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(it) Italy, UCAD'I #184 - La fascistizzazione in marcia (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 22 May 2024 07:48:20 +0300
Avremmo voluto parlarvi del Def, ma al momento di scrivere ci accorgiamo
di non poterlo fare perché il documento semplicemente non esiste, in
quanto questo Governo, nell'imminenza delle elezioni europee, preferisce
non spiegare al paese che per arrivare alla fine dell'anno sarà
necessaria una manovra di bilancio lacrime e sangue, volta a recuperare
le risorse che mancano per concludere l'anno finanziario. ---- Non solo,
avrebbe dovuto dire al paese di non avere idee su cosa farà il prossimo
anno, ma di dover dedicare le poche risorse disponibili a rispondere
alla procedura di infrazione che inevitabilmente la Comunità europea
aprirà per sforamento del deficit oggi al 7,4%.
Avrebbe dovuto dire che sarà necessaria una manovra fiscale che graverà
sulle classi meno ambienti e sui lavoratori a reddito fisso, perché
inoltre non ci sono soldi per la scuola, per il servizio sanitario, per
le pensioni, per i servizi de welfare, per nulla. Meglio vantarsi del
fatto che a 80 anni dalla Liberazione dal fascismo la fascistizzazione
dello Stato e della società italiana è in atto ad opera dei nipotini del
fascismo e del nazismo e che questa è la sola promessa che il Governo è
stato in grado di mantenere.
Per il momento la narrazione continua e parla di un paese dove tutto va
bene, dove l'occupazione cresce come non mai, ma si dimentica di
spiegare che si tratta di lavoro povero e poverissimo, estremamente
precario e sottopagato, dove milioni sono quelli che lavorano ma sono
poveri in una situazione demografica disastrosa, dove l'economia è
destinata a frenare a causa di mancanza della mano d'opera per
alimentare un mercato del lavoro che richiede nuove braccia; questo
mentre una politica dissennata dilapida le risorse disponibili per
contrastare la migrazione con inutili iniziative di immagine come il
lager per migranti in costruzione in Albania e mentre 500 mila giovani
abbandonano ogni anno il paese, per mancanza di prospettive e a causa
dei salari di fame.
In questi mesi la destra al governo ha predisposto e sta attuando una
riforma fiscale che fa gravare il costo dello Stato più che in passato
sui lavoratori a reddito fisso, che pagano il 95 % delle imposte; la
distanza fra ricchi e poveri si allarga fino a divenire un baratro. Ogni
misura di sostegno alla povertà è scomparsa e più di sei milioni di
cittadini vivono con un reddito al di sotto della soglia di sussistenza.
La maggioranza di governo si rifiuta di accettare l'introduzione di un
salario minimo, come avviene in tutti i paesi d'Europa, una politica
della casa non esiste, il servizio sanitario nazionale è sull'orlo del
disastro, tra assenza di medici e infermieri, code per ottenere una
prestazione sanitaria che si allungano a dismisura. Ogni giorno 3
lavoratori, che avevano lasciato la propria casa per recarsi al lavoro,
non vi ritornano e perdono la vita sul lavoro; se questo non bastasse,
il solo problema che sembra divenire sempre più urgente è quello del
riarmo e dall'aumento delle spese militari.
Un Parlamento completamente espropriato delle proprie funzioni si
balocca nell'adozione di provvedimenti che vanno dall'aumento delle pene
per la repressione dei rave, all'introduzione degli anti abortisti nei
consultori, legittimati a torturare le donne che a queste strutture si
rivolgono per l'interruzione della gravidanza, al fine di
colpevolizzarle. Ne maggiore spazio viene lasciato alle libertà civili:
mentre il governo impugna davanti al TAR i provvedimenti amministrativi
dell'Emilia Romagna che permetterebbero di applicare la sentenza della
Corte costituzionale sul fine vita dignitoso ogni manifestazione di
protesta, a cominciare da quelle contro la guerra e contro il genocidio
in atto a Gaza, vengono represse con i manganelli; mentre si propongono
pene detentive per i giornalisti che osano aggirare la mordacchia
introdotta con il divieto di riportare il testo dei provvedimenti dei
magistrati che incriminano i colletti bianchi e i politici per le loro
malefatte cala la censura sulla televisione pagata con i soldi pubblici.
La mordacchia imposta ai mezzi di informazione attraverso l'acquisizione
e il controllo delle testate giornalistiche, l'occupazione e
lottizzazione della Rai, il controllo delle agenzie di informazione,
l'intimidazione delle voci critiche attraverso denunce intimidatorie e
liti temerarie, si assiste al riemergere dalle fogne, sempre più
frequente, di fascisti e nazisti, un tempo emarginati dalla vita
pubblica. Il personale politico della destra militante, sopravvissuto
allo scontro di classe degli anni 70, che costituisce il nerbo del
partito neofascista, approfittando della sconfitta della classe operaia,
è oggi saldamente al potere con uno spirito di rivalsa che si
concretizza nella riproposizione, nemmeno tanto edulcorata, della
dittatura fascista classica, nelle sue forme e nei suoi contenuti
sociali più ributtanti, si concretizza nell'occupazione di ogni spazio
di potere.
