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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #20-26 - Treni in ritardo. Riflessioni sulla servitù volontaria (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 6 Aug 2026 07:43:11 +0300
Un mesetto fa è scoppiato un piccolo caso politico che, probabilmente
molti hanno già dimenticato. Eppure merita attenzione, perché racconta
molto bene il clima del nostro tempo. --- Tutto nasce da una campagna
pubblicitaria di Italia Viva comparsa nelle grandi stazioni ferroviarie
italiane, in particolare Roma Termini e Milano Centrale. I manifesti
utilizzavano una grafica volutamente ispirata ai manifesti del Ventennio
fascista e giocavano sul celebre slogan nostalgico "Quando c'era lui".
Solo che qui il bersaglio era Giorgia Meloni.
Uno dei cartelloni recitava: "Quando c'era lei i treni arrivavano in
ritardo".
Un altro: "Quando c'era lei l'Italia era meno sicura".
Il tono era chiaramente provocatorio, ironico, costruito per attirare
attenzione e polemiche. Operazione discutibile? Probabilmente sì. Ma
assolutamente dentro il normale conflitto propagandistico di una
campagna politica.
La vicenda però prende una piega interessante quando emerge che Grandi
Stazioni Retail - la società che gestisce gli spazi pubblicitari nelle
principali stazioni ferroviarie - avrebbe chiesto modifiche alla
campagna per autorizzarne il rinnovo. Italia Viva parla immediatamente
di censura e tira in ballo addirittura gli articoli 21 e 68 della
Costituzione.
Naturalmente, nel giro di poche ore, arrivano smentite, precisazioni,
retroscena, "fonti vicine", ministeri che negano pressioni, società che
rivendicano autonomia, partiti che gridano allo scandalo e giornali che
si inseguono nella ricostruzione dei fatti.
Fin qui siamo dentro il consueto teatrino della politica italiana.
Ma la parte davvero interessante è un'altra.
Perché questa storia ci riporta improvvisamente a un testo del
Cinquecento: il Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La
Boétie. La domanda che si poneva La Boétie era semplice e terribile:
come fa il potere a reggere così stabilmente, anche quando è odiato?
La sua risposta era che i governi non vivono soltanto di forza o
repressione. Vivono soprattutto grazie alla collaborazione spontanea di
una moltitudine di persone che, per convenienza, abitudine, paura o
semplice conformismo, finiscono per servire il potere senza nemmeno
bisogno di ordini espliciti.
Ed è esattamente il meccanismo che sembra intravedersi oggi.
Non c'è il gerarca che telefona ordinando di strappare i manifesti. Non
c'è il prefetto che manda la polizia. Non c'è il ministero della
propaganda. C'è qualcosa di molto più moderno. Ci sono dirigenti
prudenti, apparati che "interpretano il clima", società partecipate che
vogliono evitare fastidi, uffici comunicazione che preferiscono
prevenire problemi, funzionari che diventano, come si dice, "più
realisti della regina".
Ed è qui che la vicenda diventa quasi comica. Perché i manifesti
volevano insinuare l'idea di una deriva autoritaria. E il sistema, nel
tentativo di gestire la situazione, finisce per reagire esattamente nel
modo che conferma quella narrazione. Se fosse una sceneggiatura
cinematografica qualcuno direbbe che è troppo didascalica per essere
credibile.
Naturalmente non è necessario simpatizzare per Renzi o per Italia Viva
per cogliere il problema. La questione non è la qualità della campagna
pubblicitaria. La questione è la rapidità con cui, dentro strutture
pubbliche o semi-pubbliche, si attiva il riflesso della normalizzazione
preventiva.
È questo il punto moderno della servitù volontaria.
Il potere contemporaneo spesso non ha nemmeno bisogno di censurare
apertamente. Gli basta essere percepito. Gli basta suggerire
un'atmosfera. Gli basta lasciare intuire quale sia il confine del
fastidio tollerabile. Il resto lo fanno da soli funzionari, manager,
intermediari, amministratori, responsabili marketing e professionisti
della prudenza.
La Boétie lo aveva capito cinque secoli fa: la servitù più efficace è
quella che non ha bisogno di essere imposta.
E allora forse la morale finale di questa piccola storia ferroviaria è
semplice. I treni magari continueranno ad arrivare in ritardo. Ma la
servitù volontaria, quella, in Italia riesce ancora a essere
perfettamente puntuale.
Totò Caggese
https://umanitanova.org/treni-in-ritardo-riflessioni-sulla-servitu-volontaria/
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