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(it) Italy, FDCA, Cantier #24: STALKING: A CHE PUNTINO LA NOTTE - Marilina Veca (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 10 Apr 2024 11:47:24 +0300


Stalking: forma di attaccamento perverso e maligno verso un altro, il quale, non essendo più percepito come persona autonoma, viene svuotato delle caratteristiche umane e ridotto a mero oggetto dal molestatore. ---- Il termine inglese significa letteralmente 'pedinare' e deriva dal linguaggio della caccia per indicare il comportamento di un animale predatore che mette in atto strategie al fine di catturare la preda. In italiano, dove non esiste un unico termine equivalente, si è deciso di utilizzare il termine “molestie fastidiose” (Galeazzi, Curci, 2001). ---- La fattispecie di reato, nel nostro Paese, è stata infatti definitivamente inserita nel codice penale con l'articolo 612 bis della Legge 38/2009.

Lo stalking è un fenomeno sociale ancora molto sommerso nelle sue dimensioni.

Nella maggior parte dei casi la violenza viene ricevuta da persone conosciute dalla vittima: spesso si tratta di una persona che ha sviluppato un “modo di amare” morboso e criminale e non si rassegna alla fine di una relazione.

I mass media, molto spesso, quando questo tipo di "amore criminale" sfocia in un omicidio, parlano di 'folli omicidi', parlano di 'raptus', ma quando siamo di fronte ad un omicidio passionale, il raptus, non ha nulla a che a che fare con la dinamica omicida che conclude un percorso di molestie ossessive.

"L'amore criminale" è invece caratterizzato da un continuum, da un percorso, un percorso iniziato molto lontano e che ha un suo crescendo più o meno rapido. È iniziato molto tempo fa anche perché i soggetti che commetteranno questo delitto, da bambini, molto probabilmente hanno vissuto legami di attaccamento che in qualche modo non sono riusciti, perché probabilmente disfunzionali, a trasmettere loro quella fiducia, quella sicurezza in se stessi, sulla quale su cui dovrebbe basarsi lo sviluppo dell'individuo e su cui dovrebbe strutturarsi la sua personalità; questo perché probabilmente chi ha dovuto prendersi cura di questi bambini ha instaurato con loro rapporti basati su legami caratterizzati da insicurezza e instabilità, caratteristiche che si sono inevitabilmente trasmesse a questi bambini che con il tempo in molti casi iniziano a manifestare anche una profonda angoscia da separazione .

Lo stalker vive il rapporto con la figura prescelta come oggetto del suo amore distorto alla luce di ferite profonde che affondano nel passato e che portano anche a psicopatologie molto gravi, tra cui gravi disturbi della sfera affettiva, ansia/angoscia di separazione, problematiche legati alla dipendenza e in alcuni casi anche al cosiddetto “disturbo borderline di personalità” che racchiude tutti questi aspetti.

Ricordiamo che 'borderline', termine derivato dalla lingua inglese, significa letteralmente "al limite", "marginale" e in psicopatologia indica un disturbo molto grave che si colloca al confine tra nevrosi e psicosi, definito nella Diagnostica Manuale dei Disturbi Mentali come "modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé e dell'affettività con notevole impulsività, comparsa nella prima età adulta ed è presente in vari contesti".

La persona affetta da disturbo borderline di personalità sperimenta difficoltà nell'instaurare relazioni interpersonali stabili; passando dall’idealizzazione più completa alla svalutazione assoluta. Queste persone sentono, insomma, di non esistere senza qualcun altro, per questo tendono ad instaurare rapporti caratterizzati da totale dipendenza. La persona di riferimento emotivo diventa assolutamente vitale per l'individuo affetto da questo disturbo. Di fronte alla possibilità dell'abbandono, la persona affetta da disturbo borderline prova un vero e proprio sentimento di annientamento, di catastrofe emotiva: la persona che amava, da angelo quale era, si trasforma ai suoi occhi in un diavolo.

Tutto ciò può portarlo a scoppi di rabbia violenta, rabbia, ostilità e a mettere in atto comportamenti distruttivi per sé e per gli altri.

Per questi soggetti amare ed essere amati significa possedere completamente l'altro.

Questi soggetti non riescono nemmeno ad immaginare che l'altro possa lasciarli: l'altro deve essere a loro completa disposizione e questo, con il tempo, causerà un profondo disagio relazionale.

