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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #20-25 - Agripunk: un'isola da salvare (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 11 Aug 2025 08:43:29 +0300
Agripunk sta nel paesaggio toscano "scomodamente": costituito da sei
capannoni industriali annidati tra le colline a poca distanza
dall'abitato, fu fattoria, sede delle truppe tedesche durante la seconda
guerra mondiale ed allevamento intensivo di tacchine. Oggi è un luogo
unico nel suo genere, in cui antispecismo, transfemminismo, antifascismo
militante e punk hardcore si incontrano nella pratica e nella lotta
quotidiana. ---- Quando David (che già abitava in zona) e Desirée (in
arrivo dal Veneto) cominciarono ad approcciarsi al luogo, esso era un
allevamento intensivo di tacchine, dove transitavano migliaia di
individui destinati alla grande distribuzione tramite il marchio
Amadori, che fornisce anche MacDonalds. L'odore del guano stantio e dei
corpi in putrefazione lasciati a marcire era irrespirabile e inondava
tutta la valle e il vicino paese di Ambra rendendo la vita impossibile
per * residenti. Dez e David dettero vita ad una campagna di pressione
realizzando dei video sulle condizioni all'interno dell'allevamento,
banchetti e altre attività che portarono alla chiusura dell'attività,
chiudendo una storia di sfruttamento animale che durava da decenni e
aprendo un nuovo capitolo che dura tuttora.
Agripunk si "prende" il podere: per garantire la sicurezza delle persone
non umane che si trovano nel rifugio bisogna soddisfare la burocrazia
statale, che non riconosce il concetto di "rifugio", ma solo quello di
agro-business. Agripunk riuscì ad ottenere un "codice stalla" proprio
come se fosse un allevamento "normale". Lo status giuridico delle
persone non umane in Italia è caratterizzato dall'ipocrisia specista e
da un sistema che divide gli animali in DPA e non-DPA (ovvero Destinati
alla Produzione Alimentare o non-). Con diverse difficoltà, Agripunk è
riuscita ad ottenere che gli individui che entrano a vivere lì abbiano
status di "non-DPA", così anche per la burocrazia escono definitivamente
dalla filiera alimentare. Un bel precedente, che è stato utile anche ad
altri rifugi e che ha anticipato il decreto che dal marzo 2023 ha
parzialmente riconosciuto lo status giuridico dei rifugi. E così, con
piglio DYI e tanta pazienza, Dez e David hanno imparato a fare tutti i
mestieri necessari in campagna, continuando le pratiche che rendono
Agripunk diverso da tanti altri rifugi. Per esempio, Agripunk non si
definisce "santuario", parola utilizzata in contesti più spirituali,
preferendo la parola "rifugio" proprio perché in sintonia con la storia
del luogo richiama l'idea politica di persone rifugiate, che scappano,
escono, si svincolano, si ribellano e trovano per tutta o parte della
loro vita un altrove da abitare. La lotta antispecista e la cura
costante delle persone non-umane costituisce una buona parte
dell'attività ad Agripunk, ma non è l'unica: lo spazio è fisicamente
suddiviso in varie zone al coperto dove si fanno le iniziative,
(concerti, workshop, dibattiti, la serigrafia...) e poi i pascoli, i
capannoni, le aree dedicate alle persone non umane. Sono spazi divisi ma
in continuità, che formano "un corridoio ecologico" che unisce anche
fisicamente le varie lotte. Le iniziative sono "separate" ma alla
presenza degli animali. La lotta all'oppressione tiene tutto insieme in
modo molto spontaneo e naturale, oppressioni non pensate
individualmente, ma vincolate tra loro, perché possono colpire ed essere
agite da chiunque. La sottomissione de* viventi è funzionale al
profitto, quindi l'anticapitalismo senza opposizione alla zootecnia è
incompleto. Ad Agripunk l'intersezione delle lotte viene fuori da sé:
eventi sul Rojava, o a tema transfemminista e concerti di band
indipendenti convivono a fianco alle soggettività libere. Negli anni
Agripunk ha ricevuto la solidarietà di decine di persone,
organizzazioni, band antispeciste, ma uno dei concetti di base -
valevole sia per le band che per l* volontar* - è che Agripunk non è
aperta solo a realtà o individualità antispeciste, perchè tutt* abbiamo
cominciato da qualche parte, e perché, dice Dez «se non sei[vegan
antispecista]è perché non lo sei ancora».
