|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCADI, #207 - La donna immobile (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 30 May 2026 08:29:15 +0300
Da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi, il 22 ottobre
2022, ricevendo il passaggio dalla della campanella da uno dei pulcini
più abili usciti dalla covata della Goldman Sachs, Mario Draghi, il
Primo Ministro (al maschile come preferisce essere chiamata) è rimasta
pervicacemente ferma ed immobile seguendo i consigli del suo mentore che
aveva creato le condizioni e preparato per lei l'incarico. ---- Il
governo Draghi, che l'aveva preceduta, aveva preparato opportunamente il
terreno per consentire alla destra di prendere la guida del paese:
questa operazione era stata condotta con abilità, riuscendo ad ottenere
il consenso di tutti i partiti della "sinistra", catturati dalla
cosiddetta "piattaforma Draghi," un piano politico-finanziario
inesistente e mai ammesso dall'intestatario, che consisteva
esclusivamente nel mettere al governo un presidio costituito dalla
destra estrema, con il compito di traghettare a destra il paese,
gestendo la modernizzazione delle istituzioni. L'obiettivo non
dichiarato, ma reale, era quello di modernizzare l'ordinamento dello
Stato e l'ordine Costituzionale, partendo dal presupposto
dell'inefficacia del parlamentarismo nel gestire i processi decisionali,
in un mondo nel quale occorrono procedure decisionali sempre più veloci,
di gestire la trasformazione della Repubblica in Democratura.
Pertanto, la legislatura che si apriva, avrebbe dovuto concentrare tutte
le energie su tre riforme: il premierato che portava con sé la riforma
del vertice di governo, attraverso l'elezione diretta del Presidente del
Consiglio, con esautoramento del ruolo attuale del Presidente della
Repubblica; lo smantellamento dell'equilibrio dei poteri,
ridimensionando quello della magistratura; la devolution regionale, in
modo da indebolire i non necessari poteri del Governo centrale nella
gestione del paese e soprattutto dell'economia. Questi obiettivi
venivano fatti propri dal governo Meloni e ne costituivano il programma.
Per consentire l'esecuzione del piano il governo uscente preparava una
legge finanziaria catenaccio che avrebbe vincolato le future politiche e
lasciava a guardia il proprio ministro delle finanze, eterodiretto.
Questa scelta consentiva una relativa stabilità economica per permettere
all'esecutivo di vivacchiare, agitando la prospettiva del risanamento
dei conti pubblici, della stabilità, del rientro dalla procedura di
infrazione, affinché potesse riprendere in mano la possibilità di fare
debito e distribuire così prebende. Il governo ha migliorato l'avanzo
primario ma consegnato il paese all'immobilismo. Nel contempo il piano
prevedeva mano libera all'esecutivo sulle libertà civili e sulla
ristrutturazione dei rapporti tra ceti e classi sociali, facendo agio
sull'uso strumentale della sicurezza, presentata come l'emergenza
sociale, alimentando la paura verso gli immigrati e la xenofobia nel
paese, comprimendo i salari, anche al prezzo di peggiorare le condizioni
di vita della parte più debole della popolazione, ristrutturando la
distribuzione del reddito tra le diverse classi e componenti sociali,
trasformando il paese, riscoprendo il corporativismo fascistoide,
rivisitato e rimodernato, nel quadro di un'alleanza stretta con il
capitalismo finanziario nazionale e internazionale.
Restando immobile, il governo avrebbe dovuto come ha fatto assicurare
la tenuta sociale e garantire il controllo sulle forze sociali, perché
venisse portato a termine il processo di spoliazione dei residui asset
industriali fondanti del paese, senza eccessiva resistenza sociale (es.
smantellamento FIAT e lenta morte dell'Ilva), iniziato negli anni '90
del secolo scorso proprio da Mario Draghi con la vendita all'asta al
miglior offerente dell'industria ed economia italiana del dopoguerra e
soprattutto delle Partecipazioni Statali, nei lussuosi saloni del
Britannia, all'uopo noleggiato.
