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(it) France, OCL CA #361 - IL PROCESSO PAPON: Una storia di ordinaria infamia al servizio dello Stato (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 31 Jul 2026 07:37:00 +0300
Tra il luglio 1942 e il maggio 1944, 1.690 persone di origine ebraica,
tra cui 223 bambini, furono arrestate e trasferite da Bordeaux ad
Auschwitz, via Drancy, dove la maggior parte fu sterminata all'arrivo.
--- Il 18 ottobre 1997, Maurice Papon, 87 anni, all'epoca Segretario
Generale della Prefettura della Gironda, situata nella zona occupata,
comparve davanti alla Corte d'Assise della Gironda, accusato di
"complicità in crimini contro l'umanità" per la sua partecipazione
attiva all'organizzazione di otto dei dieci convogli in questione, per i
quali le vittime o i loro eredi avevano intentato causa civile, essendo
stati loro ad avviare il procedimento giudiziario nel dicembre 1981, di
fronte al silenzio assordante della Procura, nonostante la Sinistra
fosse tornata al potere dal maggio precedente e Robert Badinter fosse
Ministro della Giustizia. Questo processo, durato sei mesi, a differenza
di quelli dell'ufficiale delle SS Barbie (1987) e del miliziano Touvier
(1994), fu quello di un normale funzionario pubblico di alto rango,
animato dal senso del dovere e convinto, in quelle circostanze
eccezionali, di aver agito in nome dello Stato. Nella sua posizione, ha
sempre ritenuto di star semplicemente facendo il suo dovere e, fino alla
fine, ha mantenuto questa consapevolezza di aver adempiuto al proprio
dovere. In nome degli ordini ricevuti, poteva ignorare la disumanità
degli atti commessi. Stava gestendo la sua carriera.
Il 2 aprile 1998, fu riconosciuto colpevole degli arresti e delle
detenzioni, ma non di complicità in omicidio - la giuria stabilì che non
era a conoscenza della Soluzione Finale, mentre gli atti processuali e i
sei mesi di udienze dimostravano il contrario - per quattro degli otto
convogli. Fu quindi condannato per "complicità in crimini contro
l'umanità" a dieci anni di reclusione e alla perdita dei diritti civili,
civici e familiari. Il suo ricorso fu respinto e fu condannato al
carcere di La Santé, ma solo per tre anni. Fu rilasciato per motivi di
salute, poi rivelatisi infondati, e morì serenamente nel 2007 all'età di
96 anni.
La sua condanna, tuttavia, segnò la fine dell'immunità per questa élite
tecnocratica che si riteneva investita di una missione: agire in nome
dello Stato, assicurandosi così il privilegio sovrano
dell'irresponsabilità. Eppure, dato il regime nazional-autoritario che
imperversò tra il 1940 e il 1944 nella Francia di Vichy, coautore
dell'esclusione e complice dello sterminio, il dovere di disobbedienza
avrebbe dovuto prevalere sulle ragioni di Stato.
Bisogna dirlo e ripeterlo con forza, come ci esortava a fare Jacques
Fénimore (sulla rivista "Le Passant Ordinaire") nell'ottobre del 1997:
"Nessun regime totalitario può salire al potere e mantenersi senza una
moltitudine di piccoli atti di codardia, compromessi, defezioni,
tradimenti, rinunce o atti di obbedienza da parte di uomini e donne,
come voi e me, dal cittadino più umile al funzionario di più alto rango.
No, non è perché c'erano Hitler o Pétain che abbiamo avuto uomini come
Papon, ma perché c'erano migliaia di uomini come Papon che abbiamo avuto
Hitler e Pétain". Con il suo Discorso sulla servitù volontaria, Étienne
de La Boétie è più attuale che mai:
"Il potere si impone solo con il consenso esclusivo di coloro sui quali
viene esercitato".
JEAN-JACQUES GANDINI
http://oclibertaire.lautre.net/spip.php?article4732
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(tr) France, OCL CA #361 - PAPON DAVASI: Devlet Hizmetinde Sıradan Bir Utanç Öyküsü (ca, de, en, fr, it, pt)[makine çevirisi]
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(it) Italy, Sicilia Libertaria #468 - Le guerre dell'energia (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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