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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #10-26 - Un giusto riconoscimento. L'intervento del Comitato all'inaugurazione (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 29 Apr 2026 07:36:29 +0300
Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della
proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove
abitava con la sua famiglia e al quartiere San Siro che ci ha sempre
sostenuto. Ho avuto modo di conoscere Pino per la comunanza degli stessi
ideali e delle medesime battaglie. Pino era un anarchico molto impegnato
nella diffusione delle proprie idee, era stato un giovanissimo
partigiano, era un ferroviere e un anarcosindacalista impegnato nelle
lotte rivendicative sindacali. Era contro tutte le guerre, convinto,
come lo siamo, che solo una patria intesa come il mondo intero può
eliminare il cancro delle guerre, contrariamente a quanto sta
tragicamente avvenendo oggi, che stanno proliferando perché strettamente
collegate ai prevalenti interessi di potere e di profitto.
Già nel 25 aprile del 1969 ci furono le prove generali di quanto sarebbe
accaduto in seguito. Vennero fatte scoppiare, per mano dei fascisti,
ordigni esplosivi alla Fiera di Milano e alla Stazione centrale, secondo
un copione già collaudato, dandone la responsabilità agli anarchici,
diversi dei quali furono arrestati con lunghe detenzioni. L'operazione
era condotta dal Commissario Calabresi dell'ufficio politico della
Questura. Pinelli si attivò da subito in solidarietà e a sostegno degli
arrestati e, grazie anche alle mobilitazioni, in seguito cadde la
montatura e furono assolti.
Il 12 dicembre del 1969 la Strage di piazza Fontana fu da subito, come
da copione, attribuita agli anarchici. Tantissimi furono fermati, alcuni
arrestati con accuse di complicità, Valpreda indicato come il mostro;
Pinelli trattenuto in questura oltre il regolamento di legge, viene
precipitato dalla finestra. L'anarchico Pasquale Valitutti trattenuto in
Questura e posizionato davanti alla stanza dove veniva interrogato
Pinelli, era un importante testimone che non fu mai ascoltato.
Sappiamo tutti quale era l'obiettivo principale di quella Strage.
Fermare le lotte rivendicative del movimento dei lavoratori e
lavoratrici che, affiancato dal movimento degli studenti, stava mettendo
in crisi i meccanismi stessi del potere economico e politico. La
mobilitazione e la contro informazione messa in atto dal movimento
smascherò da subito la montatura, definendola una Strage di Stato,
indicando gli autori materiali della strage nelle organizzazioni
fasciste e nelle complicità dei Servizi segreti, fino ad arrivare alle
responsabilità all'interno del Ministero degli Interni. Come poi è
venuto alla luce.
Giuseppe Pinelli era la vittima sacrificale designata. Non potendolo
accusare in vita, malgrado tutti gli sforzi messi in atto fino
all'ultimo momento, lo si poteva accusare da morto. Nella conferenza
stampa che è seguita alla sua morte, il Prefetto Guida, con a fianco il
Questore Allegra e il Commissario Calabresi, dichiarava che Pinelli si
era suicidato perché il suo alibi non sarebbe stato confermato. Una
menzogna di cui non pagò mai, né lui né gli altri coinvolti, le
conseguenze. Anzi successivamente venne promosso per questi suoi servizi.
La cosa sconcertante tenuta nascosta, emersa solo dopo che tutti i
processi inerenti si erano conclusi, è che erano presenti in Questura
Silvano Russomanno, a capo degli uomini dell'Ufficio Affari Riservati,
organismo del Ministero degli Interni, venuti apposta da Roma per
dirigere le indagini e l'interrogatorio di Pinelli. Burattini e
burattinai mescolati assieme. È anche per questo che non riteniamo
valide le conclusioni del Giudice D'Ambrosio con la sentenza sulla morte
di Pinelli attribuita ad un inverosimile "malore attivo" pur di non
attribuirla ai rappresentanti delle istituzioni che lo interrogavano.
Gravi sono le responsabilità istituzionali, dopo la caduta del fascismo,
per aver amnistiato e poi reintrodotto, in ruoli di comando all'interno
delle istituzioni stesse, personaggi che in quel regime avevano avuto
pesanti responsabilità. È il caso stesso del Prefetto Guida, già
direttore responsabile del carcere/confino di Ventotene, e come
Russomanno, responsabile nell'Ufficio Affari Riservati, già partecipe
nella Repubblica di Salò con posizioni nazifasciste. E tanti altri,
rimasti coperti, che hanno permesso il depistaggio sulle stragi fasciste
continuate negli anni successivi, come quella di Brescia, dell'Italicus,
di Bologna, per elencare quelle più note.
Gravi anche le responsabilità istituzionali nei programmi scolastici che
non hanno mai dato spazio correttamente alla storia del ventennio
fascista, né a quella della lotta di liberazione, né delle stragi
fasciste che hanno insanguinato l'Italia in questi anni.
Tutte queste mancanze sono state tra le cause che hanno spianato la
strada all'attuale governo di destra che, come sappiamo, trae le sue
origini dal partito post-fascista del MSI, che si sta caratterizzando
per le sue leggi repressive e per la sua politica bellicista, a scapito
dei problemi sociali e nel tentativo di riscrivere la storia.
La figura di Giuseppe Pinelli è diventato il simbolo, anche fuori
dell'Italia, dell'ingiustizia sociale di cui è stato vittima e
continueremo a ricordarlo e a mobilitarci finché non sarà fatta piena
giustizia. Ricordiamo anche la sua compagna Licia, che ci ha lasciato
recentemente, che per tutta la sua vita si è battuta per la verità.
Sarebbe opportuno che il libro intervista "Una storia quasi soltanto
mia", curato da Piero Scaramucci, venisse stampata e diffuso
gratuitamente nelle scuole milanesi, come contributo alla verità di cui
si è fatta carico.
Comitato "una Via per Giuseppe Pinelli"
https://umanitanova.org/un-giusto-riconoscimento-lintervento-del-comitato-allinaugurazione/
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Per, gli, sugli anarchici
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(en) France, UCL AL #369 - International - United States: Authoritarianism Fractures: An American Analysis (ca, de, fr, it, pt, tr)[machine translation]
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(it) UK, AnarCom: La pace capitalista è la fonte della guerra imperialista! (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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