Missione parzialmente eseguita
Il governo Meloni è stato diligente e ha cercato di portare a termine il
compito assegnatogli. Ha iniziato con l'autonomia differenziata, facendo
aggio sulla mancata efficacia dell'opposizione della sinistra, sedicente
riformista, ancora stordita dalla batosta elettorale; per fortuna la
limitazione del successo governativo è venuta dalla Corte Costituzionale
che ha provveduto a smantellare pezzo per pezzo le incongruenze del
provvedimento legislativo di riforma, individuando le violazioni della
Costituzione e di fatto spingendo il provvedimento su un binario morto.
Il governo ha incassato e si è convinto di dover provare a cambiare
cavallo, scegliendo quello della riforma della magistratura che appariva
uno dei più facili da conseguire, puntando sul discredito dei giudici,
alimentato dal loro operare. Ma visto che la Costituzione era chiamata
direttamente in campo, era più che lecito chiamare i cittadini a
difenderla. Ci hanno pensato soprattutto risorse provenienti dalla
società civile, i partiti sono venuti a traino. In un modo travolgente e
inaspettato il Referendum ha travolto il Governo. A questo punto,
considerato anche che la legislatura volge al termine, la riforma madre
del premierato sembra essere entrata definitivamente nei desideri
impossibili della premier e confidiamo che defunga definitivamente. Ad
alimentare questa convinzione contribuisce il dato di fatto che quando
l'attentato alla Costituzione è palese, i cittadini si mobilitano e
quindi l'operazione da portare a termine è ardua. Tuttavia l'esperienza
insegna che bisogna essere vigili e prevenire ulteriori tentativi, in
modo da non incorrere nella stanchezza degli elettori. Pertanto anche
per impedire l'ulteriore deterioramento delle condizioni di vita e di
lavoro della popolazione occorre operare un cambio della gestione
politica del paese, approfittando delle elezioni politiche generali che
dovrebbero tenersi a fine legislatura tra circa un anno.
Un bilancio dell'azione di governo
Pur restando immobile, il governo ha aumentato le tasse attraverso la
ristrutturazione delle aliquote e approfittando della crescita
dell'inflazione, per cui la crescita limitatissima dei salari nominali,
dovuta alle tante sbandierata parziale fiscalizzazione degli oneri
sociali, è stata ampiamente riassorbita dal meccanismo inflattivo e
dall'uso strumentale della tassazione. Altra efficacia avrebbe avuto una
rimodulazione della tassazione rendendo realmente progressivo il fisco,
come da Costituzione, e provvedendo alla tassazione delle grandi rendite
e dei grandi patrimoni, magari imponendo, anche sotto il solo profilo
dell'applicazione della progressività, una tassazione significativa dei
redditi più alti, applicando alle rendite almeno le stesse aliquote del
lavoro dipendente. Oggi l'Italia è tra i paesi della UE quello dalle
tasse più alte.
Lo storno delle risorse esigue del paese a favore del finanziamento
della guerra e del riarmo ha ulteriormente impoverito gli stanziamenti
per il welfare, con il risultato di un peggioramento evidente
complessivo dell'assistenza sanitaria, a fronte di privilegi economici e
finanziari a favore della sanità privata, alla quale si aprono spazi
sempre maggiori: la riduzione di fondi per l'assistenza agli anziani, la
chiusura di asili, l'assenza di provvedimenti per la casa, le misure di
sostegno sociale alla parte più povera della popolazione. In compenso,
proliferano le norme repressive verso chi cerca di resistere,
rivendicando il diritto alla casa, il diritto all'assistenza e mettendo
in atto lotte sociali e mobilitandosi, provvedendo ad inasprire le pene
per coloro che lottano per conseguire questi obiettivi, mediante
l'introduzione di sempre nuovi reati sociali nel codice penale.
