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(it) Mexico, FAM, Regeneracion #19 - Sull'ideologia anarchica. La concezione di Ángel J. Cappelletti di Alfredo Velarde (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 13 Sep 2025 08:47:53 +0300
"Anarchismo" non significa in alcun modo assenza di ordine o
organizzazione. I pensatori anarchici contrapponevano l'ordine, che
emergeva immediatamente dalla vita stessa della società, dall'attività e
dal lavoro umano, all'ordine trascendente, esterno, imposto dall'esterno
con la forza fisica, economica o intellettuale. Il primo, che non è solo
l'unico ordine autentico, ma anche l'unico solido e duraturo, presuppone
la soppressione del secondo, fallace ed essenzialmente instabile.
L'apparente paradosso proudhoniano si basa su questa opposizione: "La
libertà non è figlia dell'ordine, ma sua madre". - Ángel J. Cappelletti
Uno dei principali meriti del breve e conciso libro di Ángel J.
Cappelletti, Ideologia anarchica, risiede direttamente nel fatto che,
fin dall'inizio, egli abbraccia senza esitazione la nozione di
"ideologia anarchica". E non lo fa come una categoria concettuale di
"secondo ordine" o chiaramente "inferiore" - per alcuni - rispetto alla
categoria o al concetto marxista, ad esempio, di "scienza". A questo
proposito, Cappelletti non crede - come noi - che la nozione di
ideologia, dal momento in cui viene impiegata in uno qualsiasi dei suoi
usi, debba presupporre che, proprio perché ideologica, l'ideologia
libertaria sia una categoria "debole" e - a dire il vero - persino
"morbida", a causa di quella presunta "certezza marxista" che, in ogni
ideologia, elementi di "vera coscienza" coesistano (la minoranza) con
altri che sono più preponderantemente falsi e quindi (la maggior parte)
semplicemente errati. Sembra quindi dimenticare che esistono ideologie
sane e ideologie fallibili.
In ogni caso, non è certo questa la posizione che si insinua
surrettiziamente sotto l'uso raffinato e persino sofisticato che
Cappelletti attribuisce a quella peculiare forma di solida ideologia,
che è il conseguente e coerente modo etico di pensare e agire degli
anarchici. E ciò si spiega fondamentalmente perché, sia nel pensiero
ideologico coerente che nell'azione rivoluzionaria militante, gli
anarchici hanno sempre sostenuto la loro attività emancipatoria con il
sostegno conferito loro da quella speciale modalità di pensiero, da cui
i libertari hanno tratto ispirazione, grazie alla potente filosofia
sociale di cui l'anarchismo militante e rivoluzionario è il prodotto più
compiuto, fin da quando vide la luce, con le prime schermaglie della
lotta di classe antagonista e inconciliabile tra capitale e lavoro,
durante la prima metà del XIX secolo.
In un certo senso, e nonostante le loro notevoli differenze, la storia
originaria dell'anarchismo è contemporaneamente simile a quella del
marxismo, con cui condivide alcune delle sue radici più profonde - come
il pensiero dei grandi utopisti - o come nel caso di entrambe le
correnti anticapitaliste influenzate dalla Rivoluzione francese e,
soprattutto, dalla Comune di Parigi, oltre ad essere emerse per
combattere la nascente classe borghese, che il modo di produzione
capitalista e industriale rese essenziale, nello specifico momento
decisivo della storia della modernità che la transizione dal feudalesimo
al capitalismo richiedeva per il suo consolidamento. Tuttavia, se
anarchismo e marxismo nascono dalle stesse radici preistoriche, il
percorso evolutivo delle rispettive posizioni programmatiche li ha
sempre più distanziati - fino al punto di diventare antagonisti e di
fare degli anarchici la nemesi radicale del comunismo statalista
pseudo-autoritario. E ciò avvenne perché il marxismo si accontentò del
deplorevole slogan della sua lotta per demolire la macchina politica del
capitalismo di stato, sostituendola con un'altra macchina statale che il
comunismo statalista deviato riteneva fosse un'"alternativa". Ciò si
rivelò alla fine non solo palesemente falso, ma persino controproducente
per il compito libertario e perenne di emancipazione, avendo sostituito
il vero proletariato con nomenclature di capitalisti di stato
collettivi, stilate da esperti, con una rivisitazione tecno-burocratica
chiaramente antisocialista.
Da qui l'importanza per le giovani generazioni di attivisti
autenticamente libertari di non trascurare mai il fatto
incontrovertibile che, al centro dell'ideologia anarchica, vi è, come
suo supporto assiale, l'indispensabile filosofia sociale dell'anarchismo
e alcune delle sue più care rivendicazioni emancipatorie, come
l'autogestione sociale diffusa, il federalismo, il mutuo soccorso e
l'internazionalismo proletario a favore dei lavoratori universalmente
liberati.
A differenza del cosiddetto "comunismo di Stato" dei marxisti infatuati,
che lo identificavano sempre con la visione problematica -
presumibilmente "scientifica" - della "dittatura del proletariato",
l'ideologia anarchica (nel significato pertinente che le è stato
esemplarmente attribuito da Cappelletti), lungi dal sostituire
rivoluzionariamente lo Stato capitalista con lo "Stato proletario",
proponeva l'abolizione definitiva di tutte le forme statali e di
governo, comprese quelle sempre impropriamente chiamate "Stati operai",
che nel fatale corso del loro clamoroso collasso terminale, generavano
un complesso repertorio di "dittature contro il proletariato". Ciò è in
un senso specificamente diverso dalla dittatura antiproletaria che ogni
capitalismo presuppone, di fatto, anche quello che si dichiara
"liberale" e "democratico", ma che è riuscito a mantenersi solo come
un'egemonia politica dispotica, sfruttando e opprimendo l'essere umano e
la classe che produce beni e servizi utili, ma rubando ignominiosamente
il surplus economico che ha storicamente e selvaggiamente strappato a
tutti i produttori con il sangue e il fuoco. Che questa sintesi
introduttiva della prima parte del breve, ma potente, testo di
Cappelletti serva da invito alla sua lettura alternativa, istruttiva e
combattiva, militante, antisistemica e antistatale.
Note:
1 Nel testo Ideologia Anarchica. Pubblicato dalla Black Flags
Collection, Ediciones de Contacto, Messico 2023, p. 15 (corsivo mio).
https://www.federacionanarquistademexico.org/
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