|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCADI, #205 - UCRAINA: la soluzione è sul campo di battaglia (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 1 May 2026 08:25:45 +0300
A quattro anni dall'inizio della guerra tra la Russia e l'Ucraina
diventa sempre più chiaro che questa guerra non può finire attraverso
trattative di pace ma troverà la sua soluzione solo sul campo di
battaglia, prova ne sia il fallimento di tutti i colloqui e le
iniziative di pace. ---- Di questa guerra si parla sempre meno, anche se
il suo costo umano, economico, e sociale non fa che crescere e le
conseguenze di ciò ricadono sempre di più sulle spalle del popolo
ucraino, dei popoli europei, sacrificando gli interessi delle classi
meno agiate e le economie degli Stati che fanno parte dell'U.E.
inquinando le loro istituzioni, danneggiando irreparabilmente la
coesione sociale, pervertendo i valori delle libertà individuale e la
libertà religiosa, arrecando danni irreparabili alla cultura alle arti e
alle scienze, contribuendo in modo rilevante al declino complessivo del
continente negli
equilibri politici tra le grandi aree del pianeta che si vanno ridefinendo.
Il sacrificio degli interessi delle classi meno agiate
La guerra d'Ucraina e i suoi obiettivi sono stati condivisi e fatti
propri dai governi Europei. Questa scelta si riverbera sugli interessi
delle classi meno agiate, le quali sono chiamate a fare sacrifici perché
si possano drenare le risorse necessarie al finanziamento di questa
guerra, risorse che divengono sempre più ingenti con il passare del
tempo e con il deteriorarsi della situazione sul campo di battaglia e il
defilarsi del governo degli Stati Uniti dal conflitto, richiedendo la
rinuncia al welfare, faticosamente conquistato dai lavoratori e dalle
lavoratrici e dalle classi meno agiate dei paesi dell'Europa
occidentale, al prezzo di dure lotte e sacrifici con le battaglie di
ottanta anni che ci separano dalla fine della seconda guerra mondiale.
Scegliendo il sostegno alla guerra, vengono immolati, uno dopo l'altro,
sotto il peso del costo che lo sforzo bellico richiede, i risultati
conseguiti dalla lotta di classe che avevano prodotto benessere e
benefici che ora scompaiono, complice anche la perdita della fornitura
di energia a basso costo acquistata dalla Russia, della quale ognuno dei
paesi dell'Unione europea beneficiava e che consentiva all'apparato
economico ed industriale di essere competitivo e redditizio, non
scaricando Interamente sul costo del lavoro, e quindi sulle retribuzioni
dei lavoratori, il peso dell'accumulazione capitalistica e l'estrazione
dei profitti.
Tutto questo veniva fatto per finanziare le ambizioni del nazionalismo
ucraino, di un paese multietnico, affatto democratico, che, dopo essere
stati segnato da un colpo di stato e aver scatenato la guerra civile
reprimendo con l'esercito i separatisti del Donbass che chiedevano
l'autonomia, vedeva nella guerra il prezzo da pagare per creare e
rafforzare l'identità nazionale e concepiva un progetto di superiorità
etnica, culturale, linguistica e religiosa, assolutamente autoritario,
xenofobo, nemico dei valori di libertà individuale e collettiva,
corrotto nelle sue istituzioni come, ahinoi, hanno dimostrato i fatti.
L'invasione russa del 22 febbrai non era che una tappa di questo lungo
processo di degenerazione dello Stato ucraino e si inseriva nella guerra
civile preesistente, successiva al colpo di stato del 2014.
Il danno alle economie degli Stati che fanno parte dell'U. E.
Per raggiungere i suoi scopi il nazionalismo ucraino si faceva servo e
insieme alleato della Gran Bretagna, che da sempre nella storia, ha
cercato di dividere i popoli europei, di frantumarne l'unità, per poter
meglio esercitare su di essi la propria egemonia politica ed economica e
che aspirava a disporre di uno strumento attraverso il quale frantumare
l'unità dello Stato russo, balcanizzandolo e dividendolo in piccoli
Stati, in modo da poter con questi stipulare accordi finalizzati allo
sfruttamento, all'utilizzazione e all'impossessamento delle loro risorse
naturali, notoriamente ricchissime.
L'obiettivo britannico diveniva ben presto anche quello del capitalismo
anglosassone, gravitante intorno alla Borsa di Londra e degli Stati
Uniti che si dichiaravano disposti ad aiutare l'Ucraina e ne
indirizzavano le attività belliche a recidere alla radice le fonti che
alimentavano l'economia della Germania e dell'Europa intera. Da qui
l'attentato e la distruzione del Nord Stream 2 e l'interruzione delle
forniture di gas e petrolio russo a basso prezzo, la crisi crescente e
strutturale dell'economia dei paesi europei, costretti peraltro dal
potere del declinante impero statunitense ad acquistare energia degli
Stati Uniti ad un prezzo ben maggiore e soprattutto a canalizzare il
proprio risparmio verso investimenti negli Stati Uniti, affinché il
centro dell'impero potesse reindustrializzarsi a spese dei vassalli.
