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(it) Italy, FAS, Sicilia Libertaria #460 - CHI HA AZZOPPATO IL DISONOREVOLE GALVAGNO? (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Thu, 14 Aug 2025 09:17:21 +0300


Non aveva detto in campagna elettorale che avrebbe distratto i soldi dei siciliani per curare i suoi interessi personali, crearsi nuove clientele e ringraziare gli amici: perciò non ha mai mentito e nessuno (nel suo partito e nella coalizione) può tacciarlo d'incoerenza. Quanto all'onestà, quella gli è stata garantita subito dopo l'elezione da Ignazio La Russa, addirittura il presidente in pectore della Repubblica italiana (casomai morisse Mattarella). Non vi è dunque motivo perché debba dimettersi. Infine, siamo o non siamo tutti nella stessa barca (cioè dei garantisti)?

Questo il succo dell'intervento che Gaetano Galvagno, il più giovane presidente dell'Assemblea siciliana, indagato negli ultimi mesi dalla magistratura per corruzione e peculato, ha tenuto a sala d'Ercole il 1° luglio scorso, tacitando ogni illazione giornalistica e blindando le vacanze estive dei suoi colleghi onorevoli.

Tutti loro, di tutti i partiti, facevano finta in realtà di non sapere degli intrallazzi, della parentela poco qualificata del Presidente (Mimmo Galvagno, un suo parente, era stato "l'uomo forte" di Paternò prima del fallimento della "Simeto Ambiente", il consorzio che dirigeva, restandone miracolosamente indenne ma indebitando i Comuni etnei per vent'anni), della spesa allegra da lui effettuata - con rendicontazione fasulla - di centinaia di migliaia di euro già in dotazione alla Presidenza dell'ARS, della sua attitudine trasformista che in pochi anni l'aveva condotta dalla corte di Raffaele Lombardo a quella dei La Russa, della gara appena iniziata - con entrambi tali sponsor d'eccezione - alla prossima poltrona di governatore della Sicilia.

Il suo principale errore è stato quello di non accontentarsi delle "briciole" spettanti al proprio ruolo, degli oltre 50 incarichi ufficiali di collaborazione e molti altri di consulenza affidati ad amici e parenti, della "dote" assegnatagli dall'ultima Legge Finanziaria, approvata il 9 gennaio scorso, per attingere invece ad altre più corpose risorse in mano ad assessorati compiacenti (sono stati finora conteggiati circa 2.800.000 euro di cui aveva una personale disponibilità), in gran parte finalizzati a perorare forse con troppo anticipo le proprie mosse arrampicatrici.

É nell'ambiente purulento dei palazzi regionali che è quasi sicuramente maturata la resa dei conti che lo sta travolgendo. Uno sgarro, un'alzata di spalle, un rifiuto ostinato, e le fazioni politico-criminali avverse, che da sempre armano le ambizioni di potere in Sicilia, hanno lanciato il loro strale colpendolo nel punto più debole.

Nell'ultima Legge Finanziaria, approvata il 9 gennaio scorso, tutti i 70 deputati (tranne uno), di tutti i partiti, si sono riservati una quota parte del bilancio regionale (100 milioni su 9 milioni di euro) per finanziare, in totale discrezionalità e impunità, senza bandi, criteri o regole prefissate, ben 1202 interventi a favore di enti, associazioni e privati che organizzano o patrocinano eventi culturali e di promozione turistica, con sede nei singoli collegi elettorali: in sostanza, per foraggiare le clientele di ciascun deputato e "curare" il suo elettorato, attuale e potenziale. Non "voto di scambio", per carità, ma "scambio con promessa di voto" (che è un po' lo stesso ma non si finisce in galera)! La differenza con quanto imputato al presidente dell'Assemblea, si vede bene, è solo di natura quantitativa.

Per noi anarchici quanto succede non è una novità. Da sempre sosteniamo che i politici di alto rango, per il solo fatto di partecipare al gioco elettorale - ancor prima di assumere cariche e gestire fondi milionari - sono corrotti. Il loro è uno scambio permanente di voti (e dietro ai voti, di favori, benefici e prebende) per acquisire potere, e viceversa.

Sorpresi si sono mostrati invece le associazioni ed i Comuni esclusi, a cominciare da quello di Canicattini Bagni, il cui sindaco, Paolo Amenta, è anche presidente dell'associazione dei comuni siciliani (ANCI Sicilia). Silenziato dai mass media di regime, Amenta ha denunciato inutilmente, con parole accorate, come i fondi stanziati in tal modo "frammentato" non vadano incontro a esigenze reali degli enti locali, a colmarne le debolezze organizzative e finanziarie, a risolvere problemi strutturali e infrastrutturali.

Intanto, la cultura, quella vera e non da avanspettacolo o da sagra paesana, sta al palo. E il turismo, quello di scoperta e non di sopraffazione dei luoghi e delle persone? E la strombazzata crescita civile, economica e sociale dei territori? Condannata a piatire finanziamenti sempre più scarsi e insufficienti. Ma è soprattutto l'autosviluppo della nostra terra a venire continuamente minacciato e marginalizzato dal massiccio proliferare di iniziative mediocri, ben sovvenzionate e talvolta lucrose, megafono per nuove generazioni di politici famelici.

Che fare? Intanto ricominciamo a occuparci di loro, a sputtanarli, a pensare come espropriare questi arraffatori e sfruttatori a buon mercato del consenso popolare e delle principali risorse della nostra terra.

Natale Musarra

https://www.sicilialibertaria.it/
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