|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FAI, Umanita Nova #22-25 - Anarchismo e transfemminismo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 2 Sep 2025 07:37:56 +0300
In alcuni documenti presentati all'ultimo congresso della Federazione
del gennaio scorso, e pubblicati su queste pagine, venivano affrontate
le problematiche poste dai movimenti transfemministi e queer. ---- Con
queste note vorrei riflettere su come l'anarchismo si pone di fronte a
questi movimenti e sulle questioni che ne nascono sul piano teorico e
strategico. ---- Come scrive il Gruppo Germinal di Trieste: "negli
ultimi anni le questioni poste dai movimenti femministi, transfemministi
e queer[hanno]finalmente messo il patriarcato al centro della critica
politico-sociale e delle lotte dei movimenti. Il patriarcato è uno dei
principali strumenti di potere, oppressione e disciplinamento della
struttura sociale, politica, economica che ci viene imposta come unica,
naturale, giusta e connaturata con la stessa esistenza umana."
Da parte sua, la Federazione Anarchica Torinese sostiene: "Concepire
l'identità, ogni identità, come costruzione sociale, confine mobile tra
inclusione ed esclusione, è un approdo teorico che si alimenta della
rottura operata dal femminismo e dai movimenti lgbtqia+. La sfida è su
più fronti. Sfida allo Stato (etico), al patriarcato reattivo e al
capitalismo. Una sfida che non è mera astrazione o suggestione
filosofica, ma si attua nel convergere delle lotte, delle prospettive e
degli immaginari capaci di dar vita ad una prospettiva inedita. Il
sommarsi di diverse cesure identitarie, che spesso coincidono con varie
forme di esclusione, permette una contestazione permanente del
privilegio nei confronti delle gerarchie di potere." Questi dunque
alcuni passaggi dei documenti presentati.
Ci troviamo di fronte a movimenti di massa di cui l'anarchismo non può
disinteressarsi, sia perché hanno come obiettivo la distruzione dei
rapporti sociali di dominio che assumono la forma del patriarcato e la
critica dell'ideologia che ne deriva, sia perché questi movimenti
tentano di costruire rapporti di solidarietà e di inclusione e di
praticare l'azione diretta e l'autorganizzazione, pure tra molte
difficoltà e contraddizioni. Ma non dobbiamo ovviamente ritenere che i
movimenti transfemministi e queer si sviluppino in senso libertario
spontaneamente, e tanto meno che mettano spontaneamente in discussione
le istituzioni del dominio politico. Come in ogni altro movimento, è
necessaria l'azione cosciente delle minoranze anarchiche, azione
organizzata e orientata a dare un senso rivoluzionario a questi movimenti.
A questo proposito il Programma Anarchico ci fornisce indicazioni
semplici e chiare: compito delle minoranze libertarie è adoperarsi
affinché le masse popolari, o parti di esse, come ad esempio i movimenti
di cui si parla, pretendano, impongano, prendano da sé tutti i
miglioramenti, tutte le libertà che desiderano; non solo, le minoranze
libertarie devono favorire tutte le lotte per le libertà parziali,
convinte che nella lotta s'impara a lottare e che incominciando a
gustare un po' di libertà si finisce col volerla tutta. L'anarchismo
sarà sempre con i movimenti, e quando non si riesca a far loro
pretendere molto, bisogna cercare che almeno comincino a pretender
qualche cosa: sollecitandoli ad apprendere, poco o molto che vogliano, a
volerlo conquistare da sé, e tengano in odio ed in disprezzo chiunque
sta o vuole andare al governo strumentalizzando i loro problemi e i loro
obiettivi.
Il Programma Anarchico fornisce quindi gli strumenti di analisi e di
strategia adeguati anche per un intervento all'interno dei movimenti che
stanno scuotendo la struttura patriarcale della società. Questo
Programma però risente di essere stato redatto alla fine del XIX secolo,
e di aver ricevuto solo integrazioni marginali negli anni successivi. Da
questo punto di vista, i termini usati ad esempio risentono della
mancanza dei contributi portati dai movimenti alla critica del
linguaggio negli anni successivi. Per chiarezza: non si tratta di
sottoporre il nostro Programma ad un pinkwashing, ma di prendere
posizione, come Federazione, contro l'azione di disciplinamento e di
conservazione che anche il linguaggio svolge.
Per quanto riguarda il tema del patriarcato come elemento strutturale
della società del dominio e il ruolo dei movimenti transfemministi e
queer nella trasformazione in senso comunista e libertario della
società: entrambi questi argomenti non sono espressamente presenti nel
Programma; tuttavia, vi sono alcuni elementi che possono sollecitare uno
sviluppo del dibattito anche rispetto a queste tematiche.
Il Programma Anarchico è alieno da ogni impostazione di determinismo
economico nella formazione della attuale società. Nella descrizione che
il Programma Anarchico fa dell'evoluzione che ha portato alla società
attuale, due elementi sono fondamentali: innanzi tutto il surplus della
produzione umana rispetto al fabbisogno immediato, che permette a parte
della società di vivere alle spalle della maggioranza produttrice;
l'altro è il rapporto tra vincitori e vinti, cioè il rapporto di
dominio. Una base per sviluppare la riflessione dell'anarchismo di oggi,
mettendo in evidenza che le divisioni sociali del lavoro, cioè quella
tra lavoro manuale e lavoro materiale, quella tra città e campagna e
quella in base al genere sono tutte rapporti di dominio. Le persone che
si trovano ai poli opposti di questi rapporti di dominio costituiscono
le classi, a cui il capitalismo dà forma di valore, ma che comunque lo
precedono. In altre parole, il rapporto di genere è anch'esso una forma
dei rapporti di dominio, cioè dei rapporti di classe. Un'elaborazione di
questo genere, opportunamente articolata, avrebbe il pregio di
evidenziare, come è detto nelle prime righe del Programma, che la
cattiva organizzazione sociale è la causa della maggior parte delle
sofferenze umane, di cui le questioni di genere sono un aspetto.
