poteva più rimuovere. Per cui era
indispensabile e urgente che il Consiglio Comunale approvasse in tempo
utile il progetto di Sala per la svendita dello stadio alle società
dell'Inter e del Milan. Il sindaco era cosciente che su tale progetto
c'erano molti malumori anche all'interno della propria maggioranza,
motivo principale per cui finora aveva evitato tale confronto, ma è
arrivato il momento in cui la questione non si poteva più rimandare, per
cui il Consiglio Comunale decisivo si è tenuto nella giornata del 29
settembre. La votazione si è tenuta a notte fonda, diversi consiglieri
della maggioranza hanno votato contro, ma il progetto è passato lo
stesso grazie ad un accordo sottobanco del sindaco Sala con Letizia
Moratti di Forza Italia, che ha fatto votare i suoi a favore. Il
risultato finale è stato di 22 sì e 20 no, 2 non partecipi.
Riportiamo il comunicato del collettivo Offtopic a tale proposito.
"Nella notte si consuma la beffa delle giunte grigio-arancioni...Dopo il
voto di stanotte a Palazzo Marino possiamo purtroppo confermare: con il
supporto di Forza Italia, l'ex Sindaco di Milano Letizia Moratti e il
suo menager Giuseppe Sala hanno ricomposto con un definitivo spostamento
a destra il vecchio sodalizio. Non ci stupiscono ma lasciano comunque
perplessi le reazione dei Verdi e dei "dissidenti" PD che sembrano aver
scoperto solo in queste ultime settimane l'arroganza del potere reale
della città che, rallentato ma non messo in crisi da inchieste e
mobilitazioni dal basso dell'estate, sulla vicenda San Siro ha mostrato
il suo volto peggiore...Svenduto a due fondi USA di cui non è chiaro la
catena proprietaria non solo lo stadio, ma l'intera area circostante per
una operazione di speculazione finanziaria e commerciale, la fine del
quartiere ippico più grande d'Europa concretizza la minaccia concreta al
quartiere ERP di Milano e un colpo definitivo a un Comune che di
proprietà e beni non ne ha praticamente più. Ma esiste ancora la
possibilità di bloccare la macchina: ...come ha insegnato il Movimento
No Tav in Val Susa, non è finito finché non è finito".
Quello che fa soprattutto indignare è la politica della amministrazione
comunale che, invece di agire da regolamentatore delle profonde
ingiustizie sociali a favore degli strati più disagiati della
popolazione, esaspera le differenze sociali promuovendo una politica di
privatizzazioni e di speculazioni edilizie a favore esclusivamente del
potere economico. Pertanto continueremo a batterci affinché Milano
diventi una città basata sugli interessi dei ceti popolari, lavoratori e
lavoratrici, studenti, delle famiglie a basso reddito e dei disoccupati.
Enrico Moroni
https://umanitanova.org/svendita-dello-stadio-san-siro/
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(pt) Italy, FAI, Umanita Nova #29-25 - Venda do Estádio San Siro (ca, de, en, it, tr)[traduccion automatica]
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