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(it) Italy, IFA, UCADI #200 - IL GIORNO DELLA MARMOTTA TOSCANA (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 8 Oct 2025 09:03:18 +0300
Lì tutto è permesso, lì tutto si può comprare e ti conviene spendere
senza pensare e se non avrai più i soldi una mattina ti troverai
dall'altra parte della vetrina (Edoardo Bennato, "Il mio nome e Franz",
1976)
MARMOTTE
Siamo nuovamente alla tornata delle elezioni regionali. Come direbbe il
comico della Gialappa's "pare ieri e invece è oggi".
Come nel film del 1993, con protagonista Bil Murray[1], si ripresenta ai
nastri partenza, per la Toscana, Eugenio Giani.
Con un'alleanza composita che vede allo stesso tavolo soggetti che,
teoricamente, non dovrebbero condividere alcunché.
Ma, si dice, la legge elettorale, impone queste scelte. Le leggi
elettorali però non le scrive lo spirito santo e quella della Regione
Toscana è una delle più antidemocratiche mai viste.[2]
LUDI CARTACEI?[3]
Chissà quanti dei cittadini che andranno a votare sono consapevoli che
il loro segno sulla scheda, oltre ad essere rimasto l'ultima
testimonianza del "fare politica", non ha neppure il senso che loro
avranno inteso dargli. Tra sbarramenti, listini bloccati, maggioritari.
Ormai un ventennio orsono fa Colin Crouch scrisse un testo parzialmente
distopico ma, in fondo, ottimista: "Postdemocrazia"[4]in cui si indicava
il percorso compiuto negli ultimi decenni dalle democrazie occidentali,
dove, le forme democratiche erano state svuotate dall'interno lasciando
l'involucro apparentemente intatto. Guardando la situazione attuale,
pare che si sia passati alla fase dove anche le forme esteriori vengono
digerite dentro un percorso sostanzialmente ademocratico.
DEMOCRAZIA ALLA SBARRA
Chi volesse partecipare alle elezioni come candidato senza apparentarsi
ormai deve attraversare un percorso burocratico completamente privo di
ogni aspetto minimamente democratico. Numero di firme esorbitanti (cosa
che non vale per i gruppi già presenti in Regione) e poi passare
attraverso lo sbarramento del 5%. Vorrei solo ricordare che questi
aspetti, che limitano la rappresentanza dei cittadini sarebbero
anticostituzionali. Il sistema elettorale italiano è rimasto legato al
proporzionale fino alla voglia di fare tabula rasa della partecipazione.
Dagli anni '90 i maggiori quotidiani sponsor dei loro padroni, con il
camuffamento dell'attacco alla "partitocrazia" incentivarono ad un vero
e proprio golpe bianco che metteva in riga il nostro paese rispetto ai
diktat neoliberisti ormai imperanti. Per di più con le modifiche al
titolo V ogni Regione fa un po' come gli pare, evidentemente approvando
leggi elettorali pro domo sua.
NESSUN NEMICO A SINISTRA...
Il mandato precedente, quello che arrivava dopo la presidenza Rossi,
proveniva da uno dei più grandi scandali avvenuti in Italia negli ultimi
anni. Ovvero l'interramento del Keu sotto la nuova 429 (inaugurata in
pompa magna dai sindaci della città metropolitana) che andava a
sostituire il vecchio percorso, praticamente mantenendo la stessa
pericolosità (2 corsie, senza spartitraffico ecc...). Questa vicenda,
alla quale, a dire il vero la stampa locale dedicò poco spazio
(considerata la gravità) e l'"opposizione" di destra in pratica tacque,
aveva visto coinvolti sindaci, aziende e la 'ndrangheta. La stessa
Regione, per mano dell'allora presidente del Consiglio Giani (quando si
dice il caso) aveva fatto passare "sottobanco" (e senza passare dalle
commissioni) l'emendamento che doveva servire a sottrarre il consorzio
Aquarno che gestisce l'impianto di depurazione di Santa Croce sull'Arno
dall'obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione di
integrazione ambientale (Aia), consentendo di fatto ai conciatori di
smaltire i reflui del ciclo di produzione al di fuori delle regole (qui
il video
https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_aprile_24/inchiesta-concerie-balletto-giani-sull-emendamento-tutto-regolare-era-qui-fin-dall-inizio-4efcf5e6-a540-11eb-9fae-9359a7b19c22.shtml).
Visto che in quell'occasione il consigliere Tommaso Fattori, per quanto
assolutamente impotente dal punto di vista concreto, aveva comunque
lavorato in maniera assidua e produttiva, per le elezioni del 2020 si
pensò bene di far nascere una vera e propria lista civetta "Sinistra
Civica Ecologista" inventata da quel Ledo Gori factotum di Rossi. In
questo modo, molti cittadini, convinti di votare una lista di sinistra,
ne votarono un'altra di appoggio a Giani (in cambio di un assessorato al
sociale).
