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(it) Italy, Sicilia Libertaria: USB - I MORTI NON SONO TUTTI UGUALI... (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 10 Apr 2024 11:27:53 +0300


Tre anni fa la morte di Fodie, giovane lavoratore agricolo, ha dato il via a numerose iniziative, manifestazioni, dibattiti, assemblee in piazza con rivendicazioni ben precise che abbiamo sottoposto alle amministrazioni locali. ---- Fodie è morto mentre, come ogni mattina all'alba, con la sua bici si recava al lavoro in un azienda agricola nella zona compresa tra Vittoria e Acate. Un auto lo ha travolto lasciandolo a morire sul ciglio della strada. ---- Fodie ha lasciato in Mali la moglie e due figli. Naturalmente lavorava in nero, per 35 euro al giorno, dalle 7 del mattino alla sera, la normalità del lavoro nei campi nella fascia trasformata.

In questi 3 anni abbiamo assistito ad altri lavoratori morti, ad altri incidenti sul lavoro e a lavoratori abbandonati davanti al pronto soccorso, a lavoratori abbandonati in casolari sperduti in mezzo alle campagne. Abbiamo anche assistito a lavoratori scomparsi nel nulla, come successo a Douda.

Fino ad arrivare ai giorni nostri, alla morte di un giovane lavoratore senegalese, si chiamava Boubacar.

Anche lui come Fodie all'alba con la sua bici si stava recando al lavoro in campagna. La scarsa visibilità, l'assenza di illuminazione sono stati fatali, non è bastata la corsa al pronto soccorso.

Sono anni che questi episodi si ripetono e la cosiddetta società civile italiana si è totalmente assuefatta a questi eventi, mentre gli unici a non abituarsi mai sono i lavoratori migranti che conoscevano e condividevano le stesse pene, lo stesso sfruttamento di Fodie di Daouda di Boubacar.

E' lo sfruttamento il fattore che accomuna questi lavoratori. Uno sfruttamento dell'uomo sull'uomo che nella fascia trasformata diventa particolarmente disumano. Migliaia di donne e uomini impiegati nel lavoro nelle serre, senza diritti, sfruttati, lavorativamente e non solo, e costretti a vivere nelle peggiori condizioni abitative. Isolati dal contesto cittadino e impossibilitati a realizzare qualsiasi forma di integrazione.

Morti di serie B che non interessano la politica, le istituzioni, la maggior parte dei sindacati, la cosiddetta società civile. Invisibili, per chi fa finta di non vedere, che sorreggono la nostra economia e la nostra "classe imprenditoriale agricola". Imprenditori agricoli che riescono a rimanere sul mercato solo grazie allo sfruttamento, abbassando i costi dei salari, smaltendo illecitamente i rifiuti prodotti. In questo contesto la grande distribuzione organizzata detta legge, libera di puntare al ribasso sull'acquisto dei prodotti agricoli. Un gioco al massacro che inevitabilmente colpisce più forte l'anello più debole della catena: le lavoratrici e i lavoratori.

Dopo queste morti, queste sparizioni, questi incidenti sul lavoro, i lavoratori e le lavoratrici migranti, che hanno dimostrato in più occasioni di riuscire a reagire e ad organizzare la protesta vivono adesso una fase di riflusso, di sconforto e di paura, di disillusione perché nulla cambia.

Il nostro piccolo sindacato, assieme alla C.U.B. e ad alcuni gruppi politici ha da tempo iniziato una vera battaglia su questi temi, giorno dopo giorno, manifestazione dopo manifestazione, mentre i sindacati confederali pensano quasi esclusivamente a come mantenere il proprio apparato burocratico attraverso le pratiche pagate dai migranti e la classe politica è impegnata a difendere gli imprenditori agricoli e a strumentalizzare le loro richieste.

Federazione del Sociale U.S.B. Ragusa

http://sicilialibertaria.it
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