Lo svuotamento della vita politica e l'imbarbarimento del conflitto
sociale vede prevalere l'odio individuale che non è più quello di
classe, ma è il frutto dell'invidia sociale di chi non vuol sentirsi
meno furbo degli altri e perciò è pronto ad ogni compromesso, ad ogni
trasformismo, ad ogni vigliaccheria, pur di prevalere su chi gli sta a
fianco, rifiutando con disprezzo la solidarietà sociale, sostituita
dalla convinzione che i più poveri, i più sfortunati, sono tali per loro
colpa, perché solo il potere e il benessere materiale possono dare
successo e salvezza.
Il trionfo dell'oligarchia
Mettendo in atto una rivisitazione della teoria delle classi sociali di
Robert Mickels rivisitata, la destra al potere si distingue per
l'instaurazione della supremazia della componente oligarchica della
società e dà vita a delle "democrazie illiberali" che di fatto
costituiscono sotto altra forma, solo apparentemente diversa, la
riproposizione del modello oligarchico putiniano, supportato da un
identico ruolo delle componenti sociali tradizionali e religiose, benché
prive di una figura apicale religiosa della quale Putin invece dispone,
il Patriarca Kyrill.
Per gli strateghi più raffinati della titolarità del potere, attribuita
nelle "democrazie illiberali" ad una oligarchia composita per le sue
provenienze sociali e per le sue caratteristiche, e che si è formata
grazie ad una nuova stratificazione delle classi sociali, dei lavori e
dei ruoli, nella società post - industriale, fortemente ideologizzata,
appartiene la legittimazione alla gestione del potere. Essa non ha
bisogno del sostegno della maggioranza dei cittadini, ma gli è
sufficiente quello di una minoranza qualificata e motivata di essi,
ottenuta mediante una progressiva selezione, per abbandono, del corpo
elettorale che è sufficiente a legittimare l'esercizio di un potere
generale plebiscitario, conferisce il mandato da una apparente
partecipazione diretta di tutti alla nomina del rappresentante apicale
della società.
Vista in questo contesto la proposta di premierato assume una
configurazione meno becera e occasionale e diviene parte di un progetto
politico più generale che si fonda su una rivisitata teoria delle classi
sociali che reinterpreta ruolo e funzione di ceti e classi per
individuare segmenti sociali che facciano dal punto di riferimento e da
elemento di legittimazione per la gestione politica della società,
supportando il "nuovo" ceto politico.
Questa visione della società, pur richiamando le precedenti esperienze
fasciste e naziste nella configurazione del potere e nei ruoli sociali
delle diverse componenti della società si presenta come qualcosa di
nuovo e vuole costituire la risposta alla complessità della gestione
della vita e della società oggi, azzerando il ruolo della partecipazione
sociale collettiva, semplificando la responsabilità sociale di ognuno,
eleggendo a punto di riferimento culturale e politico l'individuo,
ridivenuto suddito di una società gestita da una oligarchia che solo
possiede gli strumenti di gestione sociale e la legittimazione
all'esercizio del potere.
Solo la momentanea presenza sul soglio pontificio di un pontefice
estraneo a queste logiche non consente oggi agli oligarchi di occidente
di poter disporre di un'autorità religiosa che consenta il contemporaneo
utilizzo del manganello e dell'aspersorio,ma in Europa c'è già chi, sia
pure in tono minore,si propone per questo ruolo: il Patriarca ecumenico
che fu già patriarca dell'impero.
Una risposta di classe
La sinistra di classe giunge all'appuntamento con la storia non
attrezzata a dare una risposta articolata e ragionata alla strategia
delle classi dominanti, tesa a rafforzare il potere di dominio su una
compagine sociale che proprio perché è più complessa si presta meglio ad
essere manipolata, se priva dei punti di aggregazione e di una chiara
collocazione per ceti e classi sociali i cui confini sono stati resi
evanescenti, contribuendo a creare un melting pot all'interno del quale
e pressoché impossibile distinguere diritti e doveri, interessi e
bisogni, aspirazioni e speranze; in altre parole è impossibile o quasi
intravedere il disegno di una società futura aperta, libera, sia per
quanto riguarda i diritti civili che, soprattutto, la libertà dal
bisogno, anche se le condizioni per realizzare una società più giusta e
umana vi sarebbero tutte. Così tutto oggi contribuisce a far dimenticare
che l'uguaglianza è il presupposto e il fondamento della libertà e che
senza libertà dal bisogno non vi è euzione repubblicana che contiene la
prospettiva dell'uguaflianza nella libertà, affermando che "Tutti i
cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese." Con questo Governo il patto
costituzionale sta venendo meno.
La redazione
https://www.ucadi.org/2024/04/25/la-fascistizzazione-in-marcia/
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