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(it) Canada, Collectif Emma Goldman - Antifa, più che mai! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 29 Oct 2025 08:31:02 +0200


La scena politica contemporanea è caratterizzata da una pesantezza opprimente. A livello internazionale, la situazione è allarmante: assistiamo a una deriva quotidiana verso l'autoritarismo e il fascismo, in particolare a sud del confine. ---- In Quebec, questa ansia si manifesta in un'escalation di politiche identitarie alimentate da partiti come il PQ e il CAQ. La loro strategia è quella di attribuire tutti i mali della società - la crisi abitativa, la crisi dell'istruzione, la crisi sanitaria - agli "altri", ovvero agli immigrati o ai nuovi arrivati.

Questa tattica serve a mascherare la loro incompetenza e gli effetti deleteri delle loro stesse politiche, che storicamente e attualmente consistono in:

- Elargizioni alle grandi imprese;
- Tagli alle tasse per i ricchi;

- Indebolimento drastico dei servizi pubblici, una tendenza che fa parte di una continuità di governo che risale a ben oltre i sette anni di Legault (Couillard, Charest, Landry, Bouchard, ecc.).

Le fondamenta della lotta antifascista
Secondo La Horde, "l'antifascismo è diventato una lotta da difendere" (p. 8). Questa necessità fu accentuata quando il "clown arancione" dichiarò gli antifascisti (antifas) un'organizzazione terroristica interna.

Nonostante le accuse dell'estrema destra del Quebec - una delle cui figure influenti affermò alla radio del Quebec che gli antifas non erano altro che un'invenzione stalinista - la storia ci insegna il contrario. La Horde ci ricorda che l'antifascismo esisteva anche prima della nascita del partito fascista di Benito Mussolini. Prima di portare questo nome, gli attivisti si stavano già organizzando contro l'estrema destra, allora nota come "la reazione". (p. 9)

Le molteplici dimensioni del movimento
L'antifascismo è un movimento poliedrico e non può essere ridotto a un'unica categoria. È allo stesso tempo:

- Un "movimento di autodifesa"
- Una "corrente politica rivoluzionaria"
- Una "controcultura" (p. 11)

Le sue radici sono profondamente radicate nella storia delle organizzazioni di sinistra. Durante il periodo tra le due guerre, l'antifascismo si è strutturato e sviluppato principalmente "all'interno delle organizzazioni politiche del movimento operaio (comunista, socialista e anarchico)" (p. 14). Si tratta quindi di una tradizione politica e sociale consolidata, nata dalla lotta contro l'autoritarismo.

Razzismo difensivo
L'estrema destra moderna si fonda su cinque pilastri ideologici fondamentali: razzismo, sessismo (incluse omofobia e transfobia), nazionalismo, tradizionalismo e autoritarismo.

Si osserva un importante cambiamento tattico: il passaggio dal razzismo offensivo al razzismo difensivo. Quest'ultimo mira a negare i fondamenti sistemici del razzismo e a invertire la percezione dei ruoli.

Questo razzismo difensivo si articola attorno a diversi meccanismi. Si esprime attraverso l'ingiunzione di "porre fine al pentimento", il rifiuto di ogni colpa storica e la negazione del razzismo strutturale. In Canada, questo è illustrato dai commenti di Maxime Bernier (leader del PPC), che ha definito la Giornata Nazionale per la Verità e la Riconciliazione una "bufala" e ha denunciato "il falso senso di colpa dei bianchi e la truffa che ne deriva". A questo si aggiunge lo sfruttamento attivo del sentimento anti-musulmano (islamofobia) per fomentare paura e divisione. Infine, il movimento propaga teorie fallaci, come quella della "Grande Sostituzione", che sostiene che le cosiddette popolazioni "storiche" siano vittime di una minaccia demografica, trasformando così le minoranze e le popolazioni immigrate in presunti aggressori. Questa tattica mira chiaramente a invertire i rapporti di potere.

La maschera della vacuità ideologica
L'attuale estrema destra si distingue per la mancanza di un programma completo. La Horde sottolinea che questi movimenti "[...]non sono affiliati a nessuna corrente specifica" (p. 9). Per mascherare questa vacuità ideologica, ricorrono al camuffamento semantico, nascondendo i loro obiettivi dietro etichette volutamente vaghe e normalizzanti come "identitario", "conservatore" o semplicemente "di destra". Questo permette loro di attrarre un pubblico più ampio evitando di impegnarsi in posizioni politiche chiare o radicali.

Antifascismo: risposta alla violenza
La questione della violenza è centrale nel dibattito sull'antifascismo.
Da un lato, Mathieu Bock-Côté critica l'antifascismo come una violenta milizia di estrema sinistra che usa l'etichetta per screditare i suoi oppositori e giustificare la propria violenza.

Dall'altro, organizzazioni antifasciste come Horde sostengono che, sebbene la violenza dell'antifascismo venga spesso "sottolineata", lo si fa dimenticando che essa è "prima di tutto una risposta alla violenza che caratterizza i movimenti di estrema destra" (p. 14).

L'antifascismo si pone quindi fondamentalmente come una reazione alla violenza intrinseca e storica dei movimenti che combatte.

In breve, l'urgenza dell'antifascismo è più pressante che mai, alimentata da una convergenza di minacce che vanno dall'autoritarismo internazionale all'escalation dell'identità del Quebec. Di fronte allo sfruttamento politico delle crisi interne e all'uso del razzismo difensivo da parte della destra nazionalista e dell'estrema destra, la necessità di agire è chiara.

Essere antifascisti significa, soprattutto, essere contro il razzismo e l'autoritarismo. È una lotta politica e sociale essenziale per difendere i principi di uguaglianza ed emancipazione di fronte a qualsiasi tentativo di divisione o di inversione dei rapporti di potere.

È una lotta che ricorda la famosa massima latina di Terenzio, "Homo sum, humani nihil a me alienum puto" (Sono umano, e nulla di umano mi è estraneo), che è stata modernizzata per diventare: "Nessun umano è estraneo su questa terra". Questo ideale pone l'emancipazione di tutti gli esseri umani al centro della lotta antifascista.

Fonte: La Horde, Dix questions sur l'antifascisme, libertalia, 2023, 202 p.
Pubblicato 2 giorni fa da Collectif Emma Goldman

http://ucl-saguenay.blogspot.com/2025/10/antifa-plus-que-jamais.html
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