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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #20-25 - Gli USA bombardano l'Iran - Fermare ogni guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 15 Aug 2025 09:09:02 +0300
Gli USA hanno lanciato il 21 giugno un imponente attacco aereo
sull'Iran. Nel momento in cui chiudiamo il giornale, a poche ore dai
bombardamenti, non possiamo sapere quali saranno gli sviluppi degli
eventi. Il nostro appello sarà comunque lo stesso, blocchiamo la
logistica della guerra, le strutture militari italiane, USA e NATO che
in questo paese sono base per le guerre nel mondo. Siamo certe che solo
il moltiplicarsi e l'estendersi delle iniziative antimilitariste contro
la guerra e contro la produzione e il trasporto delle armi può inceppare
la grande macchina della morte che gli stati e i grandi gruppi
capitalisti alimentano innalzando la tensione internazionale e
riversando nel riarmo fiumi di denaro.
Siamo di fronte ad un'ulteriore accelerazione della corsa verso la
guerra totale in cui ci stanno gettando le grandi potenze mondiali, sia
che l'attacco statunitense porti ad aprire nelle prossime settimane un
nuovo fronte di guerra, sia nell'improbabile prospettiva che questa
dimostrazione della potenza distruttiva delle armi strategiche USA porti
in qualche modo ad una tregua, con o senza un cambio di regime a Teheran.
Secondo le dichiarazioni dei governi riprese dai media, sarebbero stati
colpiti tre diversi obiettivi connessi al programma nucleare iraniano:
l'impianto di arricchimento dell'uranio di Fordow, l'impianto nucleare
di Natanz, e il centro di ricerca di tecnologia nucleare di Isfahan.
Il generale dell'aeronautica Dan Caine, capo dello stato maggiore
congiunto degli USA ha dichiarato in una conferenza stampa che
nell'operazione sono stati coinvolti più di 125 velivoli militari, tra
cui dozzine di aerei cisterna di rifornimento in volo. I 7 bombardieri
B-2 sarebbero decollati dalla base Whiteman in Missouri, avrebbero
sorvolato l'Atlantico e il Mediterraneo, passando sopra la Sicilia,
sarebbero stati allora affiancati da numerosi caccia di quarta e quinta
generazione che scortandoli avrebbero colpito alcune installazioni
antiaeree iraniane. Mentre i B-2 eseguivano il bombardamento dei siti di
Fordow e Natanz con 14 bombe perforanti GBU-57 da 14 tonnellate
ciascuna, da un sommergibile USA schierato probabilmente nell'Oceano
Indiano sono stati lanciati più di due dozzine di missili tomahawk sul
sito di Isfahan. Un'operazione di rilevanza strategica che, ancora
secondo quanto dichiarato dai vertici militari statunitensi, sarebbe
stata preparata per mesi. Ciò non fa che confermare quanto affermavamo
nel numero precedente di Umanità Nova riguardo all'inizio dei
bombardamenti israeliani verso l'Iran "Questo attacco non sarebbe stato
possibile senza il supporto delle forze armate USA: Israele si conferma
il killer a cui l'amministrazione USA arma la mano". Anzi, probabilmente
i bombardamenti israeliani servivano proprio a spianare la strada al
bombardamento statunitense, che il presidente USA Trump ha definito
«spettacolare» presentandolo come un messaggio al mondo, per dimostrare
di poter distruggere anche i bunker nelle montagne dove possono
nascondersi, oltre agli arsenali, anche gli stati maggiori e i leader di
governo.
L'agenzia Askanews riporta che il ministro degli esteri Tajani avrebbe
detto «L'Italia non è stata informata prima dell'attacco, anche se era
nell'aria. Non sono per ora state richieste basi militari in Italia
dagli Usa. E non sono partiti aerei dall'Italia». Se la citazione è
stata riportata correttamente una dichiarazione del genere appare
ridicola. Un'operazione di tali dimensioni non può avvenire senza che vi
siano informazioni, specie verso le autorità di un paese il cui spazio
aereo viene attraversato dall'operazione. Ricordiamoci che nel 2011
l'Italia partecipò al bombardamento della Libia con i propri aerei allo
stesso livello di Regno Unito e Francia, compiendo azioni di
bombardamento e di eliminazione di postazioni antiaeree. Il governo
allora guidato da Berlusconi dichiarò all'epoca che l'Italia non aveva
partecipato alle operazioni, per timore che si sviluppassero proteste
contro l'intervento. Una notizia del 22 giugno, passata in secondo
piano, ma riportata chiaramente dall'ANSA è che il ministro della difesa
Crosetto ha ridefinito le modalità di comunicazione della Difesa,
assegnando importanti competenze allo Stato maggiore della Difesa, al
Centro Operativo Vertice Interforze e all'Ufficio Pubblica Informazione
e Comunicazione della Marina Militare. Il ministro infatti, riporta
l'ANSA, «ha autorizzato alla comunicazione con i media il capo di Stato
maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, il comandante del
Covi, il generale Giovanni Maria Iannucci, e il capo dell'Upicom, il
generale Diego Fulco. Sarà Upicom, con il gabinetto del ministro e lo
Stato maggiore della Difesa, a coordinare il gruppo al quale
parteciperanno anche esperti di comunicazione strategica e operativa con
il compito di interfacciarsi con i giornalisti "con norme di linguaggio
chiare e definite" e di aggiornare i media sul lavoro dello stesso
ministro. L'obiettivo è anche quello di informare più correttamente
possibile in un momento che viene definito "molto delicato"». In questo
modo la comunicazione pubblica del ministero è messa nelle mani
dell'autorità militare, è chiaramente un altro passo verso
l'instaurazione di uno stato di guerra, almeno per ora non dichiarato
ufficialmente.
L'Italia purtroppo è coinvolta nel bombardamento USA in Iran, così come
è coinvolta nei recenti bombardamenti israeliani, nel genocidio a Gaza e
in Palestina, nella guerra in Europa Orientale. In Italia vi sono
numerose basi statunitensi, tra cui due basi aeree, Aviano e Sigonella,
che hanno avuto un ruolo di primo piano nelle guerre degli ultimi
decenni, in particolare nei Balcani ed in Medio Oriente. Inoltre in
Sicilia è presente una delle quattro antenne del MUOS esistenti a
livello globale, che garantiscono il sistema di comunicazioni
satellitari militari agli USA. È chiaro che queste strutture non possono
non essere coinvolte in simili operazioni. Ci sono movimenti radicati
nei territori che si oppongono a queste basi, come ci sono lotte tra i
lavoratori dei trasporti per fermare i carichi militari. Facciamo sì che
queste lotte si estendano a più larghi settori della società. Fermiamo
la guerra.
Dario Antonelli
https://umanitanova.org/gli-usa-bombardano-liran-fermare-ogni-guerra/
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