|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FAS, Sicilia Libertaria #461 - MUSCHIO RIBELLE (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 31 Aug 2025 07:58:19 +0300
Dalla fine del secolo trascorso in Sicilia vi sono state innumerevoli
iniziative di partecipazione dal basso e di autogestione di spazi che
«Sicilia Libertaria» ha puntualmente documentato. Si trattava spesso di
«progetti pilota» volti a sensibilizzare e a mobilitare le popolazioni
su specifiche problematiche come l'acqua pubblica, la tutela
dell'ambiente e del territorio, la gestione dei pubblici servizi,
l'occupazione di edifici abbandonati da recuperare alla fruizione
collettiva. Non sempre i risultati sono stati pari alle attese e alcune
di queste iniziative, anziché rimanere «aperte» verso l'esterno, si sono
col tempo chiuse in sé stesse a formare piccoli ghetti dove si rimane in
pochi a consumare cultura, parole e poco altro.
«Muschio ribelle", autodefinitosi «gruppo ecologista», attivo
nell'ultimo anno tra Alcamo e Castellammare del Golfo, rappresenta in
tal senso una novità e un esperimento da assumere a modello.
Innanzitutto non si è limitato, il 26 luglio 2024, a sottrarre
all'incuria e all'abbandono uno spazio (la cosiddetta «Funtanazza», un
ex ostello sul Monte Bonifato) caro agli alcamesi, per farne il punto
d'appoggio di una serie d'interventi per la salvaguardia del bosco (la
«guardiania» autogestita che lo ha preservato dagli incendi nella scorsa
estate e di cui abbiamo parlato nello «Speciale» di Giugno 2024); né al
ripristino della fruizione pubblica dello stesso, del parco giochi e del
parco avventura annessi; né ancora a farne un luogo d'incontro e
dibattito per la cittadinanza, un centro di coordinamento per i gruppi
di volontari antincendio della Sicilia Occidentale e di ospitalità per
tanti giovani di passaggio; ma con ciò ha anche provveduto, con una
consapevolezza che sta crescendo nei mesi successivi allo sgombero,
effettuato dalla polizia il 9 ottobre scorso, a portare allo scoperto
da un lato la pervasività del sistema di potere politico-mafioso che
predomina in quel territorio e dall'altro l'incomunicabilità pressoché
assoluta tra le istituzioni e gli attivisti (che su quelle avevano in un
primo momento confidato).
Difatti, alla cura «dal basso» che «Muschio ribelle» ha dedicato al
bosco di Monte Bonifato (peraltro «riserva naturale orientata» della
Regione siciliana!) dopo un quindicennio di degrado ambientale, l'ex
Provincia di Trapani, a guida destrorsa, e l'amministrazione comunale di
Alcamo, in mano ai «Cinque stelle», hanno risposto con una procedura
negoziata, senza bando né trasparenza alcuna, per affidare l'ex ostello
a qualche «amico degli amici» e «costruirvi un bar, un hotel, un
ristorante, od un qualsiasi attività a scopo di lucro» se non
addirittura, come trapelato nel mese di aprile, per trasformarlo in un
centro di lusso esclusivo per anziani che vengono, per giunta, dai paesi
nordici («Progetto Bonifato Relax»).
Tutte cose che, oltre a non avere «alcuna ricaduta positiva sulla
salvaguardia dell'ambiente minacciato», minerebbero alla base quel
principio, più volte richiamato nelle assemblee popolari settimanali
tenute dal gruppo, e osteggiato dalle istituzioni locali, di un
«riconoscimento dell'uso civico e collettivo del territorio basato su un
modello decisionale assembleare e una gestione libera da logiche
privatistiche e di profitto» (cito da un documento del 14 aprile
scorso). Il che significa che alla gestione classica del bene, con
valutazione di mercato, bando e affidamento a terzi, «Muschio ribelle»
contrappone la sua gestione diretta da parte della cittadinanza,
organizzata attraverso assemblee pubbliche, in modo da ricondurlo a un
uso civico, dal basso, che ne garantirebbe cura e fruizione da parte di
tutta la collettività.
Si tratta di un'indicazione strategica di valore assoluto, che ci
auguriamo possa caratterizzare le lotte territoriali in Sicilia nei
prossimi anni, dato che vi convergono aspetti ambientali, politici,
economici e culturali differenti (dalla riappropriazione collettiva di
terreni, fonti d'acqua, boschi e antiche colture, alla tutela del
territorio e del paesaggio da parte delle comunità locali, dal contrasto
all'emigrazione giovanile alla lotta contro lo spopolamento e la
desertificazione) ma accomunati da una prospettiva fortemente
antistatalista e anticapitalista.
In tale visione d'insieme risalta l'insistenza sulla pratica assembleare
d'ispirazione libertaria. «Muschio ribelle», in realtà, si considera
erede di movimenti che l'hanno preceduto, specialmente quello sfociato
nella marcia che nel 1980 salvò e impose la costituzione della Riserva
dello Zingaro, e quello del Coordinamento «SalviAmo Monte Bonifato»,
nato nel 2012, che prendevano le proprie decisioni in assemblee aperte a
tutta la popolazione, applicando un metodo di ascolto maieutico e di
azione non-violenta che si richiamava all'insegnamento di Danilo Dolci.
In un documento diffuso il 18 maggio scorso, 45° anniversario della
marcia per lo Zingaro, quest'ascendenza appare evidente: «Non vogliamo
superstrade, turismo di massa, privatizzazione dei beni comuni, ritorno
degli incendi dolosi, mare avvelenato, messa in pericolo di un
territorio sempre più sfruttato senza una visione a lungo termine,
condannandolo insieme alle generazioni future».
Ancor più esplicita la presa di posizione contenuta nel documento del 14
aprile: «Sempre improntati alla totale inclusività, ossia orientati alla
creazione di un spazio in cui chiunque e ciascuno potesse sentirsi
benvenuto ed accolto, i nuovi abitanti de "La Funtanazza" si sono
cimentati in un innovativo modello di socializzazione ed organizzazione
del lavoro e della convivenza basato sul 'consenso', nel quale non ci
sono leader, presidenti, cariche assortite, maggioranze o minoranze; in
altre parole, non c'è stata alcuna 'istituzionalizzazione'
dell'esperienza del "Muschio Ribelle" in un contesto, quello siciliano,
in cui "istituzionalizzazione" spesso diventa la campana a morto per
ogni slancio di genuino miglioramento ed ogni iniziativa che abbia un
impatto sostanziale e positivo per la comunità e l'ambiente».
Speriamo che questi compagni possano continuare a essere - come
riportato nel loro motto immaginifico - «le gocce che spengono gli
incendi e rigenerano la nostra terra».
Natale Musarra
https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(en) France, UCL AL #362 - Culture - Read: David Swanson and Medea Benjamin, NATO, an Alliance in the Service of War (ca, de, fr, it, pt, tr)[machine translation]
- Next by Date:
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #22-25 - Bakunin e l'organizzazione di massa (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center