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(it) Italy, Umanita Nova #24-25 - Caso Kirk. I padroni dell'odio (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 25 Oct 2025 08:21:47 +0300
Appena un giorno dopo l'assassinio di Charlie Kirk, negli Stati Uniti è
stato pubblicato uno studio sulla violenza politica molto interessante.
Il responsabile della pubblicazione - dato anch'esso molto interessante
- è il Cato Institute, un pensatoio libertarian fondato nel 1977 da Ed
Crane, Murray Rothbard e Charles Koch, tutti personaggi di prima linea
del movimento anarcocapitalista, che come è noto si basa
sull'esaltazione del libero mercato, del capitalismo senza lacci e
lacciuoli, della riduzione dello Stato a mero strumento repressivo
antiproletario, insieme al riconoscimento delle libertà individuali
(soprattutto se a carattere imprenditoriale). Tradizionalmente legato
allo storico Partito repubblicano, questo Cato Institute non è
evidentemente sospettabile di simpatie sinistrorse.
Ebbene, ecco cosa ci dicono questi dati. Innanzitutto essi si
riferiscono agli atti di violenza politica compiuti negli USA negli
ultimi 50 anni e ci raccontano di un numero di omicidi (non considerando
le vittime degli attentati dell'undici settembre 2001) pari a 620.
Di questi 620, 391 sono da attribuire alla destra estrema, 143 ai
militanti islamisti e 63 all'estremismo di sinistra. Basterebbe questo
tragico rendiconto contabile a farci capire cosa si nasconde dietro le
fantasmagoriche balle di Trump e dei suoi seguaci ed epigoni, negli USA
e all'estero (in primis in Italia). Quando due terzi delle vittime sono
opera di suprematisti, razzisti, fascio islamisti, fanatici religiosi,
tutta la retorica contro la violenza della sinistra dimostra la sua
inconsistenza e la sua strumentalità. Amplificare a dismisura l'omicidio
di Kirk e utilizzarlo per gridare al pericolo incombente dell'eversione
di sinistra, significa per Trump e compagnia preparare il terreno a
misure eccezionali, ben più pesanti di quelle relative alla
criminalizzazione dell'immigrazione, in atto con la militarizzazione di
Stati dell'Unione e delle città governate dai democratici.
È tipico dei regimi autoritari (o in via di trasformazione autoritaria)
creare il nemico, sia esterno che interno, per giustificare l'incremento
delle misure di polizia. L'occupazione del potere (negli USA con il
partito MAGA, in Italia con FdI e soci) deve diventare permanente (stile
DC dal 1945 in poi) e per essere tale deve potersi basare su una
costante denuncia di un supposto e propagandato pericolo eversivo
proveniente dalle file dell'opposizione. Ricordiamoci di Berlusconi e
del suo continuo attacco ai 'comunisti' che avevano le "mani grondanti
di sangue" e parlava di Occhetto, D'Alema e Veltroni e non dico altro.
In Italia, in questi giorni, Meloni & company non si sono risparmiati
nel cavalcare l'omicidio di Kirk e nel ripetere sostanzialmente il
mantra di Elon Musk il quale, in un post, aveva affermato,
nell'imminenza dell'attentato, che "la sinistra è il partito
dell'assassinio". Senza paura del ridicolo Luca Ciriani, ministro del
governo in carica, evoca addirittura le Brigate Rosse nell'accusare
quanti non si prostrano al ricordo dell'illustre influencer trumpiano.
Odifreddi - che ha osato far notare che paragonare Martin Luther King a
Charlie Kirk è fuori dal mondo per concludere con la massima popolare
"chi semina vento raccoglie tempesta" - si è visto additare al pubblico
ludibrio dalla stessa Meloni che dal palco degli eredi del boia Franco
ha collegato la sua 'battaglia' contro l'odio politico con i presunti
festeggiamenti della sinistra per l'omicidio di Kirk. Il commissario
Luigi Calabresi, Sergio Ramelli, ecc. ecc. sono tornati alla ribalta
dello show governativo per contrapporre alla narrazione resistenziale
quella di una destra vittima della violenza sinistrorsa. A sostegno il
giornale Libero titola "La firma del killer: Bella ciao" e il Giornale
"L'assassino partigiano". Dopo ottanta anni la voglia di rivincita della
destra fascista reazionaria e conservatrice appare in tutta la sua
dimensione. E più si rinnova il ricordo delle stragi (Piazza Fontana a
Milano, piazza della Loggia a Brescia, quelle sui treni, la stazione di
Bologna) più aumenta l'accanimento degli eredi del Movimento Sociale
Italiano nel tentativo di rovesciare il tavolo. Ma ovviamente non c'è
solo questo. Mentre Meloni & company denunciano un inesistente clima da
anni di piombo, stanno pensando in realtà al montante clima di guerra
che sta attraversando il continente. Con il decreto sicurezza hanno
posto le basi per la criminalizzazione del dissenso, con l'occupazione
della RAI e dei principali vettori di comunicazione si stanno
assicurando il monopolio dell'informazione, con la riforma della
magistratura intendono ad avocare a sé la gestione della giustizia e
quindi l'indirizzo politico da dare ai PM.
Le ingenti spese per il riarmo richiederanno tagli significativi alla
spesa sociale mentre i salari rimangono al palo, con l'evidente effetto
di un progressivo impoverimento della popolazione e di un rischio
concreto che si innesti una contestazione sociale rafforzata da una
gioventù sempre più sensibile e partecipe alla lotta alle
diseguaglianze, ai conflitti e ai genocidi in corso.
L'omicidio di Kirk è, per il governo, l'ultima - in ordine di tempo -
opportunità mediatica per impedire che la sinistra, politica e
sindacale, riesca a fare da collante all'insoddisfazione sociale
montante. Ma anche in questa occasione si manifesta un'incapacità di
leggere i grandi cambiamenti avvenuti in tempi recenti. La realtà è che
né destra né sinistra sono in grado di essere espressione reale di chi
abita questo paese. La guerra (soprattutto mediatica) che si sta
conducendo tra i due schieramenti è un confronto serrato tra apparati
burocratici, interessi di bottega, per il controllo delle banche. La
sovversione è altrove, tra i residui di una democrazia fallita, fatta di
delega in bianco e corruzione, nei meandri di un contropotere che sta
maturando, nonostante tutto.
Massimo Varengo
https://umanitanova.org/caso-kirk-i-padroni-dellodio/
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