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(it) France, Monde Libertaire - Pagine di Storia N. 101 L'URSS / La Russia nella Narrativa (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 14 Dec 2025 08:18:31 +0200
Quando le scienze umane e sociali, o persino il giornalismo, non
riescono a catturare appieno la realtà, la letteratura diventa un modo
per avvicinarsi ad essa. ---- In un saggio sulla letteratura, l'arte e
la musica russe, lo scrittore russo, ora residente in Svizzera e da
tempo oppositore del regime di Putin, affronta una scommessa audace:
spiegare che gli artisti, intesi in senso lato, possiedono un'intuizione
del futuro. Il suo obiettivo è dare un significato generale ai testi che
pubblica da dieci anni, sottolineando che le arti in generale, e la
letteratura in particolare, consentono una critica dell'assolutismo.
Offre una galleria di ritratti che spaziano da Dostoevskij a Cechov,
includendo musicisti come Shostakovich, per dimostrare che alcuni
artisti sono sempre stati critici del potere, pur essendone al contempo
al servizio. Per l'autore, anche quando il regime russo o sovietico
tenta di soggiogare scrittori e artisti, questi ultimi finiscono sempre
per sovvertirlo e combatterlo. In una riflessione che lascia il lettore
perplesso e in qualche modo sconcertato, osserva che la Kolyma ha reso
possibile l'esistenza di Salamov... Allo stesso modo, il suo lungo
tentativo di definire la letteratura russa fallisce. È il suo carattere
universale che le conferisce umanità... Ci si chiede, quindi, se questo
romanziere altrimenti brillante e spesso incisivo non avrebbe fatto
meglio a continuare a fare ciò che sa fare meglio: romanzi e articoli
che denunciano la realtà dell'attuale regime.
Andrej Kurkov offre la continuazione, ma forse non la fine, di quella
che avrebbe dovuto essere una trilogia (dopo *L'orecchio di Kiev* e *Il
cuore di Kiev*): *I bagni di Kiev*. Samson Kolechko, ora ispettore di
polizia locale, indaga sulla misteriosa scomparsa di 28 soldati
dell'Armata Rossa dalla piscina comunale della città dopo una serata
particolarmente alcolica. La formula che ha decretato il successo dei
primi due volumi è presente: l'Ucraina devastata dalla guerra civile, un
conflitto tra Rossi, Bianchi e Verdi, e l'ombra fugace dei Machnovisti.
Kourkov non esita a utilizzare dettagli e aneddoti assurdi per dare vita
alla sua storia. Alla ricerca dei dispersi, l'ispettore si imbatte in
un'importante operazione di traffico: il caviale. Si immerge nella
malavita cittadina, rendendosi presto conto del potere assoluto della
Ceka, la polizia politica comunista, che applica l'Ordine Rosso con
pugno di ferro. A volte, la finzione riflette la realtà.
È il caso dell'ultimo romanzo di Antoine Sénanque. Attingendo a una
vasta letteratura per costruire la sua narrazione, l'autore inventa un
personaggio di fantasia, Sylla Bach, figlia adottiva di un conciatore,
rifugiato a Budapest, deportato per nove anni nella Kolyma. Lì, per
sopravvivere, andò a lavorare per i blatnoi, la malavita del campo a cui
l'NKVD affidava la gestione quotidiana, con grande terrore delle altre
vittime del sistema concentrazionario. L'eroina non suscita alcuna
simpatia; servì come strumento per gli assassini del campo, che fossero
teppisti o cekisti. Poi, durante il suo parziale smantellamento, a
esclusivo beneficio dei teppisti, l'eroina si ritrova a Budapest nel
1956, nel mezzo della rivolta. I resoconti dei campi rimangono incerti,
dando origine a un'indagine che rivela come il regime sovietico abbia
generato...
Questa eco di lunga data continua nella letteratura russa contemporanea.
Ad esempio, Maxim Osipov, costretto a fuggire dalla Russia dopo aver
preso posizione contro l'invasione dell'Ucraina, descrive il declino del
paese in questa raccolta di quattro potenti racconti, tra cui un
ospedale pediatrico abbandonato. L'ascesa di un neonazionalismo venato
di antisemitismo e la ricerca di una Russia eterna: la cosa spiacevole,
si potrebbe dire, è che questa speranza è condivisa da una parte della
popolazione rimasta, come suggeriscono le ultime notizie, mentre le voci
di protesta vengono messe a tacere o costrette all'esilio.
Riservando il meglio per ultimo, Sergej Lebedev, dopo *Gli uomini di
agosto* sui conservatori comunisti che tentarono di prendere il potere
nel 1991 e *Il principiante* sui servizi segreti sovietici, riesce in
*La Dama Bianca* a inquadrare il passato e il presente in meglio... al
servizio della descrizione del peggio. La storia inizia nel Donbass nel
2014, in una miniera di carbone. Cinque narratori si alternano nel
raccontare la storia della regione, incarnando cinque passati diversi e
descrivendo la sofferenza e la realtà del passato della regione, che è
stata e rimane una terra di sangue dove tiranni assetati di sangue si
scontrano alle spalle del popolo, dalla grande carestia in Ucraina al
grande terrore e allo sterminio degli ebrei. La Dama Bianca ci ricorda
che il passato raggiunge sempre gli assassini, anche se non può punirli.
La barca di marmo bianco
Mikhail Shishkin
Noir sur Blanc 2025 336 pp. EUR24
Le terme di Kiev
Andrei Kurkov
Liana Levi 2025 382 pp.
Addio Kolyma
Antoine Sénanque
Grasset 2025 400 pp. EUR23
Lussemburgo
Maxime Osipov
Verdier 2025 160 pp. EUR20
La Dama Bianca
Sergei Lebedev
Noir sur Blanc 2025
https://monde-libertaire.net/?articlen=8682
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