Nel momento in cui l'altro, diciamo, in qualche modo non accetta più di recitare questo copione, allora gli schemi verranno meno e la persona dipendente non accetterà, vivrà quella possibilità di abbandono come qualcosa di assolutamente intollerabile.

Il pericolo sta nel fatto che nella persecuzione lo stalker cerca di ricreare un rapporto esclusivo con la vittima, quel rapporto che ha perso perché lo aveva o perché credeva di averlo: nello stalking la vittima è dominata dal pensiero fisso dei suoi persecutore, trascorre le sue giornate in funzione della paura e dell'angoscia che lettere, minacce, pedinamenti, messaggi portano continuamente nella sua giornata. Perché a un certo punto la persona rifiutata dirà a se stessa: “o mia o di nessun altro”. Ed è in qualche modo questo l'obiettivo che questo soggetto si propone nella sua patologica e irrinunciabile sete di “amore”, cioè di possesso totale e incondizionato, di rifiuto di accettare la scelta di libertà dell'altro.

Lo stalking, anche quando non sfocia in un atto criminoso, è caratterizzato da una lenta e costante preparazione e maturazione, alla quale si accompagna costantemente la presenza di idee ossessive sull'oggetto d'amore che nel tempo e sempre più annullano la capacità di critica e di controllo, al punto da influenzare l’intera vita della persona che vive solo in funzione di quell’ossessione.

Lo stalker segue un lungo viaggio caratterizzato da un grande accumulo di tensione interna, di rabbia, che cerca disperatamente una via per sfogarsi. Quando arriva il primo elemento materiale dello stalking (la prima lettera anonima, il primo messaggio) potremmo leggerlo come una vera e propria valvola di sfogo, "un urlo per farsi ascoltare da chi non capisce o non ha la pazienza di volere". capire. Il suo gesto è comunicativo e simbolico." (Marinella Cozzolino, Delitti familiari. Quando l'amore diventa tragedia, Armando Editore, Milano 2006).

In molti casi, questi sentimenti ambigui, questi disagi, molto profondi e di cui nessuno è consapevole e che si nutrono da anni, esplodono all'improvviso e ci raccontano storie e persone le cui strade si incontrano a un certo punto. Ci raccontano di vite spezzate da ferite profonde, di individui che cercano una cura impossibile in relazioni che non arriveranno mai. Queste storie ci parlano di un dolore profondo che causerà altro dolore.

I mass media molto spesso parlano, come abbiamo detto, di follia, di estasi, oppure scrivono "Stalking: il marito tradito perseguitava la moglie", spesso utilizzando un tono leggero, ammiccante, lasciando intravedere o percepire qualcosa nell'animo della donna. condotta. che spinge il lettore a chiedersi "ma cosa ha fatto a quell'uomo per ottenere tutto questo?", oppure a confondere lo stalker con lo stupratore, con il marito violento. L'argomento viene generalmente trattato con estrema superficialità, utilizzando il termine stalking per qualsiasi tipo di molestia, parlando con pochissimo rispetto per la vittima, lasciando intendere chissà quali torbidi retroscena. Diciamo che poco è cambiato dai primi processi per stupro dove tutto l'atteggiamento giudicante era nei confronti della vittima e non nei confronti del carnefice all'insegna del “se l'ha chiesto!”.

Oggi lo stalker può porre in essere diversi comportamenti, prolungati nel tempo e consistenti nell'invio di messaggi da cellulari 'usa e getta' con contenuti ingiuriosi e minacciosi, nella creazione di un falso profilo sui 'social' altamente offensivo nei confronti della persona offesa, in stalking, intrusioni, ecc.

Ogni giorno la tua cassetta delle lettere o la tua casella di posta elettronica può diventare la tana di un serpente velenoso, il più subdolo, il più vile, il più ignobile: può contenere uno dei più vili strumenti di tortura psicologica ed emotiva utilizzati contro una persona.

Una lettera o un messaggio anonimo.

E' l'inizio di un incubo.

Le lettere sono generalmente accompagnate da altre forme di persecuzione, stalking e minacce.

È una continua, malata e perversa intrusione nella vita privata e lavorativa, è la negazione sistematica della libertà e della dignità personale.

La motivazione principale della persecuzione contro un altro essere umano è la perdita del potere e del controllo su di lui, è la manifestazione della fragilità di un ruolo dominante che si rivela sempre più impotente a dominare e a costringere, è la perdita del proprio significato nella vita e il centro di sé stessi.

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