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(it) Italy, FdCA, IL CANTIERE #37 - Ergastolo, il silenzio della sinistra - Natale Salvo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 9 Oct 2025 09:46:14 +0300
«Il voto unanime espresso dal Senato a favore dell'er gastolo per i casi
di femminicidio, questo reato nuovo colpito con una pena vecchia,
chiarisce quanto abissale sia diventata la distanza tra le culture
dell'Italia re pubblicana e le visioni che prevalgono nel momento
populista da alcuni decenni trionfante». È questo il giudizio tagliente
di Michele Prospero, filo sofo e docente alla Sapienza di Roma,
pubblicato su L'Unità[1]. Parole che riaprono - almeno un poco - il
dibattito * sull'ergastolo, * sul 41bis, * e sull'isolamento carcerario.
Un tema che oggi sembra tabù, sepolto sotto un po pulismo penale che
chiama "giustizia" la vendetta. Due sono i punti fondamentali da cui
ripartire, al di fuori degli slogan: * L'articolo 13 della Costituzione:
"È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque
sottoposte a restrizioni di libertà". * L'articolo 27: "Le pene non
possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devo no
tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte".
Ergastolo: quando il PCI (e non solo) propose l'abrogazione I Padri
Costituenti lo avevano capito: l'ergastolo è una forma di morte, lenta e
civile, ma comunque una morte. Palmiro Togliatti (PCI), già nel 1946, di
ceva[2]: «La pena dell'ergastolo, essendo altret tanto inumana quanto la
pena di morte, dovrebbe essere parimenti soppressa». Non era solo. Anche
Roberto Lucifero d'Aprigliano, monarchico-liberale, riconosceva il
valore di «umani tà» nella proposta di Togliatti. E aggiungeva: «Non
credo affatto al potere inibitorio della pena per chi, per temperamento
o particolare stato dell'animo, è portato a commettere certi delitti».
Il socialista Pietro Mancini andava oltre: «Quando si verificano delitti
così gravi che esorbitano i limiti dell'umanità, vi è sempre in chi li
commette un fondo di ma lattia e di anormalità[...]che non può essere
colpito così inumanamente». E ancora: «La pena non ha efficacia
intimidatrice: tanto è vero che il maggior numero di delitti si verifica
proprio nelle nazioni dove è prevista la pena di morte». Secondo lui,
«30 anni di privazione della libertà sono più che sufficienti per
soddisfare le esigenze del delit to». Mancini sottolineava un punto
cruciale: «L'ergastolo porta con sé la segregazione cellulare[cioè
l'isolamento, N.d.R.]che nessuno può sopporta re senza avere momenti di
oscuramento mentale». Lucifero era d'accordo: «Bisognerebbe vietare la
segregazione cellulare per ché è inumana». Ma il presidente della
Sottocommissione, Umberto Tu pini (DC), si opponeva: «l'abolizione della
pena dell'ergastolo potrebbe essere un incentivo a commettere delitti
efferati, essendosi soppressa l'unica pena, quella di morte, capace di
in cutere paura ai grandi criminali». Anche Umberto Merlin (DC) era net
to: «la gente vuole la soddisfazione di sa pere che chi ha commesso un
delitto or rendo non uscirà mai più dal carcere»[3]. La logica non è
giuridica, è vendicativa. Tupini e Merlin, senza dirlo apertamente,
ammettono che l'ergastolo è un sostituto della pena di morte. E la sua
difesa ha sempre avuto un sottofondo populi sta. Il 25 gennaio 1947, in
plenaria all'Assemblea Costi tuente, due comunisti - Umberto Nobile (il
famoso esploratore del 1926 del polo Nord col dirigibile Norge) e
Umberto Terracini - tornano sull'ergastolo. Propongono che «le pene
restrittive della libertà personale non potranno superare la durata di
quindici anni»[4]. «È una proposta rivoluzionaria», ammette Nobile.
Terracini rincara: «Basterebbe visitare una Casa Penale per constatare
che le persone rinchiuse, dopo vent'an ni, sono completamente abbrutite»
Anche l'avvocato siciliano Ottavio Mastrojanni, del Fronte dell'Uomo
Qualunque, li sostiene: «La personalità umana, a contatto con ambienti
tristi, si corrode, si disgrega». E afferma che La Costituzione «è il
posto giusto per fissare un limite massimo entro il quale la libertà pri
vata può essere tolta». Ma la proposta viene respinta. Il carcere resta
un buco nero dove gettare i poveracci. 1981: i radicali provano col
referendum ad abrogare l'ergastolo Nel 1981 i Radicali chiedono
l'abrogazione dell'erga stolo con un referendum. Il 77,37% vota contro.
Ma oltre 7 milioni di italiani votano sì[5]. Non è poco. Ernesto Galli
della Loggia, intervistato da Radio Radicale, dice: il referendum
sull'ergastolo è «in sostan za, un referendum sulla pena di morte perché
l'ergastolo è una pena di morte senza spargimento di sangue. Una morte
civile. Un rispetto solo formale della vita biologica»[6]. Prospero
ricorda che in quel periodo «i fascisti[MSI, N.d.R.]cavalcavano le
passioni forcaiole del pubblico e vedevano la prigione come la
soddisfazione dello spirito di vendetta»[1]. L'abrogazione
dell'ergastolo nel programma di Potere al Popolo! L'ultima volta che
qualcuno ha proposto l'abolizione dell'ergastolo (e del 41bis) è stato
nel 2018. Era nel programma di Potere al Popolo[7], cartello elettorale
che aggregava Rifondazione Comunista, PCI e Centri Sociali. Da allora,
il silenzio. Anche a sinistra. Fonti e Note:[1]L'Unità, 1 agosto 2025,
Michele Prospero, "Quan do la sinistra voleva cancellare l'ergastolo, il
sì del Pci al referendum radicale".[2]Camera dei Deputati, 10 dicembre
1946, "Assem blea Costituente - Prima Sottocommissione - Reso conto
sommario della seduta".[3]Umberto Merlin fu tra i fondatori del Partito
Po polare Italiano con Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi, ma fu pure
sottosegretario nel primo governo Mussoli ni (1922-1923).[4]Camera dei
Deputati, 25 gennaio 1947, "Assem blea Costituente - Adunanza Plenaria".
La proposta Nobile-Terracini iniziava così: «Le pene e la loro
esecuzione non posso no essere lesive della dignità umana. Esse devono
avere come fine precipuo la rieducazione del condannato allo scopo di
farne un elemento utile alla società». Tuttavia prevedeva anche che «la
pena di morte sarà ammessa solo nei Codici Militari, in guerra, e per
omicidi efferati che sollevino la pubblica indignazio ne».[5]Wikipedia,
"Referendum abrogativi in Italia del 1981".[6]Radio Radicale, 24 marzo
1981, "Il referendum abrogativo dell'ergastolo"[AUDIO].[7]Potere al
Popolo, elezioni politiche 4 marzo 2018, "Programma elettorale".
L'obiettivo dell'abolizione dell'ergastolo e del 41 bis è confermato
nell'edizione 2025 del Programma di Po tere al Popolo!
https://alternativalibertaria.fdca.it/
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