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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #20-25 - N.A.T.O. per sfruttare. Il Patto Atlantico, una storia di violenza (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 10 Aug 2025 06:51:54 +0300
Il 4 aprile 1949 viene firmato a Washington il Trattato dell'Atlantico
del Nord. Nel luglio del 1948 erano cominciate le trattative, sempre a
Washington, tra i cinque stati che componevano l'Unione Europea
Occidentale (Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo),
i rappresentanti degli Stati Uniti e del Canada. I governi dei cinque
stati europei puntavano a coinvolgere gli Stati Uniti e il Canada in
un'alleanza dell'Atlantico del Nord che avrebbe dovuto escludere gli
stati sconfitti della seconda guerra mondiale, Germania e Italia. Il
governo degli Stati Uniti puntava invece ad un'alleanza più larga, che
arrivasse fino al fiume Elba, e comprendesse oltre alla parte
occidentale della Germania, allora divisa con l'occupazione sovietica
della Germania Orientale, l'Italia, la Danimarca, la Norvegia, la Grecia
e la Turchia.
Il carattere difensivo del trattato era dovuto alle preoccupazioni
dell'amministrazione USA per una possibile invasione sovietica;
preoccupazioni abilmente agitate per costringere gli stati europei al di
fuori dell'area di influenza dell'URSS ad accettare gli aiuti previsti
dal Piano Marshall e quelli militari, connessi al costituendo Patto
Atlantico. L'amministrazione statunitense, con la stipula e
l'allargamento del Patto Atlantico, puntava quindi in Europa ad
obiettivi diversi e in parte contraddittori: conservare il modo di
produzione capitalistico, infondendogli nuovo vigore, attenuare gli
effetti dello scontro di classe, placare i tradizionali contrasti fra i
gruppi dirigenti dei vari stati, evitare al tempo stesso che l'Europa,
una volta rimessa in piedi economicamente, si contrapponesse agli USA e
conservare quindi a questi ultimi una posizione egemonica.
Il ruolo reazionario del nuovo trattato è messo particolarmente in luce
dagli avvenimenti che portarono il governo italiano alla firma. Per
arrivare al previsto allargamento, il governo USA aveva bisogno che i
governi degli stati europei che desiderava aggiungere ai cinque dell'UEO
facessero una richiesta formale a Washington, necessaria per superare le
ostilità presenti sia fra gli stati dell'UEO sia nel Congresso degli
Stati Uniti. Un ruolo importante fu svolto dall'ambasciatore italiano a
Washington, Alberto Tarchiani, che compì diverse visite in Italia per
spingere il governo italiano, guidato da Alcide De Gasperi, a formulare
questa richiesta. In una di queste visite Tarchiani ottenne un'udienza
da Papa Pacelli, Pio XII, per convincere il capo della chiesa cattolica
ad agire contro il neutralismo e il pacifismo assai diffusi in vasti
settori del movimento cattolico e della Democrazia Cristiana. Lo stato
d'animo della maggioranza delle masse popolari italiane, a pochi anni
dalla fine di una guerra disastrosa, era decisamente orientato verso la
difesa della pace e della neutralità, anche fra chi votava la Democrazia
Cristiana o gli altri partiti di governo. All'interno delle classi
privilegiate erano invece diffusi sentimenti filoatlantici, in gran
parte perché si vedeva nell'alleanza militare una difesa contro
possibili trasformazioni sociali; in parte, inoltre, nei settori legati
all'industria bellica e ai circoli militari, si vedeva nell'adesione
all'alleanza un modo per superare le prescrizioni del trattato di pace
in materia di riarmo. In questa situazione il papa decise di inviare un
radiomessaggio in occasione della festività cattolica del natale 1948
nel quale, dopo aver affermato che ogni guerra di aggressione era un
delitto e che la difesa contro un'ingiusta aggressione era legittima,
sosteneva la necessità della solidarietà delle nazioni con quella
aggredita. Un intervento che mise a tacere l'opposizione delle sinistre
democristiane alla progettata alleanza.
Fin dalla sua nascita, quindi, il Trattato dell'Atlantico del Nord ha
riunito in un'unica organizzazione gli stati che ancora conservavano un
vasto impero coloniale, come la Gran Bretagna, la Francia, i Paesi
Bassi, il Belgio e il Portogallo. È significativo il fatto che anche i
dipartimenti francesi d'Algeria, fino all'indipendenza, fossero coperti
dal Patto. Inoltre, nel corso degli anni il Trattato ha sempre
accresciuto il carattere di controllo interno. A partire dalla metà
degli anni '50 vengono coordinate strutture preesistenti, allo scopo di
creare una struttura di sicurezza parallela. La rete si chiamava
"Stay-Behind" e aveva diramazioni in quasi tutti i paesi della NATO, tra
cui Grecia, Belgio, Francia, Germania e Paesi Bassi. Per quanto
riguarda l'Italia, la struttura si chiamava Gladio e nasce nel 1956,
grazie ad un accordo tra la CIA e i servizi segreti italiani: sarà la
CIA a rifornire Gladio di soldi, armi, esplosivi; a Gladio aderiranno
molti esponenti neofascisti e sarà una struttura orientata a contrastare
più che un'invasione sovietica, le forze del movimento operaio ed
eventuali moti di piazza.
A questo sono da aggiungere le teorie sulla guerra rivoluzionaria e
sulla guerra psicologica elaborate in Francia tra la fine della guerra
d'Indocina e l'inizio di quella di Algeria (1953-1957). Si tratta di una
dottrina che combina aspetti repressivi estremi, come la tortura, con la
propaganda e l'azione provocatoria. Questa dottrina è stata adottata da
numerosi stati aderenti alla NATO e adottata anche al di fuori del
continente europeo, come in America Latina, dove i teorici francesi
della guerra rivoluzionaria si sono riciclati come consulenti delle
dittature militari. In Europa è da segnalare il colpo di stato in
Grecia, guidato da un gruppo di ufficiali intermedi con l'appoggio degli
Stati Uniti, per impedire l'avvento di un governo di centrosinistra.
Anche in Italia la strategia della tensione e le stragi di stato che ne
sono derivate sono state favorite dall'esistenza della struttura Gladio
e ispirate dalla dottrina della guerra rivoluzionaria, con l'obiettivo
di fermare il movimento di massa sviluppatosi nel 1968-69.
Oggi la NATO ha superato ampiamente i limiti di un'alleanza difensiva,
con gli interventi in Bosnia Erzegovina (1993), Kosovo (1999),
Afghanistan (2003), Iraq (2004), Golfo di Aden (2009), Libia (2011),
Siria (2012). Oltre a studiare nuove forme di controllo dei movimenti
popolari all'interno, l'apparato della NATO si dimostra uno degli
strumenti più efficienti nelle mani dei governi alleati
dell'imperialismo angloamericano per mantenere il controllo economico,
politico e militare del mondo.
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/n-a-t-o-per-sfruttare-il-patto-atlantico-una-storia-di-violenza/
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