A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Francais_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkurkish_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours

Links to indexes of first few lines of all posts of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024 | of 2025

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Mexico, FAM, Regeneracion #19 - Sull'ideologia anarchica. La concezione di Ángel J. Cappelletti di Alfredo Velarde (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sat, 13 Sep 2025 08:47:53 +0300


"Anarchismo" non significa in alcun modo assenza di ordine o organizzazione. I pensatori anarchici contrapponevano l'ordine, che emergeva immediatamente dalla vita stessa della società, dall'attività e dal lavoro umano, all'ordine trascendente, esterno, imposto dall'esterno con la forza fisica, economica o intellettuale. Il primo, che non è solo l'unico ordine autentico, ma anche l'unico solido e duraturo, presuppone la soppressione del secondo, fallace ed essenzialmente instabile. L'apparente paradosso proudhoniano si basa su questa opposizione: "La libertà non è figlia dell'ordine, ma sua madre". - Ángel J. Cappelletti

Uno dei principali meriti del breve e conciso libro di Ángel J. Cappelletti, Ideologia anarchica, risiede direttamente nel fatto che, fin dall'inizio, egli abbraccia senza esitazione la nozione di "ideologia anarchica". E non lo fa come una categoria concettuale di "secondo ordine" o chiaramente "inferiore" - per alcuni - rispetto alla categoria o al concetto marxista, ad esempio, di "scienza". A questo proposito, Cappelletti non crede - come noi - che la nozione di ideologia, dal momento in cui viene impiegata in uno qualsiasi dei suoi usi, debba presupporre che, proprio perché ideologica, l'ideologia libertaria sia una categoria "debole" e - a dire il vero - persino "morbida", a causa di quella presunta "certezza marxista" che, in ogni ideologia, elementi di "vera coscienza" coesistano (la minoranza) con altri che sono più preponderantemente falsi e quindi (la maggior parte) semplicemente errati. Sembra quindi dimenticare che esistono ideologie sane e ideologie fallibili.

In ogni caso, non è certo questa la posizione che si insinua surrettiziamente sotto l'uso raffinato e persino sofisticato che Cappelletti attribuisce a quella peculiare forma di solida ideologia, che è il conseguente e coerente modo etico di pensare e agire degli anarchici. E ciò si spiega fondamentalmente perché, sia nel pensiero ideologico coerente che nell'azione rivoluzionaria militante, gli anarchici hanno sempre sostenuto la loro attività emancipatoria con il sostegno conferito loro da quella speciale modalità di pensiero, da cui i libertari hanno tratto ispirazione, grazie alla potente filosofia sociale di cui l'anarchismo militante e rivoluzionario è il prodotto più compiuto, fin da quando vide la luce, con le prime schermaglie della lotta di classe antagonista e inconciliabile tra capitale e lavoro, durante la prima metà del XIX secolo.

In un certo senso, e nonostante le loro notevoli differenze, la storia originaria dell'anarchismo è contemporaneamente simile a quella del marxismo, con cui condivide alcune delle sue radici più profonde - come il pensiero dei grandi utopisti - o come nel caso di entrambe le correnti anticapitaliste influenzate dalla Rivoluzione francese e, soprattutto, dalla Comune di Parigi, oltre ad essere emerse per combattere la nascente classe borghese, che il modo di produzione capitalista e industriale rese essenziale, nello specifico momento decisivo della storia della modernità che la transizione dal feudalesimo al capitalismo richiedeva per il suo consolidamento. Tuttavia, se anarchismo e marxismo nascono dalle stesse radici preistoriche, il percorso evolutivo delle rispettive posizioni programmatiche li ha sempre più distanziati - fino al punto di diventare antagonisti e di fare degli anarchici la nemesi radicale del comunismo statalista pseudo-autoritario. E ciò avvenne perché il marxismo si accontentò del deplorevole slogan della sua lotta per demolire la macchina politica del capitalismo di stato, sostituendola con un'altra macchina statale che il comunismo statalista deviato riteneva fosse un'"alternativa". Ciò si rivelò alla fine non solo palesemente falso, ma persino controproducente per il compito libertario e perenne di emancipazione, avendo sostituito il vero proletariato con nomenclature di capitalisti di stato collettivi, stilate da esperti, con una rivisitazione tecno-burocratica chiaramente antisocialista.

Da qui l'importanza per le giovani generazioni di attivisti autenticamente libertari di non trascurare mai il fatto incontrovertibile che, al centro dell'ideologia anarchica, vi è, come suo supporto assiale, l'indispensabile filosofia sociale dell'anarchismo e alcune delle sue più care rivendicazioni emancipatorie, come l'autogestione sociale diffusa, il federalismo, il mutuo soccorso e l'internazionalismo proletario a favore dei lavoratori universalmente liberati.

A differenza del cosiddetto "comunismo di Stato" dei marxisti infatuati, che lo identificavano sempre con la visione problematica - presumibilmente "scientifica" - della "dittatura del proletariato", l'ideologia anarchica (nel significato pertinente che le è stato esemplarmente attribuito da Cappelletti), lungi dal sostituire rivoluzionariamente lo Stato capitalista con lo "Stato proletario", proponeva l'abolizione definitiva di tutte le forme statali e di governo, comprese quelle sempre impropriamente chiamate "Stati operai", che nel fatale corso del loro clamoroso collasso terminale, generavano un complesso repertorio di "dittature contro il proletariato". Ciò è in un senso specificamente diverso dalla dittatura antiproletaria che ogni capitalismo presuppone, di fatto, anche quello che si dichiara "liberale" e "democratico", ma che è riuscito a mantenersi solo come un'egemonia politica dispotica, sfruttando e opprimendo l'essere umano e la classe che produce beni e servizi utili, ma rubando ignominiosamente il surplus economico che ha storicamente e selvaggiamente strappato a tutti i produttori con il sangue e il fuoco. Che questa sintesi introduttiva della prima parte del breve, ma potente, testo di Cappelletti serva da invito alla sua lettura alternativa, istruttiva e combattiva, militante, antisistemica e antistatale.

Note:
1 Nel testo Ideologia Anarchica. Pubblicato dalla Black Flags Collection, Ediciones de Contacto, Messico 2023, p. 15 (corsivo mio).

https://www.federacionanarquistademexico.org/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center