Assicurando il loro sostegno all'Ucraina malgrado ciò fosse contrario ai
loro interessi e dando credito alla narrazione che vuole l'Ucraina
ergersi a baluardo della democrazia liberale e a paese aggredito i paesi
dell'occidente europeo hanno creato le condizioni perché gli Stati Uniti
potessero sganciarsi da ogni appoggio e sostegno all'Ucraina, non dopo
essersi fatti pagare mediante la sottoscrizione forzosa di contratti di
sfruttamento delle loro risorse, addossando i costi della continuazione
del conflitto ai paesi dell'Unione europea, obbligati ad acquistare le
armi americane per fornirle all'Ucraina.
Tutto questo mentre, nel frattempo, l'Ucraina si dissanguava nella
guerra e perdeva la metà della popolazione, indotta a lasciare il paese
dall'esito dagli eventi bellici e dalle ragioni poste alla base del
conflitto; la sistematica distruzione delle infrastrutture ucraine, il
sacrificio della sua popolazione, venivano imposte da una oligarchia
nazionale e nazionalista disposta a tutto per potersi arricchire
attraverso la corruzione, lucrando sui profitti di guerra, ricorrendo
all'ostracismo della lingua russa, bruciando i libri scomodi al potere o
scritti in russo, imponendo la Chiesa di Stato, fomentando la scissione
all'interno dell'ecumene ortodossa, reclutando forzatamente la
popolazione per spedirla in trincea.
L'inquinamento delle istituzioni politiche
L'Occidente accorso a sostegno del nazionalismo ucraino lo ha fatto al
prezzo di negare i suoi principi fondanti e tra questi lo stato di
diritto, le libertà individuali, la libertà religiosa, la laicità delle
istituzioni e la separazione tra Stato e Chiesa. Una classe politica
notoriamente corrotta, come hanno dimostrato gli scandali relativi alle
tangenti percepite sulle forniture belliche, ha assunto il controllo del
paese, prostituendosi al Patriarcato Ecumenico, e pagando il pizzo, pur
di ottenere l'autocefalia per gli ortodossi scismatici, bramosi di
mettere le mani sulle ricchezze della Chiesa Ortodossa canonica,
scacciando i fedeli dei loro templi e costringendoli ad aderire alla
nuova Chiesa.
Accentuando caratteri e comportamenti fortemente diffusi anche prima
della guerra nel paese. In Ucraina oggi si può non andare al fronte,
basta pagare; si può lasciare il paese, basta pagare anche se la legge
marziale non lo consente; si può avere tutto ciò che non si trova sul
mercato, basta pagare e soprattutto si fa mercato di tutto ciò che è
connesso alle forniture belliche. In Ucraina si è venduta la terra di
proprietà pubblica agli oligarchi nazionali e alle multinazionali che
investono nel settore e che mirano al possesso del territorio e al
controllo dell'economia. Si è fatta a pezzi la produzione agricola
nazionale, concentrando in poche mani la proprietà della terra, e delle
risorse minerarie, approfittato dello sfollamento e dell'esodo dovuta
alla guerra per portare a termine gigantesche operazioni immobiliari,
finalizzate a impossessarsi delle aree e degli edifici rimasti vuoti. Si
è approfittato della repressione della Chiesa Ortodossa Ucraina canonica
per impossessarsi dei suoi beni e dei suoi tesori d'arte. In sintesi si
è costruita un'economia di guerra che ha arricchito molti e impoverito
la gran parte della popolazione del paese.
In particolare, la creazione della Chiesa Ortodossa autocefala
finalizzata a sostenere il nazionalismo ucraino, ha comportato la
violazione dei diritti di proprietà, del diritto alla libertà di culto,
dell'uguaglianza fra le diverse confessioni religiose, della laicità
dello Stato, sanciti dalla legge e avvallate dalla magistratura
asservita al potere. Ha permesso, complice lo stato di guerra, il
saccheggio del patrimonio culturale religioso del paese e l'esodo di
innumerevoli opere d'arte del territorio ucraino, con l'apparente
motivazione di proteggerle dalla distruzione, ma senza garanzie che esse
rientreranno nel paese e non costituiranno parte del prezzo pagato per i
finanziamenti ricevuti. Ciò che non è stato venduto, il patrimonio di
libri, di reperti culturali e archeologici è stato bruciato, distrutto e
messo al bando, perché ritenuto frutto del colonialismo culturale russo
sul paese, in tal modo distruggendo millenni di storia dell'Ucraina e
delle sue radici.
