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(it) Italy, UCADI, #207 - La guerra preventiva di Trump al Papa (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 5 Jun 2026 08:53:34 +0300
Le intemerate del "divino Trump" hanno dato vita come analizziamo in
altra parte della newsletter alla trampologia (scienza
dell'interpretazione di Tump) dove la vera difficoltà è costituita dal
necessario discernimento tra cazzate e azioni motivate, dalla cui
soluzione discende, almeno in parte, l'adozione di adeguate
contromisure. ---- Va collocato certamente in quest'ottica l'attacco
recentemente portato a Leone XIV che, a nostro avviso, non costituisce
un espediente mediatico per distogliere l'attenzione dal fallimento
della guerra all'Iran e dall'ormai certa sconfitta USA, ma una urgente
esigenza di Trump per assicurare la tenuta della base elettorale che lo
ha espresso.
Proseguendo nella via tracciata dal Suo predecessore, Prevost, sta
proseguendo i lavori per un'enciclica sul digitale che potrebbe essere
intitolata "Rerum Digitalium", incentrata sulla centralità dell'uomo
nell'era dell'Intelligenza Artificiale (IA). Il documento pontificio
dovrebbe partire dai problemi del lavoro per richiamarsi al magistero di
Leone XIII, il quale redasse la "Rerum novarum", innovando la dottrina
sociale della Chiesa, per contrapporla al liberalismo, al socialismo e
al comunismo, all'anarchismo e al tempo stesso mirava a rileggere la
dottrina sociale della Chiesa alla luce del nuovo modello produttivo e
di organizzazione del lavoro, ivi comprese le modalità e le condizioni
di sfruttamento dei lavoratori.
Obiettivo principale dichiarato della nuova enciclica è di fatto quello
di mettere l'uomo al centro della sfida tecnologica, garantendo un
approccio antropologico alla rivoluzione digitale, con lo scopo di
mettere in guardia verso le farneticazioni della tecnoteologicrazia di
Peter Thiel e Egon Musk e dei loro epigoni che, dialogando e fondendosi
con i movimenti evangelicali e con le correnti mistiche dell'ebraismo
anno formulato una riproposizione del mito dell'Armageddon e
preconizzato la prossima fine di questo mondo per aprire le porte a una
nuova era che preparerà con mille anni di pace il nuovo avvento del
Messia. Sia detto per inciso, una delle condizioni dell'avvento è la
ricostruzione dello Stato di Israele nelle sue dimensioni bibliche!
Si suppone che i teologi vaticani abbiano a disposizione strumenti
teologici ben più raffinati dei novelli teotecnologi, per liquidare e
confutare queste farneticazioni, frutto della perversa visione
messianica della quale sarebbero investiti gli statunitensi, venuti nel
nuovo mondo con i Padri Pellegrini e qui insediatisi grazie ad un
genocidio, quello delle popolazioni indigene, per portare all'umanità la
salvezza, in quanto eredi della tredicesima tribù di Israele che non
sarebbe costituita dai Cazari convertitisi nell'VIII secolo
all'ebraismo, ma dal popolo degli Stati Uniti che, ha rifiutato la
corrotta vecchia Europa e che è destinato a traghettare l'umanità verso
la felicità.
Le persone di buon senso e dalla mente non inquinata dai telepredicatori
statunitensi che sono ad uso porre le loro mani su Trump
liquiderebbero il tutto, affermando che si tratta di solenni stronzate e
palesi farneticazioni. Tuttavia, purtroppo, un'attenta analisi dei fatti
ci dice che le cose stanno diversamente e che il problema è molto più
serio di quanto si pensi. È per questo motivo che Trump teme gli effetti
dell'enciclica che eleverebbe al livello di insegnamento magisteriale il
messaggio papale, sconfessando il sostegno a queste posizioni e la loro
incompatibilità con la dottrina della Chiesa cattolica.
Non è un caso che lavori preparatori dell'enciclica Sono stati affidati
all'agostiniano Monsignor Víctor Manuel Fernández, prefetto del
Dicastero per la Dottrina della Fede, incaricato di coordinare la
revisione e l'elaborazione del documento prima della sua promulgazione.
Il lavoro sembra essere ad uno stato avanzato di redazione e procede in
collaborazione con altri dicasteri ed esperti, alla ricerca di un testo
che articoli criteri chiari su come la Chiesa comprende il ruolo dell'IA
nella società contemporanea e su come confutare le teorizzazioni e il
progetto di tecnoteologiocrazia.
Thiel, Musk, Palantir e le loro aziende
A sostenere e portare avanti il progetto sono Peter Thiel, nato a
Francoforte nel 1967, ma cresciuto in Sudafrica e Namibia (l'ex colonia
tedesca nell'Africa Australe), che si ritiene filosofo e teologo, ed è
omosessuale dichiarato e implacabile oppositore della cultura woke, nei
fatti monopolista del controllo autoritario e l'amico e socio di Elon
Musk, anch'egli cresciuto nel Sudafrica. Ambedue sono ispirati e
convinti sostenitori dell'apartheid, hanno avuto come mentore, l'amico e
socio Roelof Botha, nipote del ministro degli esteri del governo
razzista sudafricano.
