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(it) Italy, FAS, Sicilia Libertaria #461 - Il riarmo tedesco e i venti di guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 30 Aug 2025 08:33:23 +0300
La guerra iniziata ufficialmente il 24 febbraio del 2022 con
l'aggressione della Federazione russa all'Ucraina, ma innescata già nel
lontano 2014 con il colpo di stato di piazza Majdan, ha dato l'avvio al
riarmo europeo e in special modo al riarmo della Germania. ----
L'economia tedesca prima del 2022 era strettamente connessa con quella
russa dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico. Tramite i
gasdotti Nord Stream la locomotiva tedesca si riforniva di energia a
basso costo che fungeva da volano per tutta l'economia della Germania,
permettendo lo sviluppo esponenziale di tutto il comparto industriale,
ed in primo luogo quello dell'automotive. Con l'interruzione causata da
cariche esplosive, ad opera di sabotatori ucraini, del gasdotto Nord
Stream, avvenuto nel settembre 2022, si è interrotto il flusso del gas
dal Baltico ed è iniziato un cambiamento epocale per un Paese che, per
decenni, ha costruito la propria potenza industriale sull'energia russa
a basso costo. Attualmente l'obiettivo della dirigenza tedesca è quello
di diversificare le fonti energetiche, puntare sul GNL americano e su
fornitori "alleati", a un prezzo che può arrivare anche al triplo
rispetto al fornitore russo.
Ma la cosa sconcertante è che la Germania promette di impedire per
sempre la rinascita del gasdotto Nord Stream. Una scelta strategica che
rafforza la dipendenza dall'America e indebolisce l'Europa industriale.
Gli Stati Uniti d'America in questo modo diventano il principale
fornitore di gas naturale liquefatto (GNL) per l'Europa, imponendo
contratti a prezzi molto più alti rispetto al gas russo.
La fine definitiva del Nord Stream rappresenta un colpo durissimo alla
sovranità energetica europea e un regalo strategico agli Stati Uniti,
che da tempo spingono l'UE ad abbandonare la dipendenza energetica da
Mosca. Ovviamente dietro le scelte ufficiali si nasconde una questione
geopolitica più ampia. Sbandierando il paradigma della "libertà
energetica", l'Europa paga l'energia ad un prezzo molto più elevato,
consumando di meno e indebolendo la sua industria. Le scelte del governo
tedesco riguardano tutta l'Europa.
La Germania è la locomotiva industriale dell'Unione Europea, e le sue
scelte si riflettono su tutto il continente. Con il Nord Stream
definitivamente chiuso, l'Italia, la Francia e altri Paesi UE devono
ripensare completamente la propria strategia energetica.
Il rischio? Un'Europa sempre più debole, dipendente da fornitori esterni
e in conflitto con i propri interessi economici.
E' nell'interesse dell'imperialismo nord americano sabotare il flusso
delle materie energetiche, bloccare gli scambi commerciali per spingere
i Paesi della vecchia Europa ad allontanarsi dalla Russia. E' evidente
che gli Stati Uniti hanno tutto l'interesse di ridisegnare i rapporti
internazionali per imporsi come potenza dominante a livello planetario,
anche facendo deflagrare un nuovo conflitto globale. Si stanno creando
le condizioni concrete per lo scontro armato diretto fra il blocco
imperialista a guida Statunitense e l'imperialismo russo.
In questo quadro drammatico, per dare impulso ad un'economia in
ginocchio, si inserisce la scelta strategica del riarmo tedesco. Il
nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato in grande stile il
riarmo della Germania, che è inevitabilmente stato seguito dal riarmo
dell'intera UE.
La Germania si riarma e si prepara alla futura guerra, e lo fa
modificando la Costituzione federale, superando la norma del "freno al
debito" che dal 2009 obbligava la Germania al pareggio di bilancio,
consentendo una spesa militare illimitata.
Il governo tedesco ha preventivato la spesa di oltre 900 miliardi di
euro per armi e infrastrutture. La cifra preventivata è enorme, persino
per la più grande economia europea, equivale al doppio del bilancio
federale annuale. Non disponendo di questa liquidità il governo tedesco
dovrà ricorrere a prestiti straordinari. Il piano prevede la
ristrutturazione radicale della Bundeswehr, le forze armate tedesche. È
in atto un cambio epocale, dopo il secondo conflitto mondiale, sulla
scia della guerra scoppiata nel 2022, per la prima volta, Berlino ha
scelto di riarmarsi.
Merz ha promesso di trasformare le forze armate tedesche nel "più forte
esercito convenzionale d'Europa", di ritornare una potenza militare, una
decisione che infrange un tabù storico, che mette in questione l'ordine
europeo per come l'abbiamo conosciuto dopo la Seconda Guerra Mondiale.
La Germania diventerà la terza potenza al mondo per spese militari, dopo
USA e Cina.
Prima con il sostegno a Kiev con la massiccia fornitura di armi, ora con
il radicale riarmo viene mantenuta alta la tensione bellica nel Vecchio
Continente, si traccia un solco profondo con la Federazione Russa, con i
venti di guerra sempre più vicini.
Il nuovo riarmo tedesco ha un pericoloso precedente negli anni '30, dopo
la presa del potere da parte del partito nazista. Anche negli anni '30
la storia è stata segnata dai giochi politici ed economici orchestrati
dai potentati politici ed economici nord americani.