Molto importante è inoltre evidenziare come le questioni di genere non
possano essere che aggravate da una qualsiasi politica dei governi.
Quello che caratterizza l'anarchismo rispetto ad altre tendenze
politiche riformiste e rivoluzionarie è la convinzione che non si possa
"abolire il privilegio e stabilire solidamente e definitivamente la
libertà e l'uguaglianza sociale se non abolendo il governo, non questo o
quel governo, ma l'istituzione stessa del governo." Questo concetto va
affermato, ma va anche dimostrato rispetto ad ogni questione sollevata
dai movimenti di massa, e quindi anche rispetto ai movimenti
transfemministi e queer, per evitare che possa essere strumentalizzata
da quelle forze che al governo ci vogliono andare. Questo tema
ovviamente dovrà essere affrontato nella pratica all'interno del
confronto continuo con la realtà sociale; ritengo comunque che una
riflessione generale del movimento anarchico sia più che opportuna.
Per quanto riguarda il ruolo dei movimenti transfemministi e queer nella
trasformazione sociale, credo che l'anarchismo debba ribadire
l'impossibilità della liberazione delle soggettività all'interno della
società del dominio. Questo non è un dato scontato, ma un risultato
della critica anarchica della società, un concetto che l'anarchismo ha
il compito di diffondere, un compito che solo l'anarchismo può
adempiere. Per quanto le società autoritarie cerchino di ampliare la
sfera dei diritti personali, questo allargamento è solo temporaneo.
Prima o poi la spinta per una maggiore libertà e giustizia sociale delle
masse, sia sul piano delle soggettività, sia su quello del reddito, sia
su quello dell'ambiente o della guerra, si scontra con la volontà dei
governi e delle classi privilegiate di ampliare il proprio dominio e i
propri privilegi. In questo scontro i governi ricorrono sempre più alla
violenza, sia contro la spinta delle masse popolari, sia l'uno contro
gli altri per ragioni di supremazia internazionale. Questo ricorso alla
violenza ha un effetto pratico, immediato, ma ne ha anche uno
ideologico, rivitalizzando tutte quelle ideologie suprematiste,
machiste, elitarie che hanno accompagnato l'uso della violenza.
Ogni ampliamento degli spazi per le libere soggettività nella società
attuale è quindi transitorio, se non viene eliminato alla radice il
rapporto di dominio, se non viene abolito il governo che di questo
rapporto di dominio è il garante, disponendo del monopolio della
violenza sociale. "Non questo o quel governo, ma l'idea stessa di governo".
Le forme assunte dai tentativi di superamento del capitalismo messi in
pratica dalle classi sfruttate nel secolo scorso sono tutte fallite,
vuoi perché quei tentativi sono stati soffocati nel sangue dalla
reazione internazionale, come avvenuto alla Rivoluzione Spagnola, vuoi
perché degenerati e tornati progressivamente nell'alveo del capitalismo,
come successo in Russia, in Cina, a Cuba.
L'anarchismo aveva previsto da tempo il pericolo rappresentato dai
governi "rivoluzionari", che avrebbero finito per soffocare la
rivoluzione. Ma un elemento interessante per la nostra riflessione è
dato dal carattere essenzialmente economico di queste rivoluzioni, che
affidavano il superamento dei rapporti interpersonali di dominio ad una
"forma superiore". Applicando rigidamente la formula di Karl Marx,
questi governi sono stati accomunati dalla convinzione che solo il
rapido sviluppo delle forze produttive avrebbe portato alla distruzione
dei rapporti di produzione borghesi e della sovrastruttura sociale e
culturale che ne deriva. In quest'ottica anche la soluzione della forma
rudimentale assunta dalle questioni di genere nella prima metà del XX
secolo veniva rinviata alla fase superiore del comunismo; d'altra parte
lo sviluppo delle forze produttive implica sì l'aumento dei mezzi di
produzione, ma anche l'aumento della classe lavoratrice. La messa in
discussione del binarismo nei rapporti di genere rappresenta una
minaccia per lo sviluppo delle forze produttive. Ecco quindi che il
lavoro riproduttivo, lasciato nel retrobottega del "Capitale", assume
un'importanza fondamentale, e il disciplinamento dei corpi e delle
soggettività, in quest'ottica, rappresenta un aspetto irrinunciabile
della trasformazione sociale come la concepiscono le tendenze
autoritarie. In questo modo, un processo iniziato per la liberazione
collettiva si trasforma in una nuova oppressione, in una nuova
schiavitù, sia pure in nome dell'Uomo Nuovo. L'uomo, appunto.
Credo che l'anarchismo possa dare un contributo fondamentale alla
maturazione rivoluzionaria dei movimenti. Come già detto, non si tratta
di aggiornare il Programma Anarchico, si tratta di integrarlo con una
riflessione e un agire pratico che ne espliciti le sollecitazioni alla
luce delle nuove esigenze dell'intervento delle anarchiche e degli
anarchici nelle lotte sociali.
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/anarchismo-e-transfemminismo/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Italy, FAS, Sicilia Libertaria #461 - Nella Palermo post-sgomberi: alienazione e invisibilità (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) France, UCL AL #362 - Antifascismo - 25 luglio: Giornata internazionale di solidarietà antifascista (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center