A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Francais_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkurkish_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours

Links to indexes of first few lines of all posts of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Spaine, CNT-CIT, #435: Manomissione della memoria: distorsione e appropriazione a fini partigiani - Araceli Pulpillo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 28 Apr 2024 11:05:48 +0300


La manipolazione interessata della storia è il pane quotidiano di alcuni e di altri, poiché è noto che nella memoria/storia risiede un motore di slancio - o di ritirata, e di consolidamento di privilegi per pochi - nel presente. Da qui la disputa sul discorso. Certo, non si tratta di un fenomeno riducibile allo Stato spagnolo ma, come dice la frase popolare: i vincitori scrivono la storia, o meglio, i vincitori disciplinano e indottrinano poiché sono loro che possiedono gli strumenti e i mezzi per creare egemonia. Forse il caso particolare della guerra civile spagnola è un buon modello a cui guardare. Un esempio: come un mantra, è giunto fino ai giorni nostri che nel conflitto c'erano "due schieramenti", uno in lotta per la Repubblica, l'altro dalla parte ribelle. Noi anarchici e/o anarcosindacalisti sappiamo bene che questo mantra è decomplessificante ed egoistico, che cancella dalla storia, e dall'immaginario collettivo, il processo rivoluzionario avviato in quegli anni; che è una finzione faziosa e ben nota, non solo ai vincitori ma a buona parte degli sconfitti che oggi si annidano nelle strutture dello Stato.

Questo appiattimento della storia - e quindi la costruzione della memoria che ci trafigge - produce fenomeni di oblio che finiscono per commettere gravi errori nella stesura delle genealogie. In alcuni casi questi errori sono ancora il prodotto di un discorso ripetuto fino alla nausea a cui abbiamo finito per credere a livello strutturale; In altri, è il prodotto di un tortuoso revisionismo storico che dà luogo all'appropriazione di figure di una certa rilevanza e molto utili nelle campagne politiche e/o culturali: marketing politico nella sua forma più pura, uso "commerciale" di una storia lontana da essa. Riguarda la verità, la giustizia e la riparazione.

Come un mantra, è giunto fino ai nostri giorni che nel conflitto c'erano "due parti", una in lotta per la Repubblica, l'altra per la parte ribelle. Noi anarchici e/o anarcosindacalisti sappiamo bene che questo mantra è decomplificante ed egoistico, che cancella dalla storia, e dall'immaginario collettivo, il processo rivoluzionario avviato in quegli anni.

Rispetto al primo caso si può parlare di come a volte si commettano degli errori di divulgazione storica: ad esempio, qualche anno fa venne pubblicata su un portale un'illustrazione dell'anarchica di Jerez María Luisa Cobo in cui appariva con la bandiera della Repubblica. Colei che lottò nella CNT e nelle Mujeres Libres per convinzioni anarchiche, e fece arringhe contro il nuovo governo repubblicano, finisce per essere ricordata con una bandiera che non ha mai portato e contro la quale ha anche combattuto, poiché la sua militanza mirava alla realizzazione del comunismo libertario . Il caso di Lucía Sánchez Saornil è piuttosto grottesco, poiché un'immagine di Antonio Fontanillas - anche di Simone Weil, América Barroso e perfino Soledad Estorach - ha finito per essere utilizzata come se fosse il volto di Lucía, in questo caso l'errore ingenuo si intreccia con il politico, perché sebbene il suo non-volto abbia finito per essere riprodotto in una moltitudine di forum letterari, libertari e militanti, è stato utilizzato anche in campagne come quella di Feminismos Podemos per l'anniversario della Seconda Repubblica.

Memoria e marketing politico.
Il caso di Lucia ci aiuta a fare il salto verso quel grottesco marketing politico di cui parlavo prima. Un poster in cui si legge Lucía Sánchez Saornil, con il volto a destra di Antonia Fontanillas e con un piccolo testo che dice: «Poeta che entrò in contatto con l'anarcosindacalismo lavorando a Telefónica, dove capì che il movimento dimenticava donne. Ha co-fondato Mujeres Libres nel 1936 per combattere il capitalismo e il patriarcato. Nel dopoguerra subì un triplice esilio: come repubblicana, come donna e come lesbica. Anche se a prima vista può sembrare strana l'idea di rivendicare la figura di un'anarchica nel giorno della Festa della Repubblica, posso accettare che venga promossa a donne che contribuirono in quel periodo ad allargare gli angusti limiti di una società conservatrice. Ciò che è inaccettabile è che la loro militanza e le loro idee siano distorte fino a generare confusione sul loro impegno politico.

Un altro esempio ci porta all'8 marzo scorso, quando il PSOE di Madrid ha lanciato una campagna per pubblicizzare le donne femministe nella regione. In uno dei suoi manifesti si vede una vecchia Federica Montseny sotto l'etichetta di "politica e sindacalista madrilena", senza che nessuna di queste definisse se stessa nella vita e nessuna rappresentasse il suo lavoro militante. Sembra che questo sia il meno, non c'è interesse per un recupero onesto ma piuttosto una somma di denaro, la somma a costo di sfigurare il fondo, di sfigurare chi fossero quelle persone. Il tutto per attirare voti, gli stessi che Federica disprezzava in vita, poiché credeva in una trasformazione radicale della società in cui finisse la struttura statale, e quindi con partiti politici come il PSOE inseriti in detta struttura. Anarchico, quanto deve bruciare scrivere solo la parola.

Per un pensiero memorabile.
Naturalmente questi sono solo alcuni esempi, del resto questa distorsione non è estranea a noi nello spettro anarchico e/o anarco-sindacalista, motivo per cui mi interessa molto il pensiero memoriale così come teorizzato da Silvia Rivera Cusicanqui: "il gioco della memoria come qualcosa di attivo nella vita presente. Questo mi fa pensare che all'interno della nostra organizzazione dobbiamo riflettere anche su quanto integriamo la memoria nella nostra prassi politica, perché pur avendo molto contro di noi, nonostante l'assedio mediatico e la strumentalizzazione e il silenzio interessato delle nostre idee e pratiche, c'è anche una responsabilità da parte nostra in questa gestione. Senza andare oltre, mi ha commosso sentire al Congresso il mio collega Luis Fuentes spiegare in sessione plenaria la sua preoccupazione sul ruolo che diamo alla memoria - più specificamente a ciò che è legato al lavoro nelle fosse comuni - nella CNT. Raccolgo quella riflessione affinché questo piccolo testo possa servire anche a noi, per (ri)pensare fino a che punto facciamo memoria pensando, fino a che punto etica, estetica e ambizione vanno di pari passo per diffondere la nostra storia, onorare i nostri morti e continuare la loro lotta dal presente-cammino che ci sussurra Rivera Cusicanqui, con un futuro alle spalle e un passato davanti a noi.

https://www.cnt.es/noticias/manosear-la-memoria-tergiversacion-y-apropiacion-con-fines-partidistas/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center