|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Spaine, Regeneracion - Abbozzi per un nuovo pensiero (II): Sul "soggetto rivoluzionario" Di COLABORACIONES (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 16 Oct 2025 08:43:27 +0300
Link alla pubblicazione sul Portale Libertario Oaca. --- Una disputa
eterna (anche se un po' riduzionista) fin dagli albori dell'anarchismo e
del socialismo è stata la dicotomia campagna/città. Secondo i postulati
bakuninisti, aveva più senso che la rivoluzione fosse abbracciata dal
contadinato come principale garante delle virtù comunitarie - ma... a
scapito della meccanizzazione industriale? Per Marx il proletariato
aveva sufficiente vantaggio tecnico e preparazione per portare la
rivoluzione sulle proprie spalle, a scapito del contadino arretrato, da
lui inizialmente considerato profondamente ancorato all'oscurantismo
della tradizione.
Quale di questi due soggetti è (o era) fonte di progresso? Contadinato o
proletariato?
Cosa penserebbe Bakunin del fatto che la CNT (sappiamo essere il culmine
di organizzazioni precedenti) si consolidò nel 1910 a Barcellona, una
delle città più industrializzate della Spagna dell'epoca?
Cosa penserebbe Marx dei "socialismi indigeni" manifestati nelle
pratiche comunitarie di determinate aree rurali?
A quest'ultima domanda possiamo forse rispondere con più precisione,
poiché il progetto di risposta alla lettera di Vera Zasulich[1]ce lo indica:
«[Risalendo al passato più remoto], troviamo ovunque in Europa
occidentale che la proprietà comunale, più o meno arcaica, è scomparsa
con il progresso sociale. Perché la Russia dovrebbe sfuggire allo stesso
destino?
Rispondo: Perché in Russia, grazie a una combinazione unica di
circostanze, la comunità rurale[mir], che esiste ancora su scala
nazionale, può liberarsi gradualmente dei suoi tratti primitivi e
svilupparsi direttamente come elemento della produzione collettiva su
scala nazionale. Proprio perché è contemporanea della produzione
capitalista, può appropriarsi di tutte le conquiste positive di
quest'ultima senza dover attraversare tutte le sue terribili
vicissitudini. La Russia non vive isolata dal mondo moderno; non è
nemmeno preda di alcun conquistatore straniero, come accade nelle Indie
Orientali.
Se gli appassionati russi del sistema capitalista negassero la
possibilità teorica di tale evoluzione, chiederei loro: la Russia ha
forse dovuto attraversare, come l'Occidente, un lungo periodo di
incubazione dell'industria meccanica per utilizzare macchine, navi a
vapore, ferrovie, ecc.? (...) Se al momento dell'emancipazione le
comunità rurali si fossero trovate in condizioni di normale prosperità,
(...) a nessuno verrebbe oggi in mente l'idea della "fatalità storica"
dell'annientamento della comunità: tutti vi riconoscerebbero l'elemento
di rigenerazione della società russa e un fattore di superiorità
rispetto ai paesi ancora soggiogati dal regime capitalista.
Un'altra circostanza favorevole alla conservazione (attraverso lo
sviluppo) della comunità russa consiste nel fatto che essa non è solo
contemporanea alla produzione capitalista, ma è sopravvissuta all'epoca
in cui questo sistema sociale era ancora intatto; ora, al contrario, sia
in Europa occidentale che negli Stati Uniti, si trova di fronte a un
capitalismo in crisi, in lotta contro la scienza, contro le masse
popolari e contro le stesse forze produttive che genera. In una parola:
essa si trova di fronte a un capitalismo in crisi che finirà solo con la
sua eliminazione, con il ritorno delle società moderne al tipo "arcaico"
di proprietà comune o, come dice un autore americano[L. Morgan], libero
da qualsiasi sospetto di tendenze rivoluzionarie e sostenuto nelle sue
ricerche dal governo di Washington: "il nuovo sistema" verso cui tende
la società moderna "sarà una rinascita (a revival), in una forma
superiore (in a superior form), di un tipo sociale arcaico"[[2]]. Quindi
non bisogna temere troppo la parola "arcaico".»
Sicuramente Mao, i focosisti di Guevara, la vasta contadinanza russa del
1917 o il Viet Cong applaudirebbero questa risposta.
Unire in modo "eterodosso" forme di tradizione socialista implicita
(socialismo indigeno) che hanno funzionato con i propri mezzi per un
fine presente è qualcosa che troviamo già nei primi teorici del
socialismo. Letture chiuse del nostro presente, basate sul voler
replicare formule del passato così come sono, senza comprendere il loro
contesto ed epoca, servono a poco. Occorre imparare in modo costruttivo
dal passato, sapendo usare oggi le formule che esso offre,
comprendendone le chiavi e i momenti.
Replicare un 1936 oggi ha lo stesso senso che replicare un 1492. Fare un
"copia e incolla" senza capire l'insegnamento di fondo in base al
contesto in cui si è sviluppato non ha solide basi.
Oggi potremmo dire che Bakunin e Marx avrebbero dovuto fare di più per
comprendersi; alla classe lavoratrice oggi andrebbe meglio.
Leggere autori e teorie in modo dogmatico, seguendo un catechismo
"basato sugli ideali intoccabili dell'Idea", ha poco senso - soprattutto
in un mondo in cui i lavoratori (o il proletariato) come classe sono in
arretramento e si percepiscono come classe media aspirante a un villino
a Galapagar, guadagnando 600 euro al mese e pagando almeno 550 di
affitto per un tugurio.
Essere coscienti oggi è una necessità imprescindibile più che mai. La
prassi deve alimentarsi dalle fonti che ci nutrono, siano esse più
tradizionali sul piano teorico o meno. Leggere Marx in chiave libertaria
e organizzata rientra forse tra gli approcci meno "tradizionali". Non
sappiamo cosa direbbe Daniel Guérin, ma sicuramente leggendolo
troveremmo una serie di risposte interessanti.
Bisogna tenere presente che ogni volta che l'anarchismo si è formulato
come progetto politico con reale impatto sociale, ha sempre attinto alle
acque del socialismo. Libertario, sì - ma socialista. È qualcosa da
considerare oggi.
Liberalismo per i ricchi. Utopia solo nei libri. Il libertario è sempre
stato e sarà sempre socialista.
Martes Estático, un lavoratore del Sud
Note
[1]Disponibile in:
https://www.marxists.org/espanol/m-e/1880s/81-a-zasu.htm#fn1
[2]L. H. Morgan, Antica Società o Ricerche sulle linee del progresso
umano dalla barbarie, attraverso la barbarie, fino alla civiltà
(«Sociedad antigua o Investigaciones de las líneas de progreso humano de
la barbarie a la civilización»), Londra, 1877, p. 552.
https://regeneracionlibertaria.org/2025/09/23/esbozos-para-un-nuevo-pensar-ii-sobre-el-sujeto-revolucionario/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(de) France, Monde Libertaire - 33 Newport Street (ca, en, it, fr, pt, tr)[maschinelle Übersetzung]
- Next by Date:
(it) France, UCL AL #363 - Antipatriarcato - Giornata internazionale per il diritto all'aborto: Dal diritto all'IVG alla giustizia riproduttiva (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center