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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #22-25 - Nel nome del Padre. DdL 832 "padri separati" (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 28 Aug 2025 09:00:12 +0300
È estate e fa caldo: il periodo ideale perché nell'indifferenza generale
in Parlamento vengano approvati decreti che in altri periodi potrebbero
trovare forti opposizioni. Non sarebbe certo un fatto nuovo. Nella
disattenzione generale dovuta all'impegno nelle mobilitazioni contro la
guerra e la violenza che sempre più spesso ci circonda e nelle quali
siamo attiv3, è stato presentato in Senato il DdL 832, chiamato anche
decreto "padri separati", denominazione che già esplicita i soggetti da
beneficiare. Nella stessa disattenzione generale questo dispositivo
potrebbe essere approvato.
Si tratta di un disegno di legge che riprende il famigerato Decreto
Pillon in modo, se possibile, ancora più vergognoso, proponendo
modifiche al codice civile e al codice penale in materia di affidamento
condiviso dei figli in caso di separazione. Il Ddl 832 è stato proposto
da 14 senatori di FDI e Noi Moderati e dal 27 marzo scorso è in esame
alla Commissione Giustizia del Senato. È stato presentato in "sede
redigente", cosa che permette un arrivo blindato e accelerato in
Parlamento, cioè senza neppure la possibilità di essere emendato. Ha lo
scopo, come lo aveva qualche anno fa il disegno di legge Pillon, di
rendere la separazione e il divorzio - statisticamente richiesti in
prevalenza dalle donne - un percorso a ostacoli, garantendo così la
salvaguardia della famiglia tradizionale. Penalizzando in modo evidente
le donne, il disegno di legge garantisce la parte economicamente più
forte, generalmente quella maschile, che da tempo, anche attraverso
associazioni molto potenti, reclama minori carichi economici relativi al
mantenimento e una sostanziale revisione dell'automatismo
nell'assegnazione della casa alla donna.
Il concetto di fondo del DdL 832 è quello della parità genitoriale o
bigenitorialità perfetta. Detto così sembrerebbe qualcosa di positivo,
ma in realtà è un concetto assai insidioso, che tende a creare una
simmetria fasulla laddove simmetria non c'è, perché viviamo in una
società sessista e patriarcale in cui i ruoli sono dispari. La pari
genitorialità interessa solo quando si arriva ad una separazione e
diventa esercizio di potere, di dominio e di possesso; prima non
interessa, anzi, quando le famiglie sono "in piedi" la parità è
disfunzionale, perché la famiglia tradizionale deve reggersi sulla
disparità e sulla gerarchia.
Vediamo dunque quali sono i punti salienti del Disegno di legge "padri
separati".
Innanzitutto elimina l'obbligo di mantenimento dei figli sulla base
delle capacità economiche, disciplinando per legge il mantenimento al
50% senza una valutazione delle eventuali differenze di condizioni
economiche tra i due genitori. Eppure statistiche ISTAT e INPS
evidenziano come le madri siano più fragili dal punto di vista economico
rispetto ai padri. Altissima è la percentuale di donne che hanno un
lavoro precario e quindi un reddito non stabile, così come sono
moltissime le donne che, quando nasce un figlio lasciano il lavoro, o
perché lo perdono, viste le scarse tutele dei lavori precari, o perché
devono comunque assumere un ruolo di cura in mancanza di adeguati
servizi sociali di supporto.
Il DdL 832, sempre in nome della parità genitoriale, introduce l'obbligo
del doppio domicilio per i figli di genitori separati ed elimina così
abilmente l'assegnazione della casa familiare, garantendo per il
proprietario il pieno uso del bene e cancellando il diritto del minore a
una continuità abitativa stabile nella casa dove è cresciuto. La rapace
avidità alla base di questa disposizione non si misura nemmeno con le
tante situazioni reali in cui ad esempio i genitori separati vivono in
città diverse, cosa che può succedere con una separazione, dato che si
modificano le situazioni familiari, di vita e di lavoro.
Ma del resto la rigidità della norma, basata solo sul criterio
salomonico della spartizione paritaria, è pensata per trovare
adeguamenti specifici tramite figure esterne specializzate. Il DdL 832
impone infatti l'obbligo della mediazione familiare realizzata
attraverso la figura del mediatore. Qualcosa di superfluo nei casi di
separazioni consensuali e non conflittuali, di atroce nel caso di
conflitti non mediabili come quelli determinati da situazioni di
violenza, una motivazione purtroppo assai diffusa nelle separazioni. Una
donna che attraverso una separazione cerca di sottrarre sé e i figli a
una situazione di violenza domestica sarebbe costretta a una mediazione
che rappresenterebbe una violenza secondaria.
Ma non è finita qui. Tra le disposizioni più subdole del DdL 832 c'è
l'introduzione dell'obbligo del pagamento delle spese relative al parto
da parte di padri anche non coniugati, non conviventi, anche nell'ambito
di una relazione interrotta durante la gravidanza. Quella che
apparentemente sembrerebbe una responsabilizzazione economica è in
realtà qualcosa di estremamente pericoloso, perché riconosce
giuridicamente la figura maschile come padre ancor prima della nascita.
Un padre riconosciuto come tale prima della nascita del figlio e tenuto
ad obblighi, può anche vantare diritti sul nascituro, può sostenere di
avere un interesse giuridicamente rilevante sulla gravidanza, e, ad
esempio, può interferire con le scelte della donna che decida di
interrompere la gravidanza. Se consideriamo questi scenari, appare
evidente quali intrecci ci siano tra campagne per la "genitorialità
condivisa" e quelle per la "tutela della vita nascente", che ci
risuonano sinistramente nelle orecchie.
Abbiamo elencato solo alcuni dei punti salienti di questo disegno di
legge, un provvedimento che vuole aumentare il potere maschile,
penalizzando le donne e scoraggiandole da avviare procedure di
separazione in cui non viene nemmeno garantito il mantenimento,
colpevolizzandole se non mediano situazioni insostenibili, considerando
i figli in un'ottica di spartizione proprietaria, ribadendo insomma
l'antico ordine patriarcale.
Non possiamo permettere che questo decreto passi nell'indifferenza.
Prepariamoci a un'altra lotta, prepariamoci a una replica delle
manifestazioni "vittoriose" contro il decreto Pillon.
Claudia Scotto
https://umanitanova.org/nel-nome-del-padre-ddl-832-padri-separati/
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