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(it) Greece, Land & Freedom - Salonicco - L'EAAK è la guardia del corpo dello statalismo nelle università (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Thu, 5 Nov 2026 08:00:35 +0200


Comunicato del Collettivo per l'Anarchismo Sociale "Black & Red" e dell'Assemblea Studentesca Anarchica "Quieta Movere" in merito alle recenti ignominie della nota banda di stampo mafioso EAAK/ARAS a Salonicco ---- Da dove proviene la violenza nelle università? --- Chiunque si sia confrontato, anche solo per breve tempo, con i fermenti politici nell'ambiente universitario sa che negli ultimi anni - nonostante le profonde contraddizioni tuttora esistenti tra le organizzazioni, i collettivi e i partiti che operano nell'area della Sinistra e del movimento anarchico, e nonostante un passato gravoso - i conflitti "interni al movimento" sono stati ridotti al minimo, se non addirittura azzerati, con un'unica eccezione: ARAS/EAAK. Non esiste evento in cui, a fronte di un qualsiasi gruppo, organizzazione, formazione giovanile o partito della Sinistra, la banda in questione non sia immancabilmente coinvolta. La creazione di un clima permanente di violenza fisica e imposizione con la forza rappresenta la principale - e quasi esclusiva - modalità di "espressione" di questo gruppo. Di fatto, l'intensità con cui si manifesta tale violenza trova un perfetto riscontro nella narrazione governativa sull'"illegalità nelle università", funzionale a un controllo più agevole e al loro smantellamento, perseguendo il duplice obiettivo di intensificare la repressione e la sottomissione, spingendo al contempo migliaia di giovani verso le università private. Il pogrom di stampo militarista organizzato da ARAS/EAAK durante le celebrazioni dell'anniversario del Politecnico, l'anno scorso, ha rappresentato l'apice di questa strategia. Ora sappiamo bene qual è il loro scopo: così come il governo vuole disciplinare le università, la banda di stampo mafioso ARAS/EAAK, che infesta questo ambiente, mira a controllare le vestigia burocratiche del movimento studentesco. Se c'è qualcosa che viene visceralmente detestato, sono le lotte sociali di massa e aperte degli studenti; infatti, ogni volta che il movimento studentesco trova sostegno in migliaia di giovani, il gruppo in questione si ritrova privo di obiettivi reali ai margini delle mobilitazioni, esaurendo le energie dei propri membri in risse legate a blocchi stradali e altre frivolezze. La degenerazione del movimento studentesco fa il gioco di questa banda di stampo micro-mafioso, la quale si identifica pienamente con gli interessi che rappresenta attraverso grandi aziende gestite dalla stessa leadership del gruppo in questione.
Riguardo alla triste e volgare strumentalizzazione delle divisioni di genere
Un altro trucco ben noto del suddetto gruppo è la volgare strumentalizzazione delle divisioni di genere, attraverso la mercificazione delle donne presenti tra le loro fila. Costantemente - come si legge nel loro più recente comunicato - compaiono alcune loro esponenti che, senza alcun motivo apparente, aggrediscono verbalmente gli attivisti sociali presi di mira, tentando se possibile di esercitare violenza fisica (qualora siano in netta superiorità numerica) o, in caso contrario, insultando donne e uomini con una volgarità sconcertante; ricorrono alle espressioni più sessiste possibili e a menzogne paragonabili solo ai comunicati ufficiali della Polizia Greca, con l'obiettivo dichiarato di provocare una reazione in chi subisce l'attacco gratuito, così da poter poi denunciare un'aggressione sessista. Tutto ciò, naturalmente, con il sostegno dei membri maschili della banda, i quali passano alla violenza fisica contro chiunque, accompagnandola con un lessico che farebbe invidia a qualsiasi fedele seguace di Alba Dorata. I pretesti più recenti per queste ridicole bravate da teppisti nascono da fatti falsi o da episodi che nulla hanno a che fare con i gruppi e le organizzazioni presi di mira; ciò dimostra ancora una volta che il loro unico interesse è tentare di imporsi con la violenza sugli attivisti sociali. È incredibilmente triste che questo gruppo di aspiranti teppisti strumentalizzi le conquiste positive del movimento femminista - e, più in generale, di quello antipatriarcale - degli ultimi anni, usandole come benzina nel tentativo di imporsi all'interno degli spazi universitari.
Quanto all'ossessione antianarchica:
