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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #23-26 - A 17 anni dalla strage di Viareggio. Ferrovie: per la sicurezza contro il dual use militare (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 22 Aug 2026 07:51:21 +0300
Non c'è nessuna differenza, in termini di pericolosità, fra un treno che
trasporta GPL e un treno che trasporta esplosivi ad uso militare. A ben
vedere, se consideriamo le pessime organizzazioni del lavoro, gli
investimenti quasi nulli nella sicurezza, la manutenzione considerata
come un costo superfluo e quindi quasi non contemplata nei bilanci delle
aziende pubbliche o, ancora peggio, in quelle private, possiamo dire che
nessun treno garantisce una sicurezza degna di questo nome.
In questo senso l'esperienza ferroviaria che come dipendenti abbiamo
maturato nel tempo si unisce all'esperienza delle lotte di Assemblea 29
giugno e dei familiari della strage di Viareggio, combattendo nei fatti
un quadro sistemico di ricerca sfrenata del profitto, arroganza (Moretti
e il codazzo al seguito) e disumanità.
Un altro indice che ci mostra quanto la classe politica persegua
interessi di morte e distruzione è la folle corsa al riarmo, che in
ferrovia si traduce nel "dual use" dell'infrastruttura ferroviaria
italiana ed europea. Il pacchetto europeo di mobilità militare del
novembre 2025 prevede di decuplicare il bilancio di spese militari per
la prossima tranche (2028-2034) fino a 17 miliardi di euro. Nello stesso
pacchetto si parla di 500 nuovi progetti individuati, con un fabbisogno
complessivo stimato intorno ai 100 miliardi di euro. In Italia intanto
quasi 42 milioni di euro sono stati stanziati dall'UE per l'estensione
dei binari nelle stazioni di Genova Sampierdarena, Pontedera, Palmanova,
La Spezia Marittima, allo scopo di ricevere treni lunghi fino a 750
metri e consentire tempestivi spostamenti di mezzi, truppe e munizioni.
Denaro investito in funzione di morte e miseria invece che in ciò che
occorre: la messa in sicurezza dei passaggi a livello; i dispositivi
anti-svio di vetture e carri che mancano tuttora ai treni e che
ovviamente mancavano al treno deragliato a Viareggio, come a quello di
Pioltello, sistemi che avrebbero potuto arginare gli effetti letali di
queste stragi; efficienti sistemi frenanti dei treni merci in luogo
delle suole LL, che hanno rischiato di provocare una Viareggio bis.
Prevenzione e manutenzione invece restano al palo. Eppure i soldi, come
ben sappiamo, ci sono perché sono i soldi che con le bugie vengono
sottratti ai cittadini e allo stato sociale (scuole, sanità, trasporti,
servizi) per preparare la guerra totale e ingrassare gli speculatori.
Tornando alla sicurezza ferroviaria, la Military Mobility - che in
Italia confluisce nel dual use in base all'accordo Leonardo-RFI -
prosciuga i fondi che potrebbero garantire la salvezza delle vite del
personale ferroviario, ma anche degli utenti e della collettività.
Nella sua interezza Viareggio ci offre pertanto non solo un patrimonio
di lotta, ma principalmente ci fornisce una decisiva lettura politica:
non delegare le istanze porta a disinnescare il sistema Stato, quel
sistema che tende ad accaparrarsi le tragedie per metterle a tacere, al
fine di mantenere in essere la gestione del potere istituzionale ed
economico, quest'ultimo tanto caro alle aziende.