...MA MOLTI INDIFFERENTI A DESTRA
Così per la prima legislatura Giani nessuna opposizione di sinistra è
stata presente in Regione. E, si sa, la destra, al di là delle solite
boutade parafasciste, non è molto distante nella concezione del governo
della Regione da quella di Giani.
Anche perché i suoi rappresentanti sanno benissimo che il PD è un
garante formidabile per le classi dominanti.
ANCORA L'UOMO NERO?
Dopo l'accordo con i 5s (che, vista la loro specifica conformazione,
potrebbero alla fine far girare davvero le scatole a Giani molto più che
dell'opposizione) le liste di sinistra che si accingono a candidarsi
(per adesso "Toscana Rossa" e il rinato "PCI") non solo non hanno alcuna
possibilità di superare lo sbarramento, ma rischiano anche di non
raccogliere le firme necessarie. Tanto che viene da chiedersi se valga
la pena, per realtà poco strutturate e prive di risorse, buttarsi in uno
sforzo enorme che, come spesso accade, rischia di lasciare dietro di sé
il deserto, le recriminazioni e tutta la bile degli sconfitti. Ma
davvero partecipare alle elezioni, dati questi sistemi elettorali
palesemente antidemocratici, sacrificando il lavoro politico concreto,
ha un qualche senso?
Per quanto riguarda l'armata "de sinistra" che si presenterà (qualche
piddino con problemi al fegato ha aggiunto l'etichetta "brancaleone" ma
Brancaleone era un perdente, questi anche se si presentassero con la zia
90enne come candidato troverebbero tranquillamente chi li vota. Il parco
buoi del PD, per quanto in crisi - ma sarebbe in crisi se fosse un
partito - Il PD è un comitato d'affari diviso in bande sul territorio
nazionale) è ancora enorme e ben garantito. Da questo punto di vista
Chapeau. Non è proprio l'egemonia Gramsciana, ma possiamo dire che di
egemonia si tratti comunque. Per quanto riguarda questa compagine,
dicevo, quale sarà ancora la strategia comunicativa dell'onnipresente
Giani? Lanceranno ancora una volta il "pericolo fascista" per compattare
i propri fedeli?
È TUTTO DA RIFARE
Come sapete non abbiamo mai amato molto le alchimie elettorali, però
bisogna anche essere consapevoli che, non vivendo in una società né
anarchica né comunista, bisogna prendere il toro per le corna e
difendere quello che c'era...
Ovvero la lotta fondamentale da fare, a tutti i livelli, sarebbe quella
di una grande battaglia per il proporzionale, per eleggere il
Parlamento, le Regioni, i Comuni. Uscire da questa trappola
plebiscitaria ed autoritaria in cui ci siamo cacciati da più di trenta
anni e che coincide con il periodo più nero della storia del capitale.
La globalizzazione è finita, la Ue implosa. Sappiamo che la rivoluzione
non è dietro l'angolo e neppure in vista. Abbiamo classi dirigenti che,
come il soldato giapponese (anche se pagati molto meglio) ancora credono
di essere negli anni 2000.
Anche perché dietro e sopra di loto c'è una classe dominante che,
invece, ha sempre saputo molto bene quali fossero i propri interessi.
Tanto che lo avevano preannunciato fino dal 1975
(https://contropiano.org/documenti/2014/05/27/la-crisi-della-democrazia-di-ieri-per-capire-quella-di-oggi-uno-sguardo-sulla-commissione-trilaterale-024244).
FINALE
In ogni caso, per quanto il lavoro di presentazione delle liste a
sinistra presenti le enormi difficoltà che abbiamo più sopra descritte,
speriamo con l'ottimismo della volontà che il risultato permetta
perlomeno di avere in Consiglio Regionale una voce, almeno una, dissonante.
[1]"Groundhog Day" appunto il giorno della Marmotta, malamente tradotto
in italiano con il bruttissimo titolo "Ricomincio da capo".
[2]Per un accenno, ovviamente solo per un primissimo approccio
https://ilreporter.it/sezioni/cronaca-e-politica/listino-bloccato-legge-elettorale-toscana/
[3]"Ludi cartacei" era la definizione che Mussolini dava delle elezioni.
Il quale, da dittatore, eliminò le elezioni a colpi di leggi
autoritarie. Oggi non serve l'autoritarismo. Basta raccontare la
fandonia della "governance".
[4]C. Crouch "Postdemocrazia", Laterza, 2005.
Andrea Bellucci
https://www.ucadi.org/2025/09/04/il-giorno-della-marmotta-toscana/
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