|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Sicilia Libertaria #462 - No other land (2025) di Basel Adra (palestinese), Yuval Abraham (israeliano), Rachel Szor (iraniana) e Hamdan Ballal (palestinese). (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 16 Oct 2025 08:43:20 +0300
No other land è un documentario prodotto (con una compartecipazione
svedese), diretto, scritto e montato da un collettivo
israelo-palestinese formato da Basel Adra (palestinese), Yuval Abraham
(israeliano), Rachel Szor (iraniana) e Hamdan Ballal (palestinese)...
racconta la storia della pulizia etnica da parte di Israele nei
territori di Hebron (Cisgiordania) tra il 2019 e il 2023... mostra
l'occupazione delle Forze di difesa israeliane che per costruire un
poligono di tiro e una zona di addestramento militare... distruggono
villaggi, uccidono persone, sotterrano pozzi d'acqua, tagliano la
corrente elettrica... gli israeliani non riconoscono l'esistenza del
villaggio di Masafer Yatta (che appare già sulle carte geografiche del
XIX secolo) e tengono la comunità sotto assedio. I giorni sono scanditi
da un "esperto" israeliano che consegna ai palestinesi l'avviso di
demolizione delle loro case... subito eseguita da bulldozer e soldati
che sparano contro le proteste delle gente... si vedono famiglie
costrette allo spostamento, altre che ricostruiscono nella notte la loro
casa. Nel gennaio del 2021 un soldato israeliano spara sulla folla che
vuole difendere il loro generatore di elettricità e il giovane Harun Abu
Aram resta paralizzato... non è possibile trasportarlo in un ospedale
per le limitazioni imposte alla libertà di movimento dei palestinesi e
non avendo più una casa, la madre, Shamia, si prende cura del figlio in
una grotta (morirà due anni dopo per le ferite riportate). Il breve
frammento dei giornalisti stranieri che intervistano Shamia e filmano il
figlio avvolto in coperte e con gli occhi sbarrati verso un cielo di
pietra, è toccante... si capisce che i giornalisti sono lì più per
"dovere di cronaca" che per sostenere un dolore immenso... Shamia "buca"
lo schermo e mostra che anche nella disperazione di donna/madre
palestinese, non abbassa il capo... riesce a comunicare l'amaritudine
della povertà e la regalità della propria storia.
I militari israeliani continuano l'opera di distruzione nel territorio
di Masafer Yatta... buttano giù anche l'unica scuola costruita da uomini
(la notte), donne e bambini (il giorno)... i filmati di Basel Adra (e di
repertorio) mostrano l'efferatezza dello screditare, dell'annientare,
del polverizzare degli israeliani con le imposture elettorali della
politica internazionale... come quando si vede Sir Tony Blair che
passeggia per qualche minuto sulle macerie di Masafer Yatta, sempre in
buona luce per i cani da riporto dei telegiornali della sera. Così Adra:
"Porto con me la telecamera da quando ero adolescente. Ho iniziato a
filmare ciò che accadeva al mio villaggio. Il motivo per cui ho
cominciato è che vedevo solo ruspe entrare nelle nostre comunità e
demolire le nostre case. Volevo che il mondo sapesse che noi viviamo su
questa terra. Che esistiamo". Adra e il suo amico, il giornalista
israeliano Yuval Abraham, cercano di diffondere attraverso i media ciò
che accade in quei territori... i video di Adra e gli articoli di
Abraham non raggiungono una grande risonanza... così decidono di fare un
documentario e dare più visibilità a una condizione di brutalità...
intanto lo spopolamento forzato, il nascere di nuove case che il governo
israeliano ritiene illegali, i coloni che impugnano i fucili contro la
popolazione palestinese (protetti dall'esercito) continuano al canto
funebre delle ruspe.
Adra e Yuval sono minacciati di morte e quando Yuval in televisione
parla della drammatica situazione dei palestinesi a Masafer Yatta, è
accusato di alimentare l'antisemitismo contro Israele... i militari
cercano di arrestare Adra ma riesce a fuggire e allora imprigionano il
padre, anch'esso attivista per i diritti umani (Adra prende il suo posto
a un povera pompa di benzina per mantenere la famiglia). Il film si
chiude con una didascalia dove si avverte che il lavoro è stato ultimato
prima degli attacchi di Hamas a Israele (7 ottobre 2023) e in una
sequenza piuttosto emotiva si vede l'assalto dei coloni (13 ottobre
2023) in cui uno di loro spara a bruciapelo a un cugino di Basel,
Zakriha Adra, disarmato. Intanto l'esodo forzato delle famiglie
palestinesi si è intensificato e le ruspe, i fucili e i carri armati
degli israeliani continuano a violare loro terra.
