|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Sicilia Libertaria #462 - Inventare il futuro (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 13 Oct 2025 08:30:52 +0300
Quale autunno ci aspetta? Un autunno di ripresa della conflittualità
sociale o l'ennesimo autunno del nostro scontento, per parafrasare il
titolo del famoso romanzo di John Steinbeck? Se qualche segnale di
risveglio è emerso in questi ultimi tempi riguarda l'indignazione, più
morale che politica, nei confronti del genocidio in atto del popolo
palestinese da parte del governo israeliano. Per il resto persiste
certamente, ma si direbbe fisiologica, una microconflittualità diffusa.
Il quadro politico istituzionale poi è quanto di più sconfortante si
possa immaginare. La destra al governo prosegue nel suo progetto di
disegnare una società ordinata e rigidamente sotto controllo: un
fascismo al momento soft, adeguato ai tempi dell'effimera libertà del
consumatore. Mentre in politica estera fa quello che farebbe qualsiasi
governo in carica, cioè l'obbedienza ai diktat statunitensi e
soprattutto l'ossequio al capitalismo trionfante. L'opposizione
parlamentare vivacchia di pretestuose polemiche che denunciano la
condivisione del medesimo orizzonte politico-culturale della destra (se
non a parole certamente nei fatti): il culto dell'Impresa, delle sue
logiche competitive, dello scientismo e del tecnicismo risolutori di
qualsiasi problema. Si direbbe, forse in maniera sbrigativa ma efficace,
che destra e sinistra istituzionali facciano il loro mestiere, né più né
meno.
Se la politica istituzionale è questa, e non ci aspettiamo nulla di
diverso, quali sono le prospettive, i progetti, le intenzioni che
guidano l'azione di quell'area minoritaria (forse, frammentata certo) di
antagonismo sociale? Perché si ha l'impressione che non sempre riesca a
sottrarsi, per usare termini gramsciani, alla preponderante e multiforme
egemonia del sistema capitalistico. Qualche esempio può aiutare a
spiegarci meglio.
La vicenda dei dazi voluti e imposti da Trump si trascina oramai da
qualche tempo ed è al centro del dibattito pubblico. Non vale la pena
qui riassumere le varie posizioni, quello che può interessare è che
quasi unanimemente si è stigmatizzata la scelta americana
contrapponendovi una presunta libertà dei commerci, conquista faticosa
delle nazioni progredite, evocando così nello stesso tempo un'astrazione
- la libertà - che fa molta presa sul consenso di massa. Pochi invece
hanno fatto notare come le scelte trumpiane - strumentali e prodotto di
una logica imperiale - finirebbero per denunciare indirettamente le
storture del capitalismo, globalizzato o meno, e potrebbero spingerci a
riflettere su come dare vita ad un'economia autocentrata e locale e su
come attuare modalità di produzione e distribuzione veramente legate ai
territori. A cosa serve quindi rinfacciare a Meloni di non essersi
saputa opporre a Trump o di trovare la soluzione al problema
dell'aumento dei dazi nel finanziare le imprese, cosa del tutto normale
nella logica di chi proclama l'intangibilità delle imprese? Del resto
sono stati e sono tutti concordi, imprese, governi, parti politiche e
sociali, nel costruire un'economia votata all'esportazione - che tra
l'altro si regge sulla sfruttamento della manodopera immigrata e locale,
soprattutto in agricoltura, fiore all'occhiello delle nostre
esportazioni. Forse aiuterebbe di più ragionare su come uscire dalle
strettoie delle logiche imposte, soprattutto da parte di chi si dichiara
anticapitalista.
Altro esempio riguarda la drammatica situazione palestinese che, dopo
quasi due anni, ha portato ad un risveglio delle coscienze, mentre i
partiti di opposizione sembra vi vedano, adesso più di prima,
un'opportunità di critica antigovernativa. Anche in questo caso, al di
là della condanna morale del genocidio, prevalgono le posizioni di chi
sceglie uno schieramento di campo: pro Palestina che spesso vuol dire
pro Hamas o pro Israele, cioè pro ebrei vittime irrisarcibili della
furia nazista. Oppure si ripete meccanicamente lo slogan due popoli due
Stati: che potrà pure avere una sua utilità simbolica, ma non tiene
conto delle forze oggi in campo, della complessità della situazione e
delle multiformi relazioni tra palestinesi e israeliani. Pochi invece
hanno fatto osservare come spingere per due stati risponda alla logica
del nazionalismo etnico, molto caro alle destre sovraniste o meno,
foriero di perpetui scontri e guerre. E ancor meno hanno dato rilievo a
tutte quelle esperienze che auspicano l'incontro tra i due popoli e
promuovono la diserzione dalla guerra e dal nazionalismo. Non sta certo
a noi decidere quali scelte debbano compiere i palestinesi (o gli
israeliani), tuttavia per chi in Italia o altrove desidera una reale
liberazione dei popoli il sostegno, l'impegno, la lotta devono essere
indirizzati a favorire l'incontro e non lo scontro, ad appoggiare quanti
si oppongono alle guerre e al militarismo, a sottrarre qui da noi
energie alle logiche imperialistiche e guerrafondaie.
Infine un esempio più "banale", quasi di colore e balneare, è il caso di
dire, data la sua durata e l'aspetto per certi versi macchiettistico che
ha assunto (ce ne occupiamo peraltro con un altro articolo in questo
numero). Riguarda la polemica intercorsa tra governo e opposizione sulla
presunta crisi del turismo e di quello balneare in particolare. Ora qui
non importa entrare nel merito delle posizioni e del dibattito che si è
sviluppato anche sulla stampa, conta sottolineare come le posizioni più
progressiste hanno messo in evidenza le criticità del turismo, dai
prezzi troppo alti per alberghi, ristoranti, ecc, allo sfruttamento dei
lavoratori del settore, ai salari troppo bassi che non permettono a
buona parte della popolazione di godere delle ferie. Tutto molto giusto,
tuttavia una visione più ampia della questione forse avrebbe potuto
anche far riflettere sul fatto che il turismo funziona come una
qualsiasi industria estrattiva che devasta i territori, li asservisce
alle logiche del profitto e si regge su una manodopera ipersfruttata.
Purtroppo la tendenza a rimanere prigionieri, anche involontariamente,
di una realtà che appare immodificabile sembra piuttosto diffusa, anche
in chi all'opposto dovrebbe denunciare tutte le distorsioni del
capitalismo con l'obiettivo di spingere verso il suo superamento. Una
fetta, pure importante, della diversificata opposizione sociale oggi in
Italia pare invece volersi far carico di trovare soluzioni all'interno
del quadro dato. Senza porre, anche soltanto come progettualità o punto
di riflessione e discussione, la possibilità di fuoriuscita dal sistema.
Allora il compito che ci attende nell'imminenza dell'autunno e nei
prossimi mesi non è tanto mimare una conflittualità inesistente o
sterile, ma cominciare a ragionare su come mettere in moto tutte quelle
energie che si pongono in contrasto irreversibile col sistema dello
sfruttamento e della guerra, su come inventare una narrazione, per usare
un temine molto in voga, che sottragga consenso al sistema e immagini
una società diversa.
Angelo Barberi
https://www.sicilialibertaria.it/2025/09/09/inventare-il-futuro/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Italy, Umanita Nova #24-25 - Un nuovo multilateralismo? La SCO e il vertice di Tianjin (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) France, UCL AL #363 - Sindacalismo - Pubblico sindacale: Sindacalismo di lotta congelato (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center