La loro ossessione per la campagna antianarchica ha a che fare, da un lato, con il fatto che l'anarchismo oggi è una vera forza emergente tra i giovani, nella sua forma più organizzata e sociale, e allo stesso tempo mostra una grande resilienza contro le volgarità di questo particolare circolo, rispondendo ai loro inviti e attacchi, mentre rappresenta nella sua forma più pura il nemico più importante di queste bande: lo spirito libertario indifeso della Resistenza sociale. Tutto quanto sopra costituisce una "bandiera rossa" insieme, ovviamente, a tutto il contenuto politico che il pensiero anarchico evidenzia e si collega alla critica di tutte le "versioni" che questa particolare formazione e i suoi attuali mecenati politici di "Unità Popolare" hanno adottato, dal riformismo e governamentalismo più evirato, al nuovo presunto "antimperialismo" radicale, che si presenta come una vasca di Siloe per gli ex commensali ufficiali di ambasciate e diplomatici.
Per quanto riguarda gli eventi recenti:
Tutti questi fenomeni hanno trovato espressione il 30 settembre, quando un piccolissimo gruppo (2 uomini e 1 donna) di Quieta Movere si è recato alla Facoltà di Filosofia con l'obiettivo di affiggere materiale di propaganda politica per il 2° Festival Libertario, quando sono stati direttamente e immotivatamente sottoposti ad un primo attacco verbale e poi a una minaccia fisica da parte di un folto gruppo di uomini con l'elmetto della banda che sta devastando le università. Ciò che la polizia o il rettorato non hanno osato fare, cioè impedire l'affissione di materiale politico, lo hanno fatto queste micromafie. In questo caso, gli ultimi paladini del femminismo non consideravano affatto sessista il fatto che 15 uomini con l'elmetto molestassero una donna. E tentare di attribuire "caratteristiche aggressive" ad un gruppo di 3 persone che portano solo un secchio e una scopa per attaccare i manifesti è paragonabile solo allo storico annuncio delle Forze Armate elleniche sulla famosa "jartinière"...
Ieri, 1/10, alcune decine di compagni anarchici sono tornati nella zona universitaria per completare la distribuzione del nostro materiale politico, in uno spazio dove il movimento anarchico ha letteralmente dissanguato durante tutto il periodo post-coalizione per raggiungere un certo grado di libertà che di fatto accoglie tutte le forze e le voci radicali. Abbiamo incontrato nuovamente alcune autoproclamate guardie di sicurezza che stavano filmando il nostro intervento, e lo stesso gruppo di circa 15 persone con l'elmetto che, quando ci hanno visto semplicemente attaccare i manifesti del nostro festival, si sono rapidamente chiusi nello STHE, intrappolando le centinaia di studenti che erano lì all'università. Si sono svegliati solo quando il nostro gruppo se n'è andato, continuando la propaganda, facendo i gesti familiari e comportandosi come oranghi assoldati dal DAP-NDFK se lo hanno sostituito nel discorso e negli "argomenti" di identico contenuto. E il tentativo di mettere presumibilmente in imbarazzo i compagni in udienze casuali davanti a persone che ignorano tutti i fatti indica solo il genoma del triste ruffianesimo che si è ormai insediato in questi individui. In sostanza, ci è completamente indifferente. Da un lato, perché la nostra azione è sempre stata ed è aperta, brandizzata e sociale, dall'altro, perché di fronte agli scherni, agli attacchi e alle minacce che tutti gli attivisti sociali del movimento anarchico hanno ricevuto dallo Stato stesso, dal suo Servizio antiterrorismo e da altri organismi simili, le pagliacciate delle guardie del corpo dello statalismo nelle università ci causano ancora più imbarazzo.
Al di là della giusta rabbia che tutti gli attivisti sociali provano per il triste ma pericoloso insediamento di questi soggetti all'interno dell'università, dobbiamo notare che, per quanto un compito importante sia isolarli e rispondere ai loro inviti, un altro compito altrettanto importante è proteggere lo spazio pubblico attraverso e all'interno del quale le lotte del futuro possono rinascere. E il nostro indomito e militante anarchismo viene da tempo a trovare ostacolo in qualche aleatoria sigla di una combriccola che non riesce a trovare alcun riferimento sociale al di fuori del microcosmo dell'università, che purtroppo è ormai in via di distruzione, ma che allo stesso tempo ha lo sguardo saldamente rivolto al futuro.

Invitiamo tutta la gente della città, i giovani, i lavoratori, gli studenti, le persone progressiste a visitare il 2° festival libertario e a partecipare ai suoi eventi politici e culturali al Parco Xarhakou (XANTH) venerdì 2 ottobre e sabato 3 ottobre!

https://landandfreedom.gr/el/agones/2337-thes-niki-ta-eaak-einai-oi-somatofylakes-tou-kratismoy-sta-panepistimia
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