Il riarmo tedesco negli anni '30 fu possibile grazie al sostanzioso
aiuto che fu dato dall'industria e dal capitale nord americano al
governo nazista di Berlino. Negli '30 circa 150 gruppi capitalisti
americani hanno preso parte al riarmo tedesco, fornendo alle aziende
tedesche dalle materie prime, alla tecnologia e alla conoscenza dei
brevetti. Le risorse fornite alle società tedesche (e alle società
americane dislocate in Germania) comprendevano tecnologia di produzione
della gomma sintetica (DuPont e Standard Oil), apparecchiature di
comunicazione (ITT), macchine di calcolo e tabulazione (IBM), tecnologia
aeronautica (utilizzata per sviluppare il bombardiere Junkers Ju 87),
carburante (Standard Oil), veicoli militari (Ford e General Motors),
finanziamenti (tramite investimenti, servizi di intermediazione e
prestiti da parte di banche come la Union Banking Corporation), accordi
di collaborazione, impianti di produzione e materie prime.
Alla fine degli anni '30 le quattro maggiori case automobilistiche
presenti in Germania, essenziali per un'economia di guerra moderna,
erano Daimler, Auto Union, Ford e Opel. La Ford e la Opel (di proprietà
dell'americana General Motors) coprivano ben il 52% delle vendite in
Germania. Nel 1935 la Opel di Brandeburgo, aveva realizzato un camion
pesante concepito come «meno vulnerabile agli attacchi degli aerei
nemici». Dal 1937, l'Opel Blitz, ha prodotto a ritmi accelerati, veicoli
militari per l'esercito tedesco. Nel 1939 anche la Ford aprì a Berlino
una fabbrica di montaggio per automezzi destinati alla Wehrmacht.
Nel 1939 la General Motors adibì gli stabilimenti Opel di Rüsselsheim
alla fabbricazione di aerei militari. Dal 1939 al 1945 quegli
stabilimenti produssero, da soli, il 50% di tutti i sistemi di
propulsione destinati allo Junkers 88, considerato come il miglior
bombardiere della Luftwaffe.
La Ford e la GM costruirono il 90% dei camion leggeri e il 70% dei
camion pesanti per l'esercito nazista, che erano la spina dorsale
dell'esercito tedesco.
Nel 1943, mentre gli stabilimenti statunitensi di quella multinazionale
rifornivano l'aviazione USA, in Germania costruiva i motori del
Messerschmitt 262, uno dei primi caccia a reazione del mondo.
Negli anni '30 anche l'IBM statunitense era presente in Germania,
proprietaria di molte fabbriche. Gli stabilimenti IBM venivano
considerati come un elemento strategico dello sforzo bellico nazista.
L'IBM deteneva ben il 94% delle azioni della Munitions Manufacturing
Corporation, che fabbricava bombardieri, cannoni e parti di motore per
aerei.
L'IBM forni al regime nazista anche la tecnologia Hollerith, macchinari
in grado di catalogare un numero impressionante di dati, operazioni
utilizzate per la deportazione e il massacro degli ebrei.
Per quanto riguarda i rifornimenti petroliferi, fondamentali per un
Paese moderno in guerra i nazisti dipendevano da industrie di proprietà
delle «democrazie occidentali». Nella Germania nazista erano presenti i
gruppi industriali statunitensi Standard Oil (USA), e la IG Farben
(oltre l'inglese Shell). Una buona parte delle azioni della IG Farben
era posseduto dalla DuPont e da varie banche statunitensi, tra cui la
Chase National Bank di Rockefeller e la J.P. Morgan Bank. La IG Farben
nel 1932 era l'azienda chimica più importante del mondo. La IG Farben
era proprietaria della Degesch, l'industria chimica che fabbricava lo
Zyklon B, il gas letale utilizzato dai nazisti nelle camere a gas.
In piena guerra la macchina bellica nazista ebbe la necessità di una
maggiore quantità di petrolio, si passò quindi all'idrogenizzazione del
carbone. Per la produzione di questo tipo di petrolio si stabilì una
collaborazione tra Standard Oil, Shell e IG Farben, con la
partecipazione nell'affare di un terzo per ciascuna di esse.
La statunitense U.S. Steel, grazie alla Krupp, fornì all'esercito
nazista l'acciaio per fabbricare i cannoni.
La International Telephone & Telegraph (ITT) statunitense, con
presidente Sosthenes Behn, partecipò allo sforzo bellico nazista,
possedendo importanti opifici in Germania. Nel 1938 la Lorenz-ITT, entrò
nell'industria aeronautica tedesca per la produzione del micidiale
cacciabombardiere Focke-Wulf,.
Oggi assistendo al massiccio piano di riarmo della Germania non possiamo
non vedere nuovamente i cupi scenari già tragicamente visti per ben due
volte nel secolo scorso. Una Germania fortemente armata, spinta dagli
interessi nord americani, è un pericolo concreto per tutta l'Europa.
Quanto è accaduto prima e durante il secondo conflitto mondiale mette in
chiaro che una guerra, e a maggior ragione una guerra moderna, non può
essere condotta senza mezzi tecnici ed economici adeguati, e questi
mezzi vengono forniti dal capitale industriale e finanziario,
indipendentemente dalla sua nazionalità. L'esercito nazista fu
equipaggiato in buona parte con mezzi forniti dal capitale
«democratico», e moltissimi automezzi militari e carri armati tedeschi
erano alimentati da benzina fornita dalle compagnie petrolifere
«democratiche».
Nell'era del modernismo capitalismo le guerre, come la Seconda Guerra
Mondiale o quelle in corso attualmente in Europa,in Medio Oriente e in
Africa, non vengono condotte per una contrapposizione tra la «barbarie
del totalitarismo» e la «democrazia», ma il conflitto militare è
generato dallo scontro tra le varie frazioni del capitale mondiale,
indipendentemente dall'assetto proprietario di questo capitale.
Renato Franzitta
https://www.sicilialibertaria.it/
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