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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #22-25 - Bakunin e l'organizzazione di massa (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 31 Aug 2025 07:58:29 +0300
Queste brevi note sono un riadattamento di quanto scritto da Gino
Cerrito in "Il ruolo dell'organizzazione anarchica". Sono anche un
tributo a questa grande figura di storico e militante; con l'augurio che
contribuiscano a riscoprire questo importante testo. ---- Tiziano
Antonelli ---- Negli anni a cavallo della Comune di Parigi, Mikhail
Bakunin giunse ad una formulazione definitiva dell'organizzazione di
massa e dell'organizzazione anarchica che avrebbe dovuto raggruppare la
minoranza cosciente anarchica.
Per quanto riguarda questa ultima organizzazione, il rivoluzionario
russo si rende conto che il problema è, in fondo, un problema di sintesi
mezzi-fini, un problema morale umano, un problema fondato sugli
strumenti adoperati dalla «minoranza illuminata» per la lotta contro lo
Stato e per la libertà collettiva e individuale, un problema il cui
centro è l'azione di «autodeterminazione popolare, sulla base di
un'assoluta eguaglianza, della libertà umana completa e multiforme».
Solo questi elementi umanistici e solidaristici possono salvare la
rivoluzione dall'ordine autoritario o dall'arbitrio delle minoranze
giacobine.
Solo una «minoranza illuminata» e forte «di un pensiero che esprime i
desideri, gli istinti, l'essenza, i bisogni popolari», forte del suo
«scopo chiaramente compreso in mezzo a una folla che lotta senza uno
scopo e senza un principio "au milieu de la doule des hommes luttants
sans bout et sans plane"» può risolvere il problema della rivoluzione
sociale. Giacché tale minoranza respingendo ogni vanità, ogni cupidigia
ed ogni personale ambizione, indirizzerebbe la rivoluzione popolare
verso i suoi giusti fini libertari e federalisti.
Per quanto riguarda l'organizzazione di massa, Mikhail Bakunin, i suoi
amici e in genere tutti i giovani internazionalisti antiautoritari
sembrano eccitati dagli avvenimenti. Per essi, nonostante tutto, con la
sua resistenza, con i suoi eroismi, con le sue vicende interne, con la
fede che riesce a trasmettere ai lavoratori e alla stessa borghesia
radicale, la Comune di Parigi è la prova tangibile della possibilità di
ulteriori movimenti insurrezionali di massa. Ma lo sforzo che
l'organizzazione rivoluzionaria deve continuare in tale direzione non
può prescindere, ormai, dalla constatazione che le masse non chiedono
soltanto una trasformazione sociale radicale, chiedono in primo luogo il
miglioramento delle loro attuali e intollerabili condizioni di vita.
Proprio Bakunin - alle cui idee si richiamavano diversi periodici
internazionalisti dell'epoca - sosteneva la costituzione delle
associazioni di mestiere come strumento di associazione rivoluzionaria,
di solidarietà e di lotta contro i padroni per ottenere condizioni di
esistenza più umane. «Per interessare e trascinare tutto il proletariato
nell'opera dell'Internazionale - scriveva Bakunin ne La protestation de
l'Alliance del 1871 - era ed è necessario avvicinarsi ad esso non con
idee generali, ma con la comprensione reale e vivente dei suoi mali
reali... Per toccare il cuore e conquistare la confidenza,
l'assentimento, l'adesione, il concorso del proletariato non istruito...
bisognerà incominciare col parlargli non dei mali generali... né delle
cause generali che li procurano, ma dei mali particolari, quotidiani,
privati. Bisogna parlargli del suo mestiere e delle condizioni del suo
lavoro proprio nella località dove abita... E proponendogli i mezzi
utili a combattere i suoi mali e migliorare la sua posizione, non
bisogna cominciare a parlargli di quei mezzi generali e
rivoluzionari...[perché]probabilmente egli non comprenderebbe nulla di
tutti quei mezzi... No, bisogna cominciare col proporgli i mezzi di cui
il buonsenso naturale e la sua quotidiana esperienza non possono
misconoscere l'utilità ed essere invogliati a respingerli. Questi primi
mezzi sono...»: la costituzione di sindacati di fabbrica, la federazione
delle organizzazioni dello stesso mestiere e della medesima località, la
formrivazione di casse di resistenza da utilizzare nel corso degli
scioperi. Questi organismi operai locali di mestiere formano la sezione
dell'Internazionale e sono tutt'uno con essa che stabilisce un legame
federale con le sezioni delle altre località.
Era proprio questo il tipo di organizzazione spontaneamente formatasi
nelle Romagne, ove nel dicembre del 1871 le sezioni davano vita ad una
«unità federale locale» nota sotto il nome di Fascio Operaio. Le
discussioni all'interno di questo Fascio Operaio sull'adesione ad una
delle due principali correnti dell'Associazione Internazionale dei
Lavoratori o sull'eventualità di una scelta del tutto autonomistica,
provano la fondatezza delle considerazioni di Bakunin sulle difficoltà
di propaganda fra le masse operaie, limitatamente capaci di comprendere
i grossi problemi organizzativi che si dibattevano nell'AIL, e propensi
spesso ad accettare determinate soluzioni non in virtù della
comprensione delle medesime, ma piuttosto di un rapporto personale,
della fiducia in un uomo, di un legame diretto con il rappresentante di
un certo indirizzo. Questo rapporto era particolarmente importante
nell'Italia meridionale; ed era proprio su legami di tale natura che si
fondava talora la stessa uniformità di scelta dei fedeli di Bakunin e
dei gruppi sui quali essi riuscivano a influire.
Il sindacato di mestiere, la federazione delle organizzazioni operaie,
gli scioperi e la solidarietà operaia mediante le casse di resistenza
non dovevano escludere - per Bakunin - la sistematica sollecitazione
insurrezionale. Ritenendo che fosse indispensabile cogliere ogni
occasione per provocare movimenti popolari atti ad educare le masse,
avvicinandole alla meta finale, Bakunin e gli anarchici appuntavano lo
sguardo sui paesi economicamente meno progrediti ove la Comune aveva
suscitato sensibili effetti: sulla Russia, ma specialmente sulla Spagna
e sull'Italia. Senonché, per realizzare questo progetto di
sollecitazione rivoluzionaria, cogliendo ovunque le favorevoli
occasioni, era necessario puntare proprio sulla autonomia decisionale
delle sezioni locali, liquidando perciò ogni struttura centralista.
Queste idee di Mikhail Bakunin informeranno l'azione della tendenza
antiautoritaria dell'AIL e rimarranno vive nel movimento anarchico in
Francia e in Spagna, ispirando le maggiori conquiste del movimento
operaio di quei paesi.
Gino Cerrito
Adattamento da "Il ruolo dell'organizzazione anarchica" di Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/bakunin-e-lorganizzazione-di-massa/
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