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(it) Italy, FdCA, IL CANTIERE #37 - “VORREI IMPARARE A DISEGNARE COME UN BAMBINO” (ca, de, en, pt, tr) [traduzione automatica]
Date
Mon, 6 Oct 2025 07:38:06 +0300
Pablo Picasso diceva: “Ho imparato a dipingere come Raffaello, adesso
devo imparare a disegnare come un bambino”. Ho trovato questa frase
pertinente a ciò che le più avanzate ricerche nel campo della biologia
umana, portano a conoscenza sulle tappe evolutive di sviluppo del
bambino, a partire dalla nascita. Il mio intento è quello di insistere
sulla speranza della possibilità di un mondo migliore, che nasce dalla
certezza delle potenzialità della specie umana, e di come l'uomo, dalla
nascita e per tutta l'epoca dell'infanzia, sia più incline alla
creatività che alla distruttività. Di contro siamo immersi in un
pensiero totalmente reazionario, che tende a impedirci perfino di
immaginare una società diversa da questa, arrivando a sostenere, anche
da parte di illustri filosofi, che la guerra e la distruttività, a cui
si sta assistendo, siano insite nell'animo umano e perciò impossibili da
modificare. Un potente pensiero reazionario è proprio quello
dell'immutabilità dello status quo, che invece secondo me, deve essere
storicizzato come pensiero presente storicamente nelle strategie di un
potere violento. Diceva Pëtr A. Kropotkin sul libero accordo: “Abituati
come noi siamo, da pregiudizi ereditari, da un'educazione e
un'istruzione assolutamente false a non vedere dappertutto che governo,
legislazione e magistratura, noi giungiamo a credere che gli uomini si
morderebbero l'un l'altro come bestie feroci”. Siccome “credere” non è
“pensare”, cerchiamo di riappropriarci della capacità di pensare da
esseri umani, a partire dalle affascinanti scoperte sulla capacità di
pensare dell'essere umano fin dalla nascita. Sappiamo che nei primi 6
mesi di vita , il bambino è capace di percepire tutti gli stimoli che
gli arrivano dal mondo esterno, attraverso le capacità sensoriali, in
particolare udito e tatto. La vista interverrà verso 6 mesi con la
nitidezza delle figure. Sono stimoli di mille tipi: colore, forma
movimento percepito, onde sonore che movimentano il timpano e l'apparato
acustico, o anche la semplice forza della pressione che determina lo
stimolo tattile. Tutti questi stimoli, il bambino da 0 a 6 mesi, non li
riproduce, ma li TRASFORMA in un'immagine interiore, anche se in forma
non cosciente, nel senso che manca la consapevolezza cosciente del
ricordo. Si tratterebbe di un processo rappresentato dalla
trasformazione di uno stimolo “materiale”, perché mette in moto
l'apparato anatomo-fisiologico del corpo, in qualcosa di psichico o
“fatto mentale”. In altra parole, il bambino da 0 a 6 mesi ha un inizio
di pensiero, rispetto agli stimoli sensoriali, trasformazione di uno
stimolo materiale in qualcosa di non materiale. Rivolgendoci al mondo
animale, la memoria cosciente degli animali è ben nota, e hanno la
capacità di realizzare immagini, o forse solo figure, rispetto alla
percezione di colori, forme e suoni. Il leone che vede un'antilope e si
muove per mangiarla, ha una reazione anatomo-fisiologica di movimento e
di aggressione. Però non sappiamo se questa intenzionalità possa essere
chiamata “pensiero”, dal momento che potrebbe essere un meccanismo
fisiologico di movimento riflesso con la realtà, una percezione che
determina una risposta immediata. Ma cosa succede quando noi prendiamo
in considerazione la materia vivente umana? La reazione della materia
vivente umana porta sicuramente a elaborare una figura, ma va oltre,
crea un'immagine che possiamo definire interiore, o capacità
d'immaginare, e arriva fino al punto di essere verbalizzata, con la
comparsa del linguaggio. Non tutte le immagini sono uguali, e c'è la
possibilità di distinguere figura, forma e contenuto. Si capisce che la
figura è quanto si riporta alla mente di un oggetto percepito così
com'è. Se invece la riproduzione mentale della percezione si limita alla
rievocazione di un volume, di un colore o di una linea, senza che si
possa definire figura, si può parlare di forma. Ma se al di là di ogni
possibile definizione verbale, il bambino di 6 mesi può “avvertire” un
sentimento altrui come la paura, l'amore, il desiderio, l'affetto, la
rabbia, allora si può parlare di contenuto e fondere questa parola non
più scissa dalla figura e dalla forma, con la parola immagine. Quindi
anche gli affetti percepiti da un altro essere umano, possono diventare
immagini, per cui fare un'immagine personale di un rapporto vissuto mi
permette di rendere accessibile alla conoscenza , il contenuto affettivo
di tale rapporto, proprio in virtù del percepito. La capacità umana
importante in questo caso, da sottolineare, è che gli esseri umani
possono fare immagini mentali anche soltanto per uno stimolo tattile,
gustativo, uditivo e olfattivo, prima ancora dello stimolo visivo. E
questo significa “pensare”, che come si evince non è direttamente
formulazione del pensiero verbale, ma è formazione di immagini, come una
sorta di interpretazione dello stimolo percepito. L'aggiustamento
naturale della vista dopo i 6 mesi, avrà la funzione di vedere i
contorni netti di una figura, la linea che delimita gli oggetti, e
quindi avverrà una fusione tra l'immagine visiva percepita
oggettivamente e l'immagina creata in precedenza dalle percezioni
tattili e uditive. Questo processo porterà il bambino a riconoscersi
davanti allo specchio dai 9 ai 12 mesi. Tutto questo avrà un ruolo
fondamentale nella formazione del pensiero verbale, che ha alla base
quella che viene definita “immagine interna” o capacità d'immaginare,
che inizia alla nascita. Come vengono trasformate le immagini vaghe in
linea e suono? Forme e colori si trasformano nel corso dello sviluppo
del bambino in qualche cosa di assolutamente non definibile, che è la
capacità di produrre suoni articolati. Il suono si articolerà poi in una
modulazione che fa il linguaggio parlato. La scoperta affascinante di
tutto questo è che il linguaggio verbale che si produce tiene insieme
tutto il vissuto precedente del pensiero in epoca preverbale. Questo
dimostra che nel primo anno di vita non c'è mai scissione tra mente e
corpo. Ecco perché possiamo essere certi che l'uomo nasce sano e non è
incline alla distruttività. E' il tipo di società in cui viviamo che
crea mostri sacrificando le capacità umane per l'interesse predatorio
del profitto di pochi che detengono in potere tutta l'umanità.
https://alternativalibertaria.fdca.it/
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