A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Francais_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkurkish_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours

Links to indexes of first few lines of all posts of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Sicilia Libertaria 2-24: Dalla parte degli agricoltori (ca, de, en, pt, tr) [traduzione automatica]

Date Fri, 1 Mar 2024 10:03:12 +0200


Gli agricoltori sono tornati a protestare; la spinta l'hanno dato ancora una volta quelli francesi, da sempre determinati (e non a caso hanno ottenuto risposte positive dal governo), stavolta coadiuvati dai tedeschi. In tutta Italia i trattori invadono strade, autostrade, piazze e pongono all'ordine del giorno la questione dell'agricoltura e dei contadini bistrattati da lungo tempo, messi ai margini e subordinati alle onnipresenti e dannose logiche di mercato, che rubano letteralmente i prodotti a chi li produce per venderli a prezzi esorbitanti al solo scopo di far profitti. In prima fila in questo meccanismo la Grande Distribuzione Organizzata e le multinazionali, in altre parole (anche se non lo si dice: il capitalismo).

Di fatto, le politiche nazionali e quelle europee garantiscono ai colossi del settore e alla GDO enormi profitti mentre trascurano e marginalizzano i milioni di piccoli e medi produttori, carichi di tasse e tagliati fuori dai finanziamenti europei, che vanno nella maggior parte dei casi alle grandi imprese del settore (l'80% finisce al 20% delle aziende), favorendo sempre l'agricoltura intensiva, quella che consuma suolo e acqua, avvelena la terra, uccide la biodiversità e in genere smercia prodotti discutibili dal punto di vista della qualità.

In Italia il governo Meloni (e il cognato della premier, il ministro dell'agricoltura Lollobrigida) ha ripristinato l'Irpef agricola eliminata sotto il governo Renzi nel 2017, calcolando di succhiare ai contadini 280 milioni di euro l'anno. Non a caso le proteste di queste settimane accusano direttamente governi nazionali ed UE, ma contestano anche le grandi organizzazioni del settore, a partire dalla più potente, la Coldiretti, trasformatasi in una spalla del governo Meloni, e quindi responsabile dei danni alla categoria che dice di rappresentare e difendere.

I lavoratori delle campagne pongono la questione della dignità del proprio lavoro, ricordano a tutti, con i tanti cartelli e striscioni esposti sui trattori, che l'agricoltura è vita e che senza agricoltura non c'è cibo sulle nostre tavole. Insomma, ribadiscono che dietro gli scaffali dei supermercati, dove la stragrande maggioranza di noi acquista il cibo che consuma, c'è la fatica umana, ci sono i sacrifici di milioni di contadini, anche se il consumismo e l'alienazione ce lo fanno dimenticare troppo spesso. Il cibo infatti ormai è degradato a merce, è snaturalizzato dalla pubblicità (ingannevole per antonomasia) e come tale assolve a funzioni che sono solo secondariamente alimentari, ma principalmente finanziarie e commerciali, il cui scopo non è sfamare le persone (tanto è vero che se ne butta una enorme quantità, circa il 25%) ma l'appetito insaziabile dei padroni, delle multinazionali che gestiscono tutta la filiera alimentare o comunque la controllano.

Anche in provincia di Ragusa i trattori hanno invaso strade e città, anche se (ancora) il livello della protesta non ha raggiunto l'intensità di quello dei forconi di più di dieci anni fa, eppure molti dei contadini in lotta sono gli stessi che animarono quella battaglia, un'esperienza che, al di là delle contraddizioni che recava in sé e che finirono per poi esplodere, fu un grande momento di riscatto sociale che però non riuscì ad andare fino in fondo nella sua azione.

Ora ai raduni dei trattori si vedono politici di varie coloriture, tutti intenti a farsi amici i contadini. D'altra parte si avvicinano le elezioni europee, e forse anche le provinciali, e il paraculismo dei politicanti ha sei facce come il caciocavallo nostrano. Politicanti che sono da anni infilati nei vari governi e sottogoverni e anche quando gli tocca il turno di stare all'opposizione, non possono certo presentarsi come verginelle, dato che le politiche di affossamento dell'agricoltura vengono da lontano e sono state varate da tutte le coalizioni governative. Non sono stati pochi i casi in cui questi falsi amici sono stati cacciati a suon di fischi dai presìdi.

Il presidio di Ragusa si è spinto oltre, emanando un comunicato di sfiducia verso qualsiasi leadership del movimento: "Per quanto ci riguarda, anche memori dell'esperienza vissuta nel 2013, ci teniamo a precisare che non riconosciamo assolutamente alcun leader né nazionale né regionale autoproclamatisi tali nell'attuale protesta dei trattori, nata spontaneamente sulla scia delle manifestazioni dei colleghi francesi e tedeschi". Una importante presa di posizione che fa sperare bene.

Certamente ai problemi sollevati dagli agricoltori andrebbe affiancato quello climatico, anch'esso sempre più pregnante e condizionante l'attività agricola, e, specie in Sicilia, assurto a livelli che potremmo definire drammatici, sovente non affrontato alla radice ma ridotto a mera questione di risarcimento dei danni provocati dai vari "stati di calamità". E la questione climatica non è scevra dalle azioni dei governi, che tergiversano, rinviano, sottraggano risorse a quella che viene considerata la svolta obbligatoria per abbassare il riscaldamento del pianeta e attuare opere di mitigazione dei fenomeni atmosferici.

I governi, a cominciare dal "nostro", tergiversano, puntano sul fossile, varano fantomatici piani Mattei per assicurarsi gas e petrolio africano, organizzano missioni militari a protezione di ENI, insomma continuano a marciare indefessi verso il baratro propinandoci contemporaneamente baggianate sull'impegno verso una riconversione energetica che non si vede da nessuna parte. Anzi, strombazzano un "made in Italy" (ci hanno fatto pure un ministero) tutto sbilanciato sulle produzioni tossiche e sullo sfruttamento intensivo e industriale di terre e animali, e definendo tutto ciò "sovranità alimentare".

Il nostro giornale ha pubblicato nei due numeri precedenti l'attuale, due significativi articoli di Roberto Brioschi sul bluff del Made in Italy; ma ha messo in risalto in svariate occasioni la centralità della questione agricola, ultimamente con lo speciale su "I contadini salveranno il mondo?"; da questo numero, inoltre, a pag. 6 inauguriamo una nuova rubrica intitolata "Ambiente, cibo, clima" in cui svisceriamo molti aspetti della questione agricola, a partire con quello sulla cosiddetta carne sintetica.

La vera sovranità alimentare la possono assicurare solo i contadini non asserviti alle logiche di mercato, quelli che si attivano per proteggere e conservare i semi antichi e originari, che curano la terra dall'aggressività dell'industria chimica e dalle minacce della cementificazione che sottrae suolo agricolo a ritmi insostenibili.

I contadini in lotta dovrebbero puntare ad un'alleanza con i consumatori, sempre più necessaria per spezzare la schiavitù verso le multinazionali; un'alleanza fatta di progetti di riconversione dei terreni, di produzione di cibo biologico e di qualità, di creazione di strutture di distribuzione dal basso che scavalchino i pescecani della GDO. Una complicità necessaria tra città e campagna, perché questa lotta ci riguarda tutti.

Papè Trippìla

https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center