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(it) Italy, Sicilia Libertaria: PERCHE' OPPORSI AL PONTE - Pippo Ponte (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 29 May 2024 10:27:25 +0300


Il ponte è colonialismo. ---- In quanto opera funzionale esclusivamente ad interessi economici e politici delle classi dominanti del Nord e di quelle locali loro complici il Ponte sullo Stretto rappresenta un'operazione di stampo colonialista. Tutte le "teorie" sprecate a suo supporto (decollo dell'economia, collegare la Sicilia all'Europa, decine di migliaia di posti di lavoro...) sono pura propaganda volta a nascondere il vero fine dell'operazione: illudere i siciliani e i calabresi, distribuire risorse economiche alle élites nazionali e agli apparati industriali coinvolti, finanziare la politica, produrre consenso elettorale a Salvini e alla sua cerchia. L'attraversamento dello Stretto è solo un pretesto, ma il prezzo di questo pretesto sarà carissimo (e in parte lo è già) per le popolazioni coinvolte. L'operazione è colonialista perché mira ad accentuare la dipendenza delle due regioni dal Nord ricco, ne acuisce la subalternità e allarga il disequilibrio provando contemporaneamente ad annichilire le masse meridionali, soprattutto la loro capacità di ribellione.

Il ponte è mafia..

Qualcuno che non amiamo molto in una delle sue prediche ha detto che questo ponte unisce due cosche e non due coste. L'interesse della mafia per il progetto di Ponte sullo Stretto non è nuovo ed è entrato perfino in una inchiesta internazionale riguardante la mafia siculo-canadese. I sostenitori dell'opera fingono di non sapere che non esistono attività sul territorio messinese o reggino, nel campo delle costruzioni, che non siano condizionate dalla mafia o dalla 'ndrangheta. Per condizionate s'intente sia infiltrate sia direttamente risalenti, tramite prestanome e riciclaggi, alle famiglie dominanti le due province e le due regioni. Appalti, subappalti, indotto, movimento terra, trasporto, terreni sotto esproprio, portano tutti il marchio di fabbrica mafioso; verso questo sistema, ben radicato anche nel mondo imprenditoriale in genere, in quello della politica e della pubblica amministrazione, in quello dei media, pioveranno parte dei miliardi del ponte, ancora prima che l'opera veda la luce (se mai la vedrà), trattandosi di attività basate sulla terra ferma, le uniche che potranno essere cantierizzate fra una manciata di mesi..

Il ponte è distruzione. .

Ambienti, comunità, vite, paesaggi, equilibri ecologici sono sotto attacco di un liberismo arrogante e distruttivo, prima ancora che costruttivo. La devastazione che i cantieri provocheranno ad un vastissimo territorio che, dal centro di Messina si estenderà per un raggio di decine di chilometri, sarà irreversibile; seppellirà campi e quartieri, spiagge e corsi d'acqua sotto montagne di cemento, trasformando uno dei siti più importanti dell'area dello Stretto in un cimitero di piloni, svincoli, piazzali, baracche; i suoi effetti si abbatteranno contro il territorio messinese e reggino con una forza superiore a quella del terremoto del 1908. .

Il ponte è distrazione. .

Questa maldestra operazione serve ad allontanare le popolazioni siculo-calabre dalla percezione dei loro reali problemi, relegandoli in funzione subalterna alla "grande opera"; se non peggio, ponendo la loro soluzione come automatica conseguenza delle presenza del Ponte, così, per magia. Senza Ponte nessuna delle esigenze primarie dei territorio potrà pertanto essere soddisfatta. La narrazione non è solo tossica, non è solo falsa, ma è ricattatoria. .

Opporsi. .

Opporsi alla mafia, al colonialismo, alla devastazione capitalista, al veleno della propaganda, vuol dire opporsi al Ponte sullo Stretto. Vuol dire difendere il territorio siciliano e calabrese, difendere e rivendicare l'insularità siciliana e i delicati equilibri geologici ed ecologici dell'area dello Stretto. Vuol dire difendere il mare, l'aria, la terra e la salute degli abitanti. .

Opporsi al Ponte è un gesto anticolonialista e anticapitalista; è esigere - invece del Ponte - interventi immediati di messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e geologico, accentuato, quest'ultimo, da cambiamenti climatici, siccità, roghi, spopolamento di paesi e campagne, a loro volta all'origine di una spirale di desertificazione sociale senza oprecedenti; è esigere infrastrutture a basso o nullo impatto ambientale per i collegamenti dei paesi montani, e dell'intera isola con ferrovie efficienti e finalmente moderne; esigere l'attraversamento dello Stretto con una flotta di navi traghetto moderne, veloci, attrezzate ad ospitare treni adatti a manovre brevi ed essenziali (progetti esistenti da anni nei cassetti di RFI ma volutamente bloccati); esigere interventi radicali in tema di acqua per le campagne, le città e i paesi. Tutti obiettivi in grado di provocare cicli virtuosi di rivitalizzazione sociale, occupazionale e di benessere collettivo, freno all'emigrazione, opportunità di ritorno per chi è dovuto andar via. .

La lotta contro il Ponte è l'ennesima opportunità offerta ai siciliani per sviluppare pratiche di autonomia dei movimenti, di spinta dal basso, che sia anche rivendicazione autonomista, affermazione di volontà di autogoverno del territorio, di indipendenza intesa come volontà di ribaltare la logica colonialista attraverso un processo di liberazione capace di separare gli interessi del popolo che subisce e patisce ogni tipo di sfruttamento e umiliazione, da quelli delle borghesie, mafiose o "laiche" che, nei territori interessati, o dall'alto del dominio capitalista-colonialista, pretendono di poter continuare a decidere la sorte delle masse popolari e degli ambienti urbani e sociali in cui vivono. .

Si tratta di un processo lungo, da affrontare in sinergia con i percorsi da tempo avviati contro la militarizzazione dei territori, contro gli effetti nefasti dell'industrializzazione, contro la privatizzazione dell'acqua pubblica, contro la trasformazione della Sicilia in hub energetico per le multinazionali e le aree ricche del Nord Italia e dell'Europa, contro lo smantellamento della sanità e dei servizi essenziali, contro le politiche segregazioniste e assassine nei confronti delle persone migranti. L'unità dei tanti contro per un'obiettivo comune: costruire giorno per giorno la rivoluzione sociale in Sicilia e nel Sud. .

Pippo Gurrieri

https://www.sicilialibertaria.it/
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