No other land è un vero e proprio atto d'accusa contro la politica
genocida del governo di Israele... sotto un certo taglio, più sommerso,
certo... anche l'Autorità Nazionale Palestinese non ne esce bene... la
gente dei territori intorno a Masafer Yatta sembra abbandonata al
proprio destino di oppressi senza rimedio. Quando la barbarie prende il
sopravvento, l'accanimento del fanatismo si rivolge contro gli esseri
umani, brucia il passato e spazza via l'arte di gioire... la dittatura
del profitto e del possesso domina in ogni ambito del sapere e sui
comportamenti... i potenti rovistano come maiali nel letamaio della
gloria e approntano le fosse comuni per i disingannati... il disprezzo
per la giustizia sociale fuoriesce da fantomatici tavoli di pace dove
siedono le nazioni che sono i più grossi produttori/mercanti d'armi... e
le favole dei poeti annunciano i funesti giorni di guerre che impongono
nuove schiavitù, nuove miserie, nuovi flagelli. No other land ha
raccolto riconoscimenti significativi... al 74esimo Festival di Berlino
vince il premio per il Miglior Documentario e il Premio del Pubblico
nella sezione Panorama, e poi i premi ai festival di IDFA Amsterdam,
Vancouver Int.l Film Festival, CPH: DOX Copenhagen, Visions du Reel
Nyon, EFA - European Film Award 2024 come Miglior Documentario e Miglior
Film, fino a conseguire l'Oscar come miglior documentario nel 2025...
quando Adra e Abraham ritirano il premio alla Berlinale nel 2024, Adra
dice: "La mia comunità, la mia famiglia hanno filmato la cancellazione
della nostra società per mano di questa occupazione brutale. Sono qui
che celebro questo premio, ma mi è molto difficile mentre decine di
migliaia di persone vengono trucidate e massacrate da Israele a Gaza.
Masafer Yatta, la mia comunità, sta venendo rasa al suolo da bulldozer
israeliani. Chiedo soltanto una cosa: alla Germania, visto che mi trovo
qui a Berlino, di rispettare la volontà dell'ONU e smettere di mandare
armi ad Israele". Per aver incluso No other land al Festival di Berlino,
alcuni politici/amministratori hanno chiesto la destituzione del
direttore artistico, Carlo Chatrian, fine conoscitore del cinema
d'autore. Anche per la consegna dell'Oscar al film palestinese sono
sorte controversie e dibattiti pubblici... sia in Europa che in America
le accuse di propaganda antisemita, diffamazione, distorsione dei fatti,
odio velenoso verso Israele... sono state pressanti... governanti e
letterati hanno chiesto la testa dei responsabili per aver accettato e
premiato il documentario nei vari festival... tuttavia il film ha
continuato a mietere interessi culturali/politici ovunque è stato
proiettato e ha raggiunto incassi di quasi 4 milioni di dollari... poco
meno di un milione solo in Italia. Il ministro della cultura israeliano,
Miki Zohar, ha invitato tutte le sale cinematografiche israelite di non
diffondere No other land. Gli esercenti americani non hanno comprato il
film (se non alcuni indipendenti)... come sappiamo, la cricca ebraica
che sta dietro le statuette dorate di Hollywood non è avara di
onorificenze quando si tratta di film dove il fantasma del sionismo
s'aggira sugli schermi del mondo.
La storia la scrivono i vincitori, ma qualche volta è la poesia, la
letteratura, la fotografia, il cinema a scrivere la storia delle vittime
in un linguaggio universale che riesce a "toccare" i corpi dei
condannati alla catastrofe, riconoscere l'afflizione e le ferite di un
popolo e accedere a un'altra umanità. No other land è la testimonianza
della memoria infranta di una collettività che insorge di fronte al
disinteresse, all'imperturbabilità, all'insensibilità delle società del
calcolo spietato... nelle quali il valore dell'uomo è ridotto alla
stregua di schiavo, nemmeno vestito elegante... si tratta di un
documentario girato sul campo con telecamere d'occasione o amatoriali...
non si guarda tanto alla preziosità della fotografia o alla perfezione
delle inquadrature quando i fucili si sostituiscono alle richieste di
libertà... autori e personaggi interpretano se stessi e danno voce e
volto a chi ha perso il diritto di parlare, di vivere, di sognare... in
un montaggio serrato, a tratti epico, si vedono le proteste pacifiche
dei palestinesi contro le demolizioni, respinte con la violenza
dell'esercito israeliano e dei coloni... le organizzazioni per i diritti
umani sono etichettate dai sionisti come gruppi terroristici... il
silenzio degli Stati Uniti e dell'Europa sulle stragi dei palestinesi
grida di vergogna... ogni forma di resistenza è repressa nel sangue di
uomini, donne, bambini che lottano per rivendicare la loro esistenza...
non si tratta di cosa hanno fatto i palestinesi ma di cosa non ha fatto
il mondo intero a difesa del diritto alla vita di un intero popolo.
https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Germany, Die Platform: Come sappiamo che le cose possono essere diverse (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(de) France, Monde Libertaire - 33 Newport Street (ca, en, it, fr, pt, tr)[maschinelle Übersetzung]
A-Infos Information Center