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(it) France, Monde Libertaire - IDEE E LOTTE: La Jacquerie seguita dalla Gioventù in Rivolta (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 20 Sep 2026 08:18:54 +0300


Alzati, Jacques Bonhomme!! ---- Ecco un termine radicato nel tempo che è diventato di uso comune per descrivere un movimento sociale piuttosto vigoroso: la Jacquerie. Le parole hanno un significato, una storia, e Gaëtan Bonnot ripercorre gli eventi e le interpretazioni sociali nel suo libro *La Jacquerie: L'evoluzione del terrore dal 1358 ai giorni nostri*. Sulla copertina, soldati con elmi, armature e scudi sono raffigurati mentre massacrano gente comune, mendicanti e Jacques con le loro spade, simboli di nobiltà. Come sottolinea Patrick Boucheron nella sua prefazione: "Pensavamo di conoscere la storia della Jacquerie, ma avevamo solo la cronaca: quella che le fonti narrative del XIV secolo ci hanno trasmesso, e con esse i tenaci pregiudizi che portavano con sé". Cos'è una Jacquerie? Ancora Patrick Boucheron: «una rivolta della povertà contadina, forse violenta ma destinata al fallimento fin dall'inizio, la cui impotenza è inscritta nel disprezzo che ispira». Si dice che Guillaume Calle, iniziatore della rivolta del 1358 nella regione dell'Oise, sia la figura di questo Jacques Bonhomme ritratto nei libri di storia. Gaëtan Bonnot ripercorre gli eventi, comprese le recenti azioni dei Berretti Rossi bretoni nel 2013 e dei Gilet Gialli nel 2018. Smonta le conclusioni affrettate basandosi su un'analisi archivistica meticolosa, utilizzando tecniche di analisi testuale digitale e lessicometria politica. Si trattò di una discordia, di una cospirazione o di un complotto? La terminologia è cruciale per determinare la classificazione giuridica del reato. Il termine "terrorismo" è spesso utilizzato.

Un secolo di crisi

Il secolo fu turbolento, un secolo di crisi tra la gente comune e la monarchia, tra i vari pretendenti al trono di Francia. La figura di Étienne Marcel rimase di spicco fino al suo assassinio, avvenuto il 31 luglio 1358. La rivolta di Jacquerie fu di breve durata, iniziando intorno al 28 maggio con l'uccisione di diversi nobili a Saint-Leu-d'Esserent e concludendosi con due battaglie simultanee il 9 e 10 giugno. Gli eventi principali si svolsero nella regione dell'Oise, con alcuni focolai nei pressi di Vitry-le-François, nel dipartimento dell'Essonne, e estendendosi fino alla Creuse. Si trattò di episodi molto localizzati e sporadici. Accanto ai contadini si schierarono mercanti, borghesi ed ecclesiastici. È interessante anche individuare i luoghi delle rivolte, oggi spesso villaggi o città tranquilli.

Nelle cronache, la dimensione politica viene cancellata e l'azione collettiva è ridotta a mera agitazione (tumulto) e inquietudine (emozione). Vale la pena notare le occasionali reazioni difensive eccessive e incontrollate agli abusi aristocratici e signorili. Contrariamente alla visione tradizionale, la Jacquerie rurale fu integrata in città come Senlis e Beauvais. Guillaume Calle, descritto come un "uomo colto ed eloquente", godeva di rispetto ma fu decapitato nella battaglia di Mello. E dopo questa rivolta, come fu ristabilito l'ordine? Con la vittoria sui ribelli, ma anche con la concessione di grazie. Gaëtan Bonnot analizza il contenuto di queste grazie con grande precisione, permettendoci di andare oltre le interpretazioni semplicistiche. Tuttavia, la repressione fu feroce, come dimostrano le testimonianze che distinguono tra mondo urbano e rurale. I vinti vissero una sorta di terrore al contrario. Ai vincitori vennero distribuite terre, fattorie e fiere come quella di Dormans, lungo la Marna. Le sentenze che ricostruiscono i presunti reati sono affascinanti.

Disprezzo per la Jacquerie

Il lettore viene immerso nella vita del secolo. Nelle memorie della nobiltà e della destra politica, il disprezzo per i Jacques, spesso percepiti come alcolisti, stupratori e distruttori, rimane immutato. Sono le stesse etichette attribuite ai Comunardi dal governo di Versailles. Nel corso del tempo, vengono periodicamente rievocati, in particolare durante la Rivoluzione francese del 1789, in romanzi come *Jacquou le Croquant* di Eugène Le Roy, *La Vie d'un simple* di Émile Guillaumin e in opere di Gaëtan Bonnot, che traccia un collegamento con le più recenti rivolte di resistenza fiscale. Città come Nointel e Montataire intitolano strade ed edifici pubblici a Guillaume Calle. Sta a ciascuno di noi impugnare il bastone, la semplice clava brandita dai Jacques nel corso della nostra storia, gridando la loro protesta.

* Gaëtan Bonnot
La Jacquerie,
L'evoluzione delle rivolte dal 1358 ai giorni nostri
PUF Publishing, 2026

https://monde-libertaire.net/?articlen=9158
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