|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Umanita Nova #27-25 - Voglia di anarchismo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 14 Nov 2025 10:09:54 +0200
Il compleanno, l'ottantesimo compleanno, della Federazione Anarchica
Italiana non poteva cadere in un momento migliore di questo. ---- In
questi giorni un nuovo protagonismo delle masse occupa il centro della
scena politica in Italia. Chi era abituato a considerare l'astensionismo
il prodotto dell'indifferenza e del qualunquismo sarà senz'altro rimasto
stupito dalla risposta che è stata data all'iniziativa della Global
Sumud Flotilla, prima con una raccolta di beni di prima necessità che ha
coinvolto centinaia di migliaia di persone, poi con le mobilitazioni,
gli scioperi, i blocchi, i cortei che hanno attraversato la Penisola in
lungo e in largo. Una mobilitazione che non si è mossa su temi
tradizionali, sindacali, parziali, ma sul tema della solidarietà verso
altre persone, perfettamente sconosciute, che a più di duemila
chilometri di distanza vengono colpite, affamate, massacrate con la
complicità del governo italiano.
Una prima considerazione riguarda il livello di coscienza delle masse,
che evidentemente è ben più alto di quanto si immaginasse il ceto
politico, anche quello antagonista, e svela la profonda sfiducia verso
chi ha tradito il sentimento delle masse su temi fondamentali come la
povertà, le devastazioni ambientali, la guerra e verso chi ha agitato
questi temi solo per qualche tessera in più o per qualche voto in più.
Per questo le attiviste e gli attivisti della Flotilla sono diventati un
punto di riferimento, perché si sono impegnati in modo generoso,
interpretando il sentimento popolare.
Un'ulteriore considerazione merita il metodo di lotta, la riscoperta dei
blocchi: è stato impedito l'attracco di navi che trasportavano armi,
navi di compagnie israeliane, navi che provenivano o erano destinate ad
Israele. Sono stati bloccati i porti, le stazioni ferroviarie, gli
aeroporti, le autostrade. Il recente decreto sicurezza ha trasformato
queste forme di lotta in azioni insurrezionali e, nonostante il decreto
sicurezza, nonostante i proclami sulla legalità, il governo e le forze
della repressione si sono rivelati impotenti di fronte al movimento di
massa e in molte occasioni polizia e carabinieri si sono limitati a
cercare di mettere ordine nel caos del traffico. In quelle occasioni in
cui hanno cercato di mettersi di traverso hanno trovato pane per i loro
denti. Dopo dieci giorni di mobilitazioni che hanno sconvolto l'Italia
il Presidente della Repubblica che aveva invitato la Flotilla a cambiare
rotta, ora tace; la presidente del consiglio parla di oscuri interessi
riferendosi a chi chiede un atteggiamento più fermo nei confronti di
Israele. Ma il movimento non è Giorgia Meloni, non è il governo che si
fa dettare la politica estera dagli interessi dell'ENI, che ha ottenuto
da Israele la concessione dell'esplorazione dei giacimenti di gas al
largo di Gaza, e teme, nel caso lontanissimo che quei territori
ritornino ad un ipotetico stato palestinese, di essere escluso dall'affare.
Un'ultima considerazione riguarda il fatto che i blocchi hanno messo in
discussione, oltre al dominio del governo, il dominio della proprietà
privata. Gli organismi di base che hanno fermato e costretto ad
andarsene le navi hanno posto il problema del potere sul posto di
lavoro, della possibilità, da parte di chi eroga la capacità lavorativa,
di decidere che cosa e come produrre, gettando i semi di una nuova
organizzazione sociale. Spetta ai sindacati far germogliare questi semi,
accompagnando alla lotta per i diritti della classe lavoratrice lo
sviluppo della coscienza di classe portatrice della nuova società.
Ci sono già tanti temi, agitati dalla Federazione Anarchica Italiana
nella sua lunga storia, che si ritrovano in questo movimento: la
capacità politica delle masse, la solidarietà, la coerenza tra mezzi e
fine, l'azione diretta, l'autorganizzazione. Ma se l'anarchismo fosse
solo questo, sarebbe poco di più di un sindacalismo o movimentismo
libertario.
Quello che distingue l'anarchismo dagli altri movimenti politici non è
semplicemente che non vuole andare al governo, ma la convinzione che
l'abolizione del governo, o comunque la lotta intransigente contro
l'istituzione e l'idea stessa di governo, è la premessa di ogni serio
progresso sociale.
Il corteo del 4 ottobre ha posto il problema del governo; spetta
ovviamente a noi far sì che la consapevolezza del ruolo centrale del
governo, che comincia ad affacciarsi, non si traduca solo nella
richiesta delle dimissioni del governo attuale, ma diventi convinzione
dell'inutilità e della dannosità di ogni governo. Come dice il Programma
della Federazione Anarchica Italiana "Noi dobbiamo sempre essere col
popolo, e quando non riusciamo a fargli pretender molto, cercare che
almeno cominci a pretender qualche cosa: e dobbiamo sforzarci perché
apprenda, poco o molto che voglia, a volerlo conquistare da sé, e tenga
in odio ed in disprezzo chiunque sta o vuole andare al governo".
In questo senso il movimento attuale ha bisogno dell'anarchismo, della
sua critica dell'ideologia che giustifica l'esistenza dell'apparato
politico di classe, del governo appunto; abbiamo bisogno di militanti
che sappiano indicare al movimento quegli atti concreti che, nei momenti
alti di lotta, possano portare all'abolizione del governo.
Un passaggio importante è la consapevolezza che l'anarchismo non è solo
uno stile di vita, ma la teoria rivoluzionaria delle classi sfruttate.
Il movimento di queste settimane apre prospettive inaspettate per lo
sviluppo dell'anarchismo classista e organizzatore, a condizione che le
realtà anarchiche, individui o gruppi, siano coscienti della loro
responsabilità di fronte al movimento di lotta, alla collettività, e
sappiano sviluppare un'azione organizzatrice in contrasto con le
tendenze accentratrici, autoritarie ed elettoraliste: in questa azione
in particolare risiede l'avvenire del movimento, perché come è nato non
tarderà a spengersi se le chiesuole politiche o sindacali avranno il
sopravvento.
Questa azione sarà tanto più efficace quanto più sapremo liberarci dei
paraocchi dogmatici con cui tanti hanno guardato alle mobilitazioni
crescenti di questi due anni. Come diceva Malatesta, la Rivoluzione
francese cominciò con gli appelli al re, e dopo tre anni il re veniva
ghigliottinato.
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/voglia-di-anarchismo/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(en) France, UCL AL #364 - Antifascism - Obituary: He only counted for one, but he counted for many (ca, de, fr, it, pt, tr)[machine translation]
- Next by Date:
(it) France, Monde Libertaire - Come un ateneo libertario tra le pagine (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center