Il governo si è distinto in campo scolastico per aver investito sulla
fallimentare istituzione del liceo del Made in Italy, rimasto deserto,
verso il quale si sono riversate le pochissime nuove risorse attribuite
alla scuola mentre sul piano generale lo stanziamento per questo
capitolo di spesa è stato tormentato dai tagli continui che ne hanno
compromesso il funzionamento. Il sistema scolastico non è stato aiutato
nemmeno provvedendo alla manutenzione ordinaria dell'edilizia
scolastica, per non parlare degli stipendi degli insegnanti che sono
rimasti al palo e che sono decisamente inadeguati rispetto alle nuove
necessità di un insegnamento riqualificato anche a causa
dell'innovazione tecnologica e dei bisogni di istruzione delle nuove
professioni e dei nuovi saperi.
Lo smantellamento degli asset produttivi è stato perseguito con
determinazione per ricaccia, provvedendo a lasciare irrisolte centinaia
di crisi aziendali, aumentando il ricorso alla cassa integrazione, il
cui costo, ricordiamolo, è a carico dei lavoratori e non stimolando
alcun investimento che aprisse a nuovi spazi alle attività industriali
del paese è stato portato a termine. Ne sono prova le politiche
perseguite a proposito dell'automotive e della produzione di acciaio,
posto che è da tempo scomparsa dal paese ogni attività della chimica e
di innumerevoli altri settori industriali, anche come effetto della
chiusura dei mercati dovuta alle sanzioni erogate a destra e a manca, ma
non a Israele, autoespellendosi da molti mercati, all'assenza di una
qualsiasi politica industriale del governo, fattore che ha di recente
sollevato perfino la protesta di Confindustria.
Che dire poi della politica agricola del governo, il quale ha assunto un
atteggiamento quiescente nei confronti delle decisioni della Commissione
europea di ridimensionare il finanziamento comunitario al settore
agricolo, per poter drenare fondi da destinare al finanziamento della
guerra Ucraina e al riarmo e, nel contempo, senza cautela sottoscrivere
il Mercosur, sottovalutando l'impatto sul settore agricolo che verrà
ulteriormente penalizzato, visto il consenso all'adesione immediata
dell'Ucraina nell'Unione europea, che porterà all'immissione sul mercato
agricolo di merce a basso costo, perché coltivata in terreni fortemente
inquinati dalla guerra, con gravi conseguenze sulla salute di tutti e
prezzi resi ancor più competitivi dalla canalizzazione futura dei
finanziamenti comunitari verso l'Ucraina per la ricostruzione.
È da notare inoltre che tutto ciò avviene in una situazione in cui
abbandonano il paese ogni anno 500.000 giovani, formati dal sistema
scolastico nazionale, che vanno a potenziare ed arricchire le altre
economie e che accentuano la desertificazione demografica del paese. È a
questa migrazione che il governo avrebbe dovuto porre rimedio, piuttosto
che fare di tutto per dimostrare di essere incapace di gestire in modo
regolare e umano la migrazione nel paese di forza lavoro e di
popolazione della quale c'è un estremo bisogno. Si è preferito invece
portare a compimento con pervicacia l'investimento fallimentare della
deportazione in Albania, gestire il decreto flussi con una totale
incapacità rispetto al fabbisogno e alla configurazione professionale
delle richieste, lasciando scoperti numerosi settori produttivi, si è
preferito continuare ad alimentare il mercato clandestino della
manodopera in modo da mantenerlo costantemente alimentato, a prescindere
dai nuovi arrivi, con i provvedimenti di polizia che ributtano molti
nella clandestinità.
La Redazione
https://www.ucadi.org/2026/04/19/la-donna-immobile/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Germany, LIKOS: AfD e sindacati: il tentativo della destra di radicarsi nei luoghi di lavoro (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) France, UCL AL #370 - Politica - Dibattiti: Vivere la propria vita, scegliere la propria morte (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center