La liberazione dell'allevamento intensivo ha migliorato anche le
condizioni della popolazione locale, che ha apprezzato di essere stata
liberata dalla puzza terribile che le rovinava la vita. Ormai non
riuscivano neanche a trovare acquirenti per le loro case, se avessero
voluto andare a vivere altrove. Sono ripartite anche altre attività
all'aria aperta in paese, che prima scarseggiavano. Ogni tanto qualche
pensiero più radicale può essere visto con diffidenza, ma tutto sommato
viene accolto. La cultura della carne in Toscana è molto forte, e
purtroppo, la mitologia dell'"eccellenza della carne" si porta dietro
anche l'illusione del "welfare animale", secondo cui le persone non
umane sfruttate per creare i prodotti più di lusso, come la "chianina",
vivrebbero in condizioni privilegiate da cui la crudeltà è perfettamente
assente. E in effetti, benché la maggior parte delle persone umane
condanni gli allevamenti intensivi, è l'unico modo per avere la carne a
buon prezzo (e partecipare a quello che storicamente è stato un
privilegio per ricchi). Invece di diventare vegan, si illudono cercando
la "carne felice". La forza della tradizione è enorme: basti pensare al
Palio di Siena, contro cui sembra impossibile dire alcunché, o altre
manifestazioni simili altrove.
Dove siamo ora: il progetto fin da subito aveva come obiettivo non solo
la chiusura dell'allevamento, ma la creazione di una realtà sostenibile
e duratura. Tra mille peripezie legali la lotta va avanti da 10 anni
grazie alla solidarietà di tant* volontar* e solidali, grazie
all'autogestione e all'autofinanziamento, con un'idea ben chiara di un
mondo diverso. Ora Agripunk è un rifugio per più di 100 individui non
umani (mucche, capre, galline, suine, cani, gatti, volatili vari etc.).
La situazione è in evoluzione e complessa, comunque serve urgentemente
una cifra che permetta di saldare gli affitti arretrati ed acquistare il
podere, mettendolo stabilmente e definitivamente a disposizione di
Agripunk, impedendo che venga snaturato impiantandoci altre attività
commerciali e sicuramente speciste. L* compagn* di Agripunk, assieme
alle decine di solidali che hanno incrociato la loro storia negli anni,
hanno realizzato una zona libera dove si pratica già oggi qualcosa di
quello che in molt* vorremmo vedere in una società futura. Un progetto
così fornisce il più grande nutrimento per il cambiamento: l'esempio
concreto, una spinta alla creazione di altre "isole di libertà", nella
speranza che queste ultime riescano a congiungersi e a formare sacche
sempre più grandi, dando rifugio e nuovo futuro ad animali - umani e non
- di tutti i tipi, ai loro desideri e ai loro bisogni. Ma non solo:
Agripunk è anche un presidio permanente che monitora le attività
zootecniche in zona e "rompe le scatole" all'agrobusiness locale:
infatti attualmente c'è anche il progetto, sostenuto da divers*
residenti, di far pressione per la chiusura di un altro allevamento che
scarica reflui nocivi in zona.
Nell'isola di Agripunk la guerra tra persone umane, la guerra alla
natura, le tecnologie per l'agribusiness, ma anche la violenza della
proprietà e del capitale si intrecciano in modo tutt'altro che casuale,
e incontrano forme di resistenza che nonostante tutto si rinnovano
sempre. Da Giorgina e Lisetta, (le prime tacchine ad essere liberate) a
Scilla (la mucca salvata dal mare), a tutte le persone non umane che
vivono libere e felici ad Agripunk ora e tutte le altre persone che
hanno attraversato il rifugio, hanno lasciato qualcosa, e preso
qualcos'altro, arricchendosi reciprocamente. Quello che facciamo per
spazi come Agripunk lo facciamo pure per noi tutt*.
PER DONARE
? www.agripunk.com/donazioni
? 5×1000 AD AGRIPUNK ONLUS_ CF: 90032580517
? IBAN: IT11P0501802800000012165098
intestato ad Agripunk onlus - Località L'isola, Ambra (AR)
causale: erogazione liberale
Link da segnalare:
www.agripunk.com/
bioviolenza.blogspot.com/
www.elettrisonanti.net/2020/01/20/agripunk-volume-01-compilation-della-stalla/
totalliberationrecords.bandcamp.com/album/benefit-compilation-for-agripunk
Julissa
https://umanitanova.org/32541-2/
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