La bagarre che dopo 17 anni si è scatenata, da parte di politici,
pennivendoli e leccaculi, sulle condanne di Moretti e company, sta lì a
mostrarci quanto sia falsa la retorica statale della vicinanza ai
familiari, del cosiddetto "accertamento della verità", del "ci mettiamo
a disposizione della magistratura" e boiate di questo genere. Ne sanno
qualcosa i familiari di questa "vicinanza", esibita ad esempio quando le
forze dell'ordine, alla stazione di Roma Tiburtina, con violenza hanno
impedito loro di manifestare. A distanza di 17 anni la verità
processuale è venuta fuori, dopo che la verità oggettiva, riscontrata,
cruda, si sapeva da molto più tempo; il che porta a chiederci quale tipo
di verità sia quella di natura processuale, se è emersa solo in seguito
alle mazzate fisiche e verbali che hanno dovuto subire i viareggini. C'è
pure un'altra "verità giudiziaria", cioè quella che riguarda Riccardo
Antonini, il ferroviere licenziato per essersi schierato al fianco dei
familiari nella battaglia per verità, giustizia e sicurezza. Il
licenziamento di Riccardo è stato confermato in tutti i gradi di
giudizio nonostante la giustezza del suo comportamento e nonostante
l'andamento del processo sulla strage di Viareggio, che stava
confermando le sue accuse con le condanne a dirigenti e imprese. Un
licenziamento politico e un iter processuale che non sono stati oggetto
di "scandalo" da parte della classe padronale come invece è accaduto per
Moretti e company. Ad ogni modo, come dice Daniela Rombi, mamma di
Emanuela Menichetti morta in seguito all'esplosione del GPL e dopo
atroci sofferenze, lo "straccio di giustizia" è stato portato a casa, ed
è uno straccio pesantissimo viste le vomitevoli ripercussioni politiche
e giornalistiche.
Per tutte queste ragioni il legame Viareggio-sicurezza-dual use militare
è indissolubile ed è necessario portarlo avanti senza sosta. A ridosso
della sentenza di Viareggio arriva infatti la notizia della probabile
nomina ad amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato di
Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Rete Ferroviaria
Italiana fino a marzo 2025, Una nomina fetente, in quanto Strisciuglio è
tutt'ora indagato dalla Procura di Ivrea per omicidio colposo e disastro
ferroviario per la strage degli operai di Brandizzo del 30 agosto 2023.
In questo senso non sono un caso le dichiarazioni dei familiari degli
operai, indignati per l'avanzamento di carriera del responsabile della
morte dei loro cari, che così dichiarano, in riferimento a Viareggio:
"... Quelle famiglie hanno dovuto aspettare anni per avere giustizia. Io
piango mio figlio ogni giorno davanti a un marmo. Sono passati tre anni
e non abbiamo ancora neppure la data della prima udienza. Un grande
abbraccio alle famiglie delle vittime".
Allo Stato garantista, che promuove con candore chi è a capo di
organizzazioni del lavoro assassine, non piacciono le sentenze come
quelle che condannano Moretti, perché, oltre a toccare la classe
dirigente (da qui la lesa maestà), possono infondere speranza e
convinzione di poter cambiare questo ordine costituito in qualcosa di
giusto, equo, umano.
Continuiamo quindi a camminare sul percorso della non delega, praticando
l'azione diretta e condivisa, per arrivare a quel senso del giusto che
ci sta lì davanti, pronto ad esser raggiunto. Chissà se tutte queste
tragedie porteranno l'intera collettività a ragionare su un altro mondo
possibile, un mondo, ad esempio, senza treni "armati" che passano con
materiale bellico ed esplosivo in mezzo alle nostre città mettendoci in
forte pericolo, un mondo che metta la parola fine a morte e distruzione
in ogni paese.
A. P.
https://umanitanova.org/a-17-anni-dalla-strage-di-viareggio-ferrovie-per-la-sicurezza-contro-il-dual-use-militare/
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(it) France, UCL AL #373 - Cultura - Leggi Denis Heudré, "La vera storia di un giovane che andò a Parigi per fare la rivoluzione: René Lefeuvre nelle lotte del XX secolo" (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
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(ca) Italy, FAI, Umanita Nova #23-26 - Diecisiete años después de la masacre de Viareggio. Ferrocarriles: seguridad frente al doble uso militar. (de, en, it, pt, tr)[Traducción automática]
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