I due compari insediatisi nella Silycon Valley, hanno via via convinto
molti imprenditori e finanzieri ad aderire al loro progetto politico che
mirerebbe a salvare la civiltà occidentale dalla decadenza, o meglio
dall'Apocalisse. Thiel in particolare è un fanatico estimatore de Il
Signore degli Anelli. Tolkien, al quale si è ispirato per dare i nomi
alle sue aziende e fornire un supporto simbolico al suo progetto. Uno di
questi è la conquista del controllo della Presidenza degli Stati Uniti e
ha questo fine ha messo a disposizione i capitali per la creazione del
fondo venture capital di J.D. Vance, suo figlioccio politico, cresciuto,
finanziato e imposto alla vicepresidenza USA, non a caso denominato
Narya Capital, Anello di fuoco, uno dei tre anelli del potere degli elfi.
I due dispongono di ingenti capitali che hanno accumulato investendo
nella creazione di Paypal (quota poi di Thiel poi venduta per 55 milioni
di dollari), poi in Facebook e in moltissime altre iniziative
imprenditoriali, tanto che, secondo Forbes, nel 2025 Thiel era tra le 40
persone più ricche degli USA, con un patrimonio di circa 27,5 miliardi
di dollari (Musk ha incassato 156 milioni). Ma la sua fonte principale
di investimento e insieme lo strumento operativo di Thiel è Palantir
Technologies, una società che Francesca Bria, economista all'Università
College di Londra e responsabile dell'iniziativa europea sulla sovranità
digitale di Aerostato, indagando sulle sue attività afferma che
«Palantir non è un'azienda privata nel senso stretto del termine. È un
braccio dell'apparato di sicurezza nazionale statunitense. Quando i
governi europei acquisiscono i suoi strumenti, non stanno semplicemente
comprando un software. Stanno rinunciando alla sovranità». Applicando la
"tecno teologia" di Thiel vede l'unica possibilità di salvezza del mondo
occidentale nel connubio tra l'innovazione tecnologica più spinta e la
sicurezza nazionale senza alcun contrappeso, Palantir ha messo a
punto un insieme di algoritmi finalizzati al controllo delle popolazioni
e dei comportamenti umani in tutti i campi. Per fare degli esempi
Palantir ha sottoscritto un contratto da 30 milioni di dollari per
sviluppare "Immigratorio", il database utilizzato per il tracciamento e
l'identificazione di persone soggette a espulsione negli USA. L'analisi
di reti e comportamenti era già stata applicata alla lotta al terrorismo
utilizzata dall'esercito israeliano a Gaza per identificare ed eliminare
i potenziali "terroristi" non curante di ampi margini di errore e
l'indicazione di vittime innocenti o impiegati in guerra gli algoritmi
di Palantir hanno diretto l'attacco su una scuola iraniana uccidendo in
un solo colpo 150 bambine.
È comunque significativo che oltre 100 tra le principali banche, società
di gestione patrimoniale, compagnie assicurative e fondi pensione
europei hanno aumentato di quasi il 70% il numero complessivo di azioni
Palantir, il cui valore è esploso nel 2025.
Forte di questi risultati Thiel è calato a Roma per tenere i suoi
seminari di propaganda dal 15 al 18 marzo,[1]direttamente nella città,
sede del pontefice al quale progetta di sottrarre il consenso dei
cattolici, cominciando da quelli statunitensi, poiché considera i
credenti cristiani la parte più feconda di coltura per le sue
farneticazioni messianiche tecnoteologiche.
Il pontefice non poteva che accettare la sfida, tanto più che Thiel
marcia unito con Musk verso lo stesso obiettivo avendo inserito nei suoi
progetti l'intervento sulla struttura biologica dell'essere umano per
integrarlo con le macchine e segnatamente, grazie e con l'utilizzazione
dell'AI di controllarlo, trasformarlo, renderlo adatto a percorrere le
vie dello spazio e prolungarne la vita.
La risposta di Roma
È perciò che il pontefice, in continuità con il tracciato di Francesco,
si propone di sviluppare il concetto di avere cura del creato, come già
affermato nell'Enciclica "Laudato Si'", ma ne reindirizza e attualizza i
fini, utilizzando la lotta alla "cultura dello scarto" per combattere
questa nuova teologia della tecnica che mira a trasformare l'essere
umano e al tempo stesso aspira a una palingenesi attraverso l'olocausto,
producendo e sponsorizzando l'Armageddon, sostenendo una nuova forma di
tecnoteocrazia della quale Donald Trump e i movimenti evangelicali,
acerrimi nemici della Chiesa cattolica costituiscono la perfetta
rappresentazione.
Gianni Cimbalo
[1]Peter Thiel, ha tenuto un ciclo di seminari privati a Roma, ai quali
hanno partecipato invitati selezionati e tra questi molti prelati. Gli
incontri, intitolati "The Biblical Antichrist" (L'Anticristo biblico),
si sono svolti a Palazzo Taverna, organizzati dall'Associazione
culturale Vincenzo Gioberti, focalizzandosi su temi apocalittici,
politica e tecnologia.
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