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(it) Brazil, OSL, Libera #182 - LANCIAMOCI NELLA LOTTA E LA VITTORIA SARÀ NOSTRA - MARIA ANTÔNIA SOARES (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sat, 13 Sep 2025 08:47:43 +0300


Nata nello stato di San Paolo nel 1898, Maria Antônia Soares fu membro del Centro Femminile dei Giovani Idealisti e fu attiva in vari movimenti libertari all'inizio del XX secolo, insieme ai suoi fratelli, il Primitivo Raimundo Soares e Maria Angelina Soares. Il seguente articolo fu pubblicato sul numero 16 del quotidiano A Luta nel 1916, quando Maria Antônia aveva 18 anni. La trascrizione è tratta dal libro "Unidas nos lancemos na luta: o legado anarquista de Maria A. Soares", pubblicato nel 2021 da Tenda de Livros - ricerca di Aline Ludmila, Beatriz Silvério e Samanta Colhado Mendes.

Ancora la donna...
Moglie e madre, si trovò costretta ad abbandonare la casa e a cercare modi per contribuire al sostentamento della famiglia perché i guadagni del marito erano troppo scarsi. Figlia e sorella, sentiva il bisogno di sostenere i genitori anziani, resi inabili al lavoro perché avevano impiegato più forza di quanta ne avessero, e i fratelli minori, ancora troppo piccoli per mantenersi.
La necessità la costringeva a lavorare eccessivamente nelle fabbriche, ovunque, insomma, potesse guadagnarsi il pane che mancava a casa.
I capitalisti videro in questo un ottimo modo per aumentare il loro reddito e le diedero ciò che chiedeva, riservando agli uomini i lavori che richiedevano più forza di quella femminile, e anche i luoghi in cui poteva influenzare il destino morale delle persone, sostenendo di essere incompetente. Vediamo, quindi, che oggi le donne sono vergognosamente sfruttate e che gli uomini sono costretti a lavorare per uno stipendio più misero che mai, pena la perdita del lavoro, che per loro significa la miseria più orribile.

Quando consideriamo attentamente la nostra situazione, concludiamo che abbiamo solo due strade da percorrere: rimanere inattivi e trascinarci inevitabilmente fino a raggiungere lo stato più vergognoso di bassezza e miseria, oppure, senza timore delle conseguenze che potrebbero derivarne, lanciarci in una lotta risoluta e implacabile fino a conquistare i diritti che ci sono stati lasciati in eredità dalla Natura e che ci sono stati usurpati da una classe parassitaria che ha saputo approfittare della nostra debolezza. Ho osservato che quando una di noi donne esprime un'opinione, o presta il suo appoggio a qualche atto di propaganda emancipatoria, non manca qualche idiota (lo considero tale) che si lascia apparire sulle labbra un sorriso beffardo, e a volte arriva persino a esprimere verbalmente, con assurdità, il disprezzo che le azioni della donna ispirano in loro.
Riconosco che coloro che fanno questo sono o estremamente ignoranti o ipocriti, e in entrambi i casi non possono che meritare la nostra compassione. Per porre rimedio a questo malessere, è imperativo che tutti, uomini e donne, intraprendano un'azione energica da parte nostra, che porterà, come conseguenza immediata, a miglioramenti nella nostra condizione economica.
Uomini e donne soffrono degli stessi bisogni, entrambi sono sfruttati dalla stessa classe, la classe capitalista, e poiché subiscono insieme lo stesso giogo, è giusto che cerchino anche di distruggerlo insieme. La necessità di una forte unione tra gli affamati di entrambi i sessi è palpabile, un'unione totale di forze e sentimenti, che trasformerà i miserabili schiavi indifesi in una falange di uomini coraggiosi, pronti a combattere e vincere.
Solo l'unità e l'educazione possono elevarci moralmente al livello di esseri razionali.
È tempo che uomini e donne smettano di vivere separati da una diga di pregiudizi e concetti egoistici, che non portano altro che alla miseria dell'umanità.
L'azione della classe operaia unita, libera da pregiudizi di razza, nazionalità o sesso, ci farà dimenticare la vita di schiavitù che abbiamo vissuto fino ad oggi; che ricorderemo solo per maledirlo.
Spetta a noi, donne, iniziare la campagna di liberazione, perché le nostre anime martiri, che fin dall'inizio hanno subito gli oltraggi degradanti della più infame organizzazione sociale, la nostra anima è la più profondamente ferita, e quanto più assetata di amore e giustizia, tanto più deve essere disposta a raggiungere quelle fonti sublimi da cui emana la vera felicità.
Incoraggeremo i nostri fratelli e sorelle, e loro a loro volta ci offriranno il prezioso contributo di energie in cui risiede la forza suprema.
Lanciamoci, quindi, nella lotta con i cuori pieni di fede e speranza; e la vittoria sarà nostra.

https://socialismolibertario.net/
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