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(it) Greece, APO, Land & freedom: Sull'attacco omicida parastatale dell'ARAS al Politecnico (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 22 Dec 2025 07:40:23 +0200


Il 15 novembre, primo giorno dei tre giorni di commemorazione per il 52° anniversario della rivolta del Politecnico del 1973, di prima mattina, circa 200 membri dell'ARAS con elmetto, con un'organizzazione di stampo militare, si sono schierati nel cortile del Politecnico e hanno lanciato un attacco cieco, furioso, sanguinoso e omicida contro gli anarchici. ---- Dopo aver inizialmente aperto teste e rotto braccia all'esterno, i teppisti hanno continuato a penetrare nell'edificio Tositsa, rompendo e colpendo tutto ciò che trovavano sul loro cammino, dove hanno intrappolato decine di persone, lavoratori, studenti e anarchici. Tra loro c'erano membri dell'Iniziativa Studentesca Anarchica di Atene e dell'APO, che in quel momento stavano preparando l'area al piano terra dell'edificio per il deposito di materiale politico e in vista dell'evento programmato per il pomeriggio.

Elementi indicativi della brutalità del pogrom scatenato dalla banda ARAS furono sia la loro imposizione, attraverso il terrorismo, sull'intera area del Politecnico, sia l'esercizio illimitato di una violenza sconsiderata che poteva persino causare la morte. Lo dimostrano il confinamento di un gran numero di persone in uno spazio chiuso, il loro inseguimento lungo scale e corridoi, i colpi incontrollabili e ripetuti alla testa, alle braccia e ad altri organi vitali, la svestizione di un compagno, le minacce e il rischio concreto di caduta dalle finestre dell'edificio. Il risultato fu di circa 20 feriti con fratture alla testa, alle mani e alle dita, l'apertura di un fascicolo di polizia con accuse di presunta rissa e la presentazione di incriminazioni contro i feriti trasportati a Evangelismos, nonché l'inevitabile e assoluta provocazione dei tre giorni di commemorazione nel loro complesso.

La pianificazione, l'organizzazione e l'attuazione di questo attacco da parte dei criminali dell'ARAS non solo presentavano le caratteristiche tipiche di un'azione parastatale, ma anche la sua natura mirata. Questa operazione di repressione di stampo militare non può che essere articolata con l'attacco generale della repressione statale sia nelle aree universitarie, dove si manifesta in azioni disciplinari, espulsioni, persecuzioni, telecamere di sorveglianza e nel prendere di mira e tentare di espellere progetti radicali, militanti e anarchici dall'area di asilo, sia più in generale nelle lotte sociali e di classe e nel continuo attacco ideologico e repressivo contro gli anarchici.

L'ARAS è senza dubbio un corpo estraneo alle lotte studentesche e sociali e di classe in generale, e deve essere trattata come tale. Le organizzazioni che collaborano con essa devono isolarla, altrimenti ne copriranno l'azione assassina e la quinta falange.

Di fronte al fallito e duraturo tentativo dello Stato di seppellire i veri significati e contenuti della rivolta del Politecnico del 1973, agli attuali metodi repressivi delle autorità del rettorato, al continuo e in continua espansione terrorismo di Stato, le lotte collettive e auto-organizzate della società e dei giovani non vengono soppresse. Il movimento anarchico non si ritira, non si sottomette. La lotta contro ogni autorità continua e vincerà.

RUFIANI INDIETRO - COMPAGNI AVANTI

ABASSO LO STATO, ABBASSO IL POTERE

ORGANIZZAZIONE E LOTTA PER L'ANARCHIA

NESSUNA PERSECUZIONE PER GLI ARRESTATI / PREVISTI

Organizzazione Politica Anarchica - Federazione dei Collettivi

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