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(it) Italy, Sicilia Libertaria #462 - Conflict, This much remains (omaggio a Colin Jerwood) (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 23 Oct 2025 08:04:30 +0300
Misurare il tempo delle cose vuol dire provare, ogni tanto, a rendere
loro giustizia. A più di quattro decenni dalla loro nascita, questo
contributo intende ripercorrere la storia dei Conflict sulla scorta di
due eventi recenti, opposti e drammaticamente vicini, espressioni di un
fluire temporale in cui ad ogni inizio corrisponde sempre una fine, a
sua volta seguita da una nuova rinascita. ---- I Conflict nascono a sud
di Londra nel 1981, durante il primo governo di Margaret Thatcher,
quando i famosissimi Sex Pistols sono già sorti e tramontati mentre il
collettivo anarchico Crass continua la sua attività musicale e militante
in pieno spirito do it yourself, rifiutando le logiche di mercificazione
dell'arte ed esercitando una lotta antiautoritaria fondata su pratiche
alternative di produzione e trasmissione di idee radicali. Nasce così
l'anarcopunk, vale a dire quella particolare espressione della cultura
punk che fa propri ed enfatizza, in chiave anarchica, ideali quali la
giustizia sociale, i diritti degli animali e l'ambientalismo, il
pacifismo e l'antimilitarismo, l'antirazzismo e il femminismo. Insieme a
band come i Chumbawamba, i Flux of Pink Indians e le Poison Girls, i
Conflict si inseriscono dunque in un solco ove istanze anarchiche e
cultura punk convergono fino a far sì che le stesse iniziative di
composizione, produzione e diffusione musicale diventino un'azione
diretta contro l'autorità.
È in questo contesto che i Conflict pubblicano con Crass Records un
travolgente EP, The House That Man Built (1982), seguito l'anno
successivo dall'uscita del primo album, dal titolo It's Time to See
Who's Who (1983), e dalla nascita della casa di autoproduzione
Mortarhate Records. Già a partire da questo esordio la band londinese
esprime ferocemente il proprio attacco alle svariate manifestazioni del
potere, urlando di rabbia contro le violenze (tra le altre) della
guerra, del maschilismo e dello sfruttamento animale. La seconda metà
degli anni Ottanta costituisce dunque il periodo più prolifico per la
band di Eltham, che tra il 1984 e il 1993 pubblica ben sei album e
intensifica la propria attività militante; in tal senso si ricordano il
supporto all'organizzazione anarchica britannica Class War, nonché
l'allestimento di un grande concerto di beneficenza, avvenuto il 18
aprile 1987 presso la Brixton Academy di Londra e intitolato The
Gathering of the 5000, a favore di associazioni e realtà militanti come
Animal Liberation Front, Antiapartheid movement, London Greenpeace,
Imprisoned Miners Support, Hunt Saboteurs Association e Antifascist
Action: una serata ad alta tensione, interrotta a causa delle
intimidazioni da parte del personale di sicurezza del teatro e seguita
da un agguato della polizia all'uscita degli spettatori dalla sala, con
feroci scontri e cinquantadue arresti. Terminata con Conclusion (1993)
l'ostinata serie di pubblicazioni inedite a cavallo tra gli anni '80 e
'90, bisogna aspettare un decennio prima dell'uscita seguente, dal
titolo There's No Power Without Control (2003): un album che fa
inevitabilmente i conti con gli eventi coevi (attentato alle Torri
Gemelle e seconda guerra del Golfo, nascita e fallimento del movimento
no-global) e che pertanto ribadisce un radicalismo fuori controllo
sfociante nella rabbia incontenibile contro le ingiustizie della
società, fino ad assecondare un nichilismo talmente esasperato da
prestare occasionalmente il fianco a fraintendimenti e astruse controversie.
Si arriva dunque al primo motivo per cui si è deciso di scrivere questo
articolo. A ventidue anni dall'ultimo album, nel maggio del 2025 è
infatti uscito This Much Remains: sedici brani per quarantacinque minuti
di solido anarcopunk, in cui alla ferocia elettrica della chitarra di
Gav e delle voci di Colin e Fiona si uniscono le ombre cupe di un futuro
incerto e sintetico, di fronte al quale il tono si fa più pacato e la
voce calda di Colin ripercorre un tempo che, pur scorrendo, non smette
di pretendere giustizia, poiché "it's still the same old system / the
same old song" ("è sempre lo stesso vecchio sistema / la stessa vecchia
canzone", The Collusion Exclusion). Tra le tracce dell'album si
segnalano sinteticamente, oltre a quella eponima, Cut the Crap (scritta
dal poeta Benjamin Zephaniah), A Mother's Milk (in cui veganismo e
femminismo sono intersecati per muovere una critica alla produzione
industriale e al consumo di latte animale) e Statement of Intent (in cui
si ribadisce che "this is not about revolution / it's only about what's
right and wrong", ossia "non si tratta di rivoluzione / si tratta
soltanto di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato"). Un album di cui si
suggerisce l'ascolto integrale, non fosse altro che per apprezzare
ancora una volta l'energia ribelle dei Conflict, ulteriormente
valorizzata da una produzione di alta qualità. Un'opera di rinascita e
resistenza, fiorita come una speranza di luce, giustizia e unità in un
mondo minacciato dalla guerra, dal disastro ecologico, dall'ingiustizia
permanente.
La seconda ragione di queste righe è la fine che segue ogni inizio,
amara allorquando il tempo tra i due si contrae inaspettatamente. Il 2
giugno scorso, al termine di una breve malattia, è morto a sessantatré
anni Colin Jerwood, cantante, fondatore e anima dei Conflict, unico
membro ad averne fatto ininterrottamente parte nel corso dei loro
quarantaquattro anni di lotta in musica. Il tour internazionale che
avrebbe dovuto promuovere il disco appena uscito è stato ridimensionato
a una serie di concerti a lui dedicati ed è difficile, in questo
momento, prevedere cosa sarà dei Conflict; eppure, se è vero che nulla
si distrugge e tutto si trasforma, sarà il tempo stesso a svelare dove
l'energia d'un tratto negata tornerà ad attraversare lo spazio delle
nostre esistenze, scuotendole, negandole al torpore e rinnovandole in
nuova vita. Per il momento, questo è ciò che resta: forti di una comune
e implacabile sete di giustizia, un sentito omaggio al compianto Colin
Jerwood.
Salvatore Laneri
https://www.sicilialibertaria.it/
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