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(it) Italy, Sicilia Libertaria #462 - I criminali del Ponte (ca, de, en, pt, tr) [traduzione automatica]
Date
Sun, 12 Oct 2025 08:09:22 +0300
Ma di quale ponte stiamo parlando, o meglio, stanno parlando? La
narrazione ricorrente gioca su una pseudo infrastruttura di
attraversamento dello stretto di Messina tanto faraonica quanto
aleatoria. Di certo ci sono solo i 14 miliardi di euro ufficialmente
dichiarati, che gonfieranno ancora, per ingoiare i quali sono pronte da
tempo fauci affilate. Perché questo ponte non interessa proprio a
nessuno, quel che invece interessa è affollare le due aree dello stretto
di cantieri infiniti nello spazio e nel tempo. Una cantierizzazione
scientificamente pianificata finalizzata a estrarre profitti senza
badare alle conseguenze per le popolazioni, i territori, i fragili
equilibri che caratterizzano lo stretto. Un progetto criminale che può
essere attuato nel giro di qualche anno se l'opposizione popolare,
sociale e politica non lo bloccherà drasticamente.
Si tratta del più grave attacco di classe che i ceti dominanti stanno
per scagliare sulla Sicilia, sulla scia di quel colonialismo storico che
ha massacrato esistenze, società, economie, culture, aspirazioni. Il
ministro Salvini, accumulatore seriale di odio contro i meridionali, lo
ha spudoratamente affermato: saranno gli imprenditori lombardi, veneti,
emiliani e laziali a gestire i cantieri. Lo sapevamo da sempre, la
borghesia imprenditrice del Nord continua ed accentua il suo assalto al
Sud con la complicità della borghesia siculo-calabra, espropriando
risorse ingentissime alla popolazione non solo dello stretto ma
dell'intero Mezzogiorno. Anche per consentire che tutto questo possa
svolgersi nella maniera più tranquilla il governo ha dichiarato il ponte
opera di interesse strategico per la nazione; ciò comporterà una forte
militarizzazione dell'area, la repressione delle proteste e una
illegalità diffusa nell'attuazione del saccheggio dei territori.
I veri problemi della Sicilia e della Calabria li conosciamo; i più
grandi sono la carenza di lavoro e l'emigrazioni, la scarsezza di acqua,
il dissesto idrogeologico, la sismicità, la viabilità arretrata, una
sanità assolutamente inadeguata. Tutti temi sui quali l'operazione Ponte
non apporta nulla di significativo, anzi ne escono acuiti
irrimediabilmente. Perché l'idea di progresso di cui è portatrice questa
colossale truffa di stato è esattamente la ricetta applicata in 170 anni
di sottosviluppo dinamico del meridione.
Questi temi invece rappresentano i punti centrali del riscatto
meridionale e nelle due sponde dello stretto possono e devono diventare
gli obiettivi attorno a cui costruire prospettive di cambiamento reale:
una piena occupazione che scaturisca dalla realizzazione di bisogni
primari come l'acqua pubblica per tutti, strade e ferrovie efficienti,
sanità che faccia rima con dignità, città e paesi sottoposti a
interventi capillari antisismici, territori sottratti al rischio
idrogeologico.
Parliamo due linguaggi diversi perché sosteniamo interessi diversi e
contrapposti. Al blocco dominante con la sua forza ricattatoria, le sue
alleanze mafiose, i suoi mezzi di comunicazione potentissimi, le sue
forze di polizia, la lotta contro il ponte da sempre risponde tessendo
reti di solidarietà e di complicità sul territorio a partire,
ovviamente, da chi è stato individuato come obiettivo da far soccombere
sotto i cingolati delle ruspe, ma estendendole a tutti i movimenti che
si battono contro la colonizzazione e la militarizzazione dell'isola e
del Meridione, in stretto collegamento con i movimenti da tempo attivi
contro le grandi opere inutili e nocive.
La bufala del ponte viene smontata quotidianamente per fare emergere la
vera essenza di un progetto impattante, devastante, distruttivo. Le
bugie, le falsità dei signori del ponte crollano ogni giorno che passa
nonostante si cerchi di diffondere ottimismo con annunci sull'imminente
avvio dei lavori. Nei territori è cresciuta una consapevolezza profonda
sulla reale portata del progetto e non sarà affatto facile passare sui
corpi reali di migliaia di persone intenzionate a non accollassi il
ruolo di vittime sacrificali sull'altare del profitto della borghesia
imprenditrice. Quella in atto non è solo una resistenza ma anche un
processo di autodeterminazione.
Per quanto non vada sottovalutata l'arroganza e la forza del nemico,
crediamo che la via intrapresa sia quella giusta.
Pippo Gurrieri
https://www.sicilialibertaria.it/2025/09/09/i-criminali-del-ponte/
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A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
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