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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #24-26 - Livorno: Giù le mani dagli orti urbani. Come scompare la proprietà privata (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 14 Oct 2026 07:47:22 +0300
Lo scorso sabato 5 settembre a Livorno una manifestazione di oltre 3000
persone ha portato in piazza l'opposizione allo sgombero degli Orti
Urbani di Via Goito. Sei ettari di terreno, all'interno della città, che
nel 2012 furono occupati dal Comitato disoccupati e precari della Ex
Caserma Occupata. Oggi l'area è in parte coltivata ad orto da decine di
persone che si organizzano in forma assembleare, in parte coperta di
vegetazione e abitata da fauna selvatica. La grande manifestazione è
stata un messaggio chiaro alla ditta di costruzioni Frangerini, che ha
acquistato l'area all'asta per costruirci 4 stabili, ma anche
all'amministrazione, responsabile di non essere intervenuta, quando
avrebbe potuto, per cambiare la destinazione dell'area e che, anche ora,
non sembra voler trovare soluzioni serie per fermare i progetti di
cementificazione. Un messaggio anche al Tribunale di Livorno, che deve
consegnare a Frangerini entro la fine di ottobre l'area "libera da cose
e persone". Un messaggio a Questura e Prefettura, perché sappiano che la
solidarietà è vasta e che l'eventuale uso della violenza da parte della
truppa - questa volta più che mai - non sarà accettato.
Ma soprattutto un messaggio che contribuisce a dare forza e speranza a
tutte coloro che lottano, protestano, si attivano contro la speculazione
privata, contro la cementificazione, contro la devastazione ambientale e
il disastro climatico.
In meno di due mesi una questione strettamente locale ha assunto rilievo
nazionale non solo nel dibattito pubblico, ma soprattutto nella presenza
concreta di decine di delegazioni da tutto il paese al corteo del 5
settembre. Si è riusciti a far comprendere che non è una questione di
Via Goito, ma globale, una questione che si inserisce nella lotta alla
crisi climatica. Si è riusciti a far passare l'idea che non è un
capriccio salvare un pugno di orti, qualche rovo di more, ciuffi di
alberi, con la fauna che là abita, ma che è una questione politica
centrale, che parla del modello di società e di città che vogliamo
creare. Si è riusciti così a frantumare lo specchio deformante della
propaganda dominante. Le istituzioni e i padroni della rendita e del
mattone avrebbero voluto presentare gli Orti Urbani come un covo di
abusivi che deturpano un terreno pur di trarne un vile profitto
personale in forma di ortaggi. Questa lotta ci ha fornito il
cannocchiale con cui vedere la società futura. Infatti per molti è ormai
il costruttore Frangerini ad apparire come un imbonitore senza titolo,
così come i suoi progetti sembrano arroganti pretese su un bene della
collettività. Mentre il collettivo degli orti è finalmente visto con
chiarezza come una delle realtà che rappresentano una speranza per una
dimensione sociale collettiva e solidale. Se non sono i settori popolari
a far saltare i piani di cementificazione non ci penseranno certo
partiti, amministrazioni, padroni e padroncini, abituati alla
spartizione del potere.
Non accontentiamoci di vedere in lontananza questa terra in cui la
proprietà privata è bandita e i collettivi autogestiscono la società.
Prendiamo in mano le nostre vite, costruiamola questa terra, a partire
dalle lotte quotidiane.
Dario Antonelli
https://umanitanova.org/livorno-giu-le-mani-dagli-orti-urbani-come-scompare-la-proprieta-privata/
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