|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Sicilia Libertaria #469 - RAGUSA. - Il Primo Maggio Anarchico 2026 (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 12 Aug 2026 07:28:59 +0300
Salutato dai rintocchi dispettosi delle campane del duomo di San
Giovanni, si è tenuto anche quest'anno a Ragusa il comizio del 1° Maggio
anarchico. Il testimone lasciato da Pippo Gurrieri, impossibilitato per
la prima volta a partecipare alla manifestazione, è stato raccolto da
tre maturi compagni della Federazione Anarchica Siciliana e da una
giovane promessa dell'anarchismo ragusano. Un pubblico di poco più di un
centinaio di persone e diversi turisti ha incoraggiato i compagni.
La scalinata, i parapetti e il terrazzo della chiesa erano addobbate da
bandiere e striscioni. In piazza un numero consistente di compagni e
poco più di un centinaio tra curiosi e turisti hanno incoraggiato gli
oratori sottolineando con applausi insistenti alcuni dei passaggi più
significativi.
Ha esordito Natale Musarra sottolineando che il 1° maggio di quest'anno,
oltre che anarchico è antifascista: la Meloni, con i decreti-sicurezza e
le nuove direttive imposte a questurini e magistrati, rispolvera norme
del Ventennio, palesemente incostituzionali, per impedire che si
manifesti e cresca una "vera" opposizione al governo, non quella della
sinistra parlamentare - inetta e incapace - ma l'opposizione sociale
rappresentata dai movimenti che dal basso si battono per un lavoro
dignitoso, contro le guerre, contro il Muos di Niscemi e la
militarizzazione della Sicilia, contro le trivellazioni, contro la mafia
e la corruzione alla Regione siciliana, contro gli incendi, per i beni
comuni e gli usi civici, per l'acqua pubblica, pro Palestina Libera, a
supporto della Sumud Flotilla, dei migranti, delle lotte ambientaliste
ed ecologiste, in difesa dei territori dalle speculazioni e
dall'affarismo. I fascisti al potere non amano il 1° maggio (nel
ventennio mussoliniano lo sostituirono col 21 aprile, il "Natale di
Roma", che sono tornati a festeggiare quest'anno!) perché ha radici
anarchiche: nasce in ricordo dello sciopero generale per le 8 ore
tenutosi a Chicago nel 1886 a seguito del quale furono condannati a
morte cinque anarchici che l'avevano indetto. Col pretesto
dell'istigazione, le autorità di allora trasformarono questi nostri
compagni da aggrediti in aggressori, esattamente come avvenne dopo le
stragi fasciste degli anni '20, e particolarmente a Ragusa il 9 aprile
1921 (nello stesso luogo in cui si è tenuto il comizio di quest'anno), e
come continua a succedere ai giorni nostri.
Antonio Rampolla si è ricollegato nel suo intervento a queste ultime
considerazioni, accusando i neofascisti al governo del Paese di voler
riscrivere la storia, accanendosi contro chi manifesta la propria
solidarietà a Cospito e contro gli anarchici coinvolti nelle lotte. Si
sofferma in particolare sugli arresti preventivi degli anarchici romani,
rei, secondo il questore capitolino, di aver scritto sui muri "Pace tra
gli oppressi, guerra agli oppressori". Frase terribile, istigatrice,
foriera di gravissime conseguenze, tratta da una celeberrima canzone di
Pietro Gori (Addio, Lugano bella), che quel questore evidentemente
sconosce. Ma la repressione ha colpito duro anche da noi, contro gli
attivisti del No Muos, sommersi da decine di fogli di via, contro il
movimento ProPal, colpito da sanzioni per migliaia di euro, contro i
Centri sociali autogestiti, luoghi primari di aggregazione,
acculturazione e politicizzazione giovanile, sgomberati ovunque. Tutto
ciò quando, per restare a Niscemi, si perde la casa nella grande frana,
o ci si ammala di tumore per le radiazioni, o s'incendiano ettari della
sughereta vicino al Muos - senza che gli americani della base se ne
accorgano -, mentre le autorità locali e la procura gelese occultano le
proprie responsabilità; mentre in Sicilia la mafia risolleva la testa e
nel Mediterraneo impazzano le guerre senza che in alcun modo i governi
europei intervengano per fermarle.
Renato Franzitta ha messo alla berlina il decreto-lavoro sbandierato dal
governo alla vigilia del 1° maggio, che introduce un concetto nuovo e
antico al tempo stesso: il "salario giusto" che contrappone al "salario
minimo". Il salario "giusto" è il salario che i padroni, nella loro
bontà, elargiscono ai servi in base a ciò che ritengono dovergli
spettare; che li incatena alle logiche del mercato e della produzione,
marcandone il tempo di vita (ad esempio con ritmi più elevati, lavori
usuranti e nocivi, straordinari più frequenti, anche se ben pagati); che
non considera l'erosione del potere di acquisto causata dall'inflazione.
Si tratta di un concetto usurato perché, tranne per i "garantiti" dai
contratti nazionali, ha sempre fomentato la precarietà, l'emigrazione
giovanile, lo spopolamento del Sud, e abbattuto i salari in media
dell'8%, più che in ogni altro paese in Europa. Tutto ciò nel quadro di
una classe politica che ha sperperato i miliardi del PNRR, ha impoverito
i già poveri per fare i ricchi sempre più ricchi, di un governo prono ai
voleri dei padroni della finanza, delle grandi aziende energetiche e del
complesso militare industriale, di un'economia che inquina, distrugge i
suoli e l'ambiente, di una politica estera che fa l'occhiolino ai
peggiori guerrafondai e criminali internazionali.
In conclusione, dopo un breve intervento della compagna Ignazia,
incentrato sulla repressione che colpisce il mondo anarchico giovanile,
e sulla repressione di genere, i compagni presenti hanno intonato
"Addio, Lugano bella" di Pietro Gori.
Uno che c'era
https://www.sicilialibertaria.it/wp-content/uploads/maggio-2026_compressed.pdf
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Italy, UCADI, #209 - Vennero per suonare e furono suonati (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #21-26 - Flamingo Revolution. Albania: sono i fenicotteri a chiamare alla rivolta (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center