Il danneggiamento irreparabile della coesione sociale
Il soffocamento della multietnicità dell'Ucraina in nome di un
nazionalismo totalizzante ,caratterizzato sotto il profilo etnico,
cultural-religioso e linguistico, produce l'emarginazione e l'estraneità
della componente polacca, ungherese e rumena della popolazione, oltre
che di quella russa, creando le condizioni per il ridimensionamento
territoriale del paese, stimolato e prodotto dagli esiti della guerra
che volge a favore dei russi, rendendo attuabile la riduzione
dell'Ucraina, a uno Stato ridimensionato, sempre più privo di accesso al
mare, per cui gli esiti del conflitto non fanno che sanzionare una
situazione di fatto che corrisponde al sentire della residua popolazione
stanziata sul territorio, posto che la continuazione del conflitto e i
suoi esiti inevitabili porteranno la Russia ad acquisire non solo il
territorio attualmente rivendicato, ma probabilmente quelli di
Dnipropetrovsk e di Charkiv, nonché di un'area cuscinetto nella regione
di Sumy che protegga il confine con la Russia. Questo, mentre lo stato
maggiore russo non esclude una presa di Odessa nel caso di collasso
dell'esercito ucraino. Dovrebbe essere ormai chiaro che la Russia è
disposta ad impegnare tutte le sue forze per la vittoria nella guerra
sul campo e che, in caso di difficoltà insormontabili sul terreno, pur
di non perdere la guerra, farebbe certamente ricorso alle atomiche
tattiche, vincendo le resistenze del moderato Putin, nella convinzione
dell'impari rapporto di forze a suo vantaggio con l'Unione europea, la
NATO e gli Stati Uniti, non certo disponibili a morire per l'Ucraina ed
affrontare l'olocausto atomico pur di difenderne l'integrità.
Occorre prendere atto che la guerra d'Ucraina ha introdotto nell'Unione
europea un veleno che la corroderà dall'interno, determinando una svolta
a destra dell'asse politico, causando la decadenza economica e
culturale, abbassando il livello di benessere delle popolazioni, le
tutele sociali, le libertà civili, imponendo la verticalizzazione e la
regressione della sua forma di governo verso l'autoritarismo illiberale,
favorendo la trasformazione della gestione degli Stati in democrature:
esattamente il regime politico e la trasformazione auspicata da Punti.
La perversione dei valori delle libertà individuale e religiosa
Per raggiungere questo scopo è stato essenziale per l'Ucraina superare,
negandolo, il separatismo tra Stato e Chiese (scelta subito condivisa
dai paesi baltici), adottare, in nome dell'interesse nazionale, una
religione di stato che legittimi il potere e consenta di gestire le
libertà e le coscienze; essenziale porre sotto controllo la
partecipazione politica e le libertà civili, in altre parole strutturare
i rapporti sociali in modo speculare a quelle del nemico, con il
dichiarato intento di combatterlo, non accorgendosi di assumerne i
caratteri.
In questa visione la società ucraina, perennemente militarizzata e
forgiata dalla guerra, dotata di un esercito agguerrito ed esperto
grazie al conflitto, entrerebbe nell'Unione Europea per formare il corpo
dei pretoriani chiamati a difendere gli Stati che la compongono, con
funzioni di difesa esterna e interna (Ice Border Patrol statunitense,
docet) trasformati in democrature, generate e prodotte dal conflitto.
I danni irreparabili alla cultura, alle arti e alle scienze
Inutile dire che un tale disegno, una volta realizzato, arrecherebbe
danni irreparabili alla cultura, alle arti e alle scienze, mettendo in
atto una regressione dell'intera area continentale verso una cultura
preilluministica, nemica di ogni separazione dei poter, di forma di
partecipazione alla gestione del potere delle classi subalterne,
caratterizzata da rapporti economici neo feudali, da una cultura
illiberale e controllata da una scienza asservita al potere dove il
libero insegnamento e il diritto all'istruzione sono negati. Una società
militarizzata, nella quale vige una impostazione autoritaria dei
rapporti sociali, la gestione dell'economia è totalmente nelle mani del
grande padronato, ma nella quale la
conservazione dell'etnicità delle popolazioni è salvaguardata,
l'immigrazione efficacemente contrastata, i rapporti di genere sono
ripristinati su un asse patriarcale, nel rispetto della tradizione e
della centralità del maschio.
Il declino complessivo del continente negli equilibri politici tra le
grandi aree del pianeta che si vanno ridefinendo
Grazie a quest'insieme di scelte gli equilibri politici tra le grandi
aree del pianeta che si vanno ridefinendo sarebbero condizionati,
attribuendo all'Europa e alle sue popolazioni il ruolo di provincia
dell'impero statunitense, un ruolo strutturalmente subalterno che mette
a disposizione il mercato dei consumatori europei per garantire la
prosperità dell'impero e la persistenza della crescita
dell'accumulazione capitalistica e del dominio statunitense sull'area
occidentale del pianeta.
Questa scelta oltre a segnare il declino dell'Europa e della sua
cultura, del suo ruolo nella storia dell'umanità, squilibra il
bilanciamento di forze tra le diverse aree geopolitiche e contribuisce
ad alterare i rapporti di forza in mondo multipolare, potenziando uno
degli attori in campo che può vivere e alimentarsi dello sfruttamento e
della schiavizzazione di uno dei potenziali attori in campo.
La guerra in Ucraina: una guerra che è impossibile vincere
Chi persegue questi obiettivi ha fatto i costi senza l'oste ovvero non
ha considerato che la guerra in Ucraina non può essere vinta, anche se
si giungesse all'estinzione più o meno integrale del popolo ucraino.
Questi quattro anni di guerra hanno dimostrato che a nulla è servito
reclutare volontari, soldati di mestiere degli eserciti occidentali,
formalmente dimessisi dai rispettivi eserciti, per andare a combattere
come contractors, insieme a mercenari reclutati in tutto il mondo,
rifornire il paese di ogni tipo di arma, mettere a disposizione
istruttori militari e attività di supporto, lasciare che le bande
criminali o le formazioni di guerriglia utilizzassero il campo di
battaglia della guerra in Ucraina per lezioni di guerra, consentire ed
aiutare l'Ucraina a mettere a segno azioni di guerra eterodosse come
l'attacco ai bombardieri facenti parte della triade strategica russa.
Con lentezza e determinazione, ma con costanza la Russia ha aumentato la
propria produzione bellica migliorato il proprio armamento, ha
sviluppato nuovi sistemi di guerra, stimolata e imitata dall'Ucraina, ha
messo le proprie strutture industriali ed economiche al servizio dello
sforzo bellico, pur mantenendo una crescita costante del PIL non solo
stimolato dall'economia di guerra, compiendo un salto di qualità con
l'ingresso tra le armi operative di missili come l'Oreshnik.
Il rifiuto del modello oligarchico russo e di ogni forma di democratura
oligarchica
Avere consapevolezza di questi dati di fatto non significa parteggiare
per la Russia o per Putin o sostenere le sue ragioni, ma soltanto avere
consapevolezza di quali sono gli interessi del proletariato italiano
come di quello dell'Europa intera, sulle cui spalle e sulle cui tasche
grava il costo dello sforzo bellico. Siamo contrari a tutte le guerre e
soprattutto a quelle contraria ai nostri interessi e a quelli dei
lavoratori che sono poi coloro che ne subiscono i danni maggiori. E
questo perché la guerra priva gli Stati delle risorse necessarie al
benessere dei propri cittadini.
Da comunisti anarchici avversiamo uno Stato come quello Russo che ha
adottato una economia capitalistica sia pure pianificata, sulla base dei
piani quinquennali di tradizione sovietica, aborriamo lo schema di
relazioni lo Stato e le Chiese, siano esse quelle ortodossa, prevalenti
e legittimante lo Stato russo o quelle di altri culti, non condividiamo
e consideriamo liberticida l'essenziale simbiosi e la divisione di
competenze tra ciò che è temporale e ciò che è spirituale, tipico del
sistema politico attualmente vigente in Russia. Siamo contrari ad una
società dominata da oligarchi che perseguono il profitto e lo
sfruttamento dell'uomo sull'uomo, avendo solo una denominazione diversa
da quella dei capitalisti più rapaci. Siamo contrari alle politiche di
potenza e soprattutto alle guerre che mandano al macello uomini e donne,
bambini e vecchi, che distruggono e annientano l'umanità, provocando
lutti e rovine siamo contrari alle politiche discriminatrici di genere
praticate in Russia. Siamo soprattutto contrari al nazionalismo, da
qualunque parte venga e a chiunque appartenga, siano essi ucraini o
russi. Ciò non ci impedisce di analizzare i fatti e di cercare di capire.
Gianni Cimbalo
https://www.ucadi.org/2026/03/01/ucraina-la-soluzione-e-sul-campo-di-battaglia/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #7-26 - Sempre a fianco di chi diserta. A quattro anni dalla guerra in Ucraina - le manifestazioni (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) France, UCL AL #369 - Cultura - Leggi: Sieffert, "La causa sbagliata: intellettuali e propaganda